D’Agostino punzecchia Conte: «Prende 8 milioni e si lamenta dei calendari ma Vergara non lo faceva giocare manco a nascondino» | OneFootball

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·5 febbraio 2026

D’Agostino punzecchia Conte: «Prende 8 milioni e si lamenta dei calendari ma Vergara non lo faceva giocare manco a nascondino»

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D’Agostino punzecchia Conte: «Prende 8 milioni e si lamenta dei calendari, impari da Chivu». Le parole dell’ex centrocampista

Il dibattito sui calendari intasati e il logorio dei calciatori continua a infiammare il panorama calcistico italiano, ma non tutti si schierano dalla parte degli allenatori “lamentosi”. Gaetano D’Agostino, intervenuto ai microfoni di Cronache di spogliatoio, ha lanciato un duro attacco contro quella che definisce una mentalità rinunciataria e priva di spirito costruttivo, puntando il dito contro l’élite della panchina.


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Secondo l’ex centrocampista, le lamentele sui troppi impegni sono spesso un alibi che nasconde una scarsa capacità gestionale: «Ci lamentiamo sempre a fatto compiuto. Le soluzioni le devono trovare loro. Prendono 8 milioni di euro l’anno, non parlo solo di Conte, trovate le soluzioni. Siamo sempre a cercare le criticità in Italia. In Inghilterra sono 15 anni che fanno 180 partite l’anno eppure vanno a 200 all’ora e guarda caso vincono sempre loro. Siamo vent’anni indietro e stiamo sempre parlando di gente che esprime un concetto sempre non costruendo, sempre lamentandosi».

D’Agostino propone una ricetta precisa: il coraggio di lanciare i giovani talenti, citando l’esempio virtuoso di Cristian Chivu all’Inter e il caso fortuito di Antonio Vergara al Napoli. Secondo l’opinionista, le rose extralarge dovrebbero servire proprio a questo, anziché diventare un pretesto per polemizzare con le istituzioni: «Fai giocare i Primavera in Coppa Italia, come ha fatto Chivu: ha fatto riposare due quinti e ti ha fatto esprimere i giovani. Metti i giovani quando gli altri hanno problemi fisici. Adesso è esploso Vergara, se a Napoli fossero stati al completo non avrebbe giocato nemmeno a nascondino».

L’affondo di D’Agostino scoperchia una verità scomoda: spesso il talento dei giovani italiani emerge solo per necessità estrema e non per una programmazione lungimirante. Un monito che invita i grandi club a guardare oltre i soliti titolari, trasformando l’emergenza calendari in un’opportunità per il futuro del movimento.

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