Calcionews24
·30 maggio 2026
Dal Barcellona al PSG, la firma di Luis Enrique non cambia: undici anni dopo è ancora un gigante europeo

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·30 maggio 2026

Ci sono allenatori che vincono. E poi ci sono quelli che cambiano il destino dei club. Luis Enrique appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
A undici anni dal suo primo trionfo europeo con il Barcellona, il tecnico spagnolo ha trasformato il Paris Saint‑Germain in una delle squadre più dominanti del calcio continentale, riportandolo per il secondo anno consecutivo all’ultimo atto della Champions League e confermandosi come uno degli allenatori più influenti della sua generazione.
Arrivato a Parigi nell’estate 2023, Luis Enrique ha raccolto un’eredità complicata. Il PSG veniva da anni di delusioni europee nonostante investimenti enormi e una collezione di stelle — da Messi a Neymar fino a Mbappé. Lo spagnolo ha scelto una strada diversa: meno individualismi, più squadra.
Ha costruito un gruppo giovane, aggressivo, organizzato, capace di interpretare il calcio