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·14 agosto 2026

Dagli eredi Del Vecchio alla famiglia Agnelli-Elkann: la classifica dei paperoni italiani 2026

Immagine dell'articolo:Dagli eredi Del Vecchio alla famiglia Agnelli-Elkann: la classifica dei paperoni italiani 2026

La tecnologia irrompe ai vertici della ricchezza italiana e rompe gli equilibri delle storiche dinastie del capitalismo nazionale. È la principale novità delle tradizionali classifiche di Ferragosto elaborate da Milano Finanza, che fotografano i patrimoni azionari alle quotazioni del 7 agosto 2026.

I Crippa, azionisti di Technoprobe, balzano dal sedicesimo al quarto posto con 10,4 miliardi di euro, quasi quattro volte i 2,6 miliardi di un anno fa. E la quotazione al Nasdaq di Bending Spoons proietta direttamente nella graduatoria quattro nuovi multimiliardari italiani.


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Sopra tutti continua però a esserci un paperone fuori classifica: lo Stato italiano. Il valore delle partecipazioni pubbliche passa dagli 81,5 miliardi del 2025 a 111,1 miliardi, con un incremento di oltre 29,5 miliardi, pari al 36,2%. Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, dispone direttamente di partecipazioni per 55,5 miliardi, mentre quelle di Cassa Depositi e Prestiti valgono 54,7 miliardi. Il patrimonio pubblico è ormai due volte e mezzo quello del primo Paperone privato.

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I primi Paperoni privati

Dietro la ricchezza pubblica, la classifica privata 2026 vede:

  1. Eredi Del Vecchio – 44,5 miliardi. Restano saldamente al primo posto, ma il valore del patrimonio azionario scende di oltre 7 miliardi rispetto al 2025, mentre gli otto eredi continuano a confrontarsi sul futuro della cassaforte Delfin. È la maggiore perdita di ricchezza in valore assoluto dell’intera graduatoria. Il patrimonio deriva soprattutto da EssilorLuxottica, oltre alle partecipazioni in Mps, Generali, Unicredit e Covivio.
  2. Famiglia Rocca – 15,2 miliardi. Consolida il secondo posto grazie alla corsa di Tenaris. La ricchezza azionaria cresce del 54%, con oltre 5,3 miliardi guadagnati in appena dodici mesi.
  3. Francesco Gaetano Caltagirone – 12,5 miliardi. Sale dal quinto al terzo posto, con una crescita del 54% e oltre 4 miliardi di valore in più, sostenuto anche dal protagonismo dell’imprenditore in alcune delle partite chiave del risiko bancario italiano.

La grande sorpresa arriva però subito sotto il podio. La famiglia Crippa, azionista di Technoprobe, passa da 2,6 a 10,4 miliardi, con un incremento vicino al 300% e quasi 7,8 miliardi di ricchezza in più. Dal sedicesimo posto del 2025 sale direttamente al quarto, davanti a Prada-Bertelli e alla famiglia Agnelli-Elkann-Nasi.

Top 10 miliardari italiani

  • Eredi Del Vecchio Partecipazioni: Ass.ni Generali, Avio, Banca Monte Paschi Siena, Covivio, Essilorluxottica, Unicredit, Mediobanca (^) Valore attuale: 44,49 miliardi di euro Valore precedente: 51.57 miliardi Variazione: -13,73%
  • Famiglia Rocca Partecipazioni: Tenaris Valore attuale: 15,22 miliardi di euro Valore precedente: 9.88 miliardi Variazione: +53,96%
  • Caltagirone Francesco Gaetano (e famiglia) Partecipazioni: Acea, Ass.ni Generali, Banca Monte Paschi Siena, Caltagirone, Caltagirone Editore, Cementir, Class Editori, Mediobanca (^) Valore attuale: 12,52 miliardi Valore precedente: 8,09 miliardi Variazione: +54,73%
  • Famiglia Crippa Partecipazioni: Technoprobe Valore attuale: 10,39 miliardi Valore precedente: 2,61 miliardi Variazione: +298,31%
  • Famiglia Prada – Bertelli Partecipazioni: Prada Valore attuale: 9,95 miliardi Valore precedente: 9,17 miliardi Variazione: +8,49%
  • Famiglia Agnelli – Elkann – Nasi Partecipazioni: Exor Valore attuale: 8,05 miliardi Valore precedente: 9,5 miliardi Variazione: -15,25%
  • Famiglia Benetton Partecipazioni: Aer.Marconi Bologna, Ass.ni Generali, Avolta, Banca Monte Paschi Siena, Cellnex, Mediobanca (^) Valore attuale: 7,6 miliardi Valore precedente: 6,5 miliardi Variazione: +16,55%
  • Famiglia Doris – Tombolato Partecipazioni: Banca Mediolanum, Mediobanca (^) Valore attuale: 7.233,2 Valore precedente: 4.688,3 Variazione: +54,28%
  • Ferrari Piero Partecipazioni: Ferrari, Ferretti (^) Valore attuale: 6.727,4 Valore precedente: 7.844,8 Variazione: -14,24%
  • Eredi Berlusconi Partecipazioni: Banca Mediolanum, MFE, Mondadori Valore attuale: 6.419 Valore precedente: 4.438,5 Variazione: +44,62%

