Daga: «Non nascono i Totti e i Del Piero perché non vengono valorizzati i giocatori forti» | OneFootball

Daga: «Non nascono i Totti e i Del Piero perché non vengono valorizzati i giocatori forti» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Cagliarinews24

Cagliarinews24

·30 maggio 2026

Daga: «Non nascono i Totti e i Del Piero perché non vengono valorizzati i giocatori forti»

Immagine dell'articolo:Daga: «Non nascono i Totti e i Del Piero perché non vengono valorizzati i giocatori forti»

Riccardo Daga, portiere cresciuto nel settore giovanile e nella primavera del Cagliari, parlando con noi in esclusiva dei problemi del calcio italiano

Riccardo Daga ci ha concesso una lunga intervista esclusiva nel corso della quale ha trattato diverse tematiche. L’ex giocatore del Cagliari su alcuni dei principali problemi del calcio italiano tra mancanza di talenti e poca valorizzazione. Le sue parole.

Spostando il focus, ti faccio una domanda secca. Perché il nostro calcio non riesce più a produrre talenti? Parlo di giocatori come Totti, Del Piero, Baggio e simili…


OneFootball Video


«Perché non vengono valorizzati i giocatori se sono forti. Per esempio, tu vai a vedere la carriera di Totti, lui non è andato in prestito in Serie C, non è andato in prestito da altre parti, Totti ha esordite. Era un giovane, l’hanno fatto esordire, è esploso e ha continuato a stare in prima squadra. Un giovane, poi, quanto deve stare in Serie C a farsi vedere, a dimostrare? 2, 3, 4 anni? E poi a quel punto ha 24-25 anni, è questa la verità.

Ma il discorso può valere pure per Del Piero. Ormai non hanno più il coraggio di prendere e buttare un giovane, se fa bene deve continuare a giocare. Adesso, per dirti, Trepy ha fatto quel gol lì però poi la settimana dopo era con la Primavera. Cosa deve fare un giovane più di far gol? Non può fare una partita da titolare una volta, dall’inizio? No perché davanti a lui ci sono Belotti e il Borrelli di turno.

Vuoi dare valore ai giovani? Falli giocare, io la penso così, poi ci sono tutte le altre dinamiche. E’ giusto che si vadano a fare le ossa anche da altre parti, ok, però allo stesso tempo devono essere seguiti anche là, devono essere messi in condizioni di potersi esprimere al meglio. Tutto dipende da quello secondo me, non dipende da altre cose.

E’ vero che adesso i giovani stanno cambiando, molte volte non vogliono più giocare a calcio, però i giovani ci sono e vanno vanno rischiati. Solo che molte volte si tende a pararsi sedere perché si ha paura di perdere punti, ma non è così. Magari è proprio quel giocatore che ti fa salire di categoria, ti fa fare quello step là, la salvezza, per dirti. Però rispetto ad altri anni il Cagliari si sta muovendo veramente in maniera diversa e bene, secondo me, adesso. Ok, può fare qualcosina in più, però però si può fare sempre meglio».

Visualizza l' imprint del creator