Non in top 10, ma nella classifica dei paperoni italiani 2026 troviamo anche Urbano Cairo, il cui valore del patrimonio azionario è di 166,3 milioni e occupa la 93esima posizione; Devasini Giancarlo, azionista della Juventus la cui quota ha valore 97,9 milioni (111esima posizione). Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha visto il proprio valore azionario salire del 90,74% nell’ultimo anno (72,9 milioni che lo posizionano 145esimo)

L’irruzione di Bending Spoons

A cambiare ulteriormente la geografia della ricchezza italiana è Bending Spoons, fresca di quotazione al Nasdaq. I sei soci italiani possiedono partecipazioni che, considerate complessivamente, valgono oltre 12 miliardi di euro, meno di 500 milioni in meno dell’intero patrimonio azionario attribuito a Caltagirone.

Luca Ferrari entra direttamente al 16° posto con 3,18 miliardi, Matteo Danieli al 19° con 2,98 miliardi, Luca Querella al 20° con 2,92 miliardi e Francesco Patarnello al 21° con 2,87 miliardi. I soli quattro fondatori valgono insieme 11,95 miliardi. Si aggiungono Davide Giorgio Scarpazza ed Enrico Martinelli. Considerati come un’unica galassia imprenditoriale, i soci di Bending Spoons si collocherebbero alle spalle soltanto di Del Vecchio, Rocca e Caltagirone e davanti a Crippa, Prada, Agnelli e Benetton.

Perdono invece terreno gli Agnelli-Elkann-Nasi, che scendono dal terzo al sesto posto: il patrimonio custodito nella holding Exor – che a sua volta dipende soprattutto da Stellantis, di cui è primo azionista, e dalla controllata Ferrari, mentre la Juventus al momento è in perdita – passa da 9,5 a 8,05 miliardi, -15,3%, dopo il calo di quasi il 10% già accusato nel 2025. Arretra anche Piero Ferrari, da 7,84 a 6,73 miliardi, mentre entrano stabilmente nella top ten gli eredi Berlusconi con 6,42 miliardi (+44,6%) nell’anno della conquista di Prosiebensat1. I Doris-Tombolato salgono invece a 7,23 miliardi (+54,3%).

Tra gli altri grandi movimenti spiccano la famiglia Maramotti, azionista di Credem, salita a 2,15 miliardi (+60%), la famiglia Zegna a 2,08 miliardi (+75%), i Gavazzi-Lado del Banco di Desio a 1,47 miliardi (+121%) e la famiglia Ferragamo a 925 milioni (+106%). In discesa invece i Salini (-40% circa), al controllo del general contractor Webuild, i Peugeot (-37%) e i Boroli-Drago (-25%).

Quasi 100 miliardi di capitali esteri

Le classifiche collaterali mostrano anche il peso crescente degli investitori internazionali. I grandi fondi e investitori istituzionali esteri censiti detengono partecipazioni a Piazza Affari per 97,7 miliardi di euro. Il primo è BlackRock, con 32,76 miliardi distribuiti tra banche, energia e alcuni dei principali gruppi industriali italiani. Se fosse inserito nella classifica dei Paperoni privati, il colosso americano sarebbe secondo, dietro soltanto agli eredi Del Vecchio.

Alle sue spalle si collocano Norges Bank, con 15,45 miliardi investiti in 81 società italiane, e Capital Research and Management, con 9,34 miliardi. I primi dieci investitori esteri concentrano complessivamente oltre 75 miliardi di partecipazioni.

Comuni e fondazioni: oltre 33 miliardi in borsa

Le partecipazioni degli enti locali valgono complessivamente 10,97 miliardi, il 4% in più rispetto al 2025. Roma Capitale resta il Comune più ricco, con una quota in Acea da 2,33 miliardi. Milano e Brescia seguono con 1,82 miliardi ciascuna grazie alle quote paritetiche detenute nel capitale di A2A.

Ancora più forte è la crescita delle fondazioni, favorite dal boom delle banche: il loro patrimonio azionario sale da 16,69 a 22,54 miliardi, +35,1%. Compagnia di San Paolo guida la graduatoria con 8 miliardi investiti in Intesa Sanpaolo e Iren, un patrimonio praticamente equivalente a quello della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi. Fondazione Cariplo sale a 6,66 miliardi, Fondazione Crt sfiora i 4 miliardi e Fondazione di Sardegna quasi raddoppia il proprio patrimonio a 2,25 miliardi. Sommando enti locali e fondazioni si superano così 33,5 miliardi di partecipazioni quotate.

Tra le curiosità spicca al 134esimo posto Andrea Orcel: il pacchetto di azioni per lo più assegnate dalla banca che il top manager guida, Unicredit, vale ai corsi attuali 81,4 milioni di euro. Complice la corsa del titolo a Piazza Affari – dal suo arrivo nell’aprile 2021 le azioni di Piazza Gae Aulenti hanno moltiplicato il valore di quasi nove volte – il banchiere guadagna posizioni di anno in anno e nel 2026 si colloca davanti alla famiglia Baggi Sisini. Gli editori della Settimana Enigmistica sono presenti in classifica grazie a una quota di Tamburi Investment Partners che vale 81 milioni.

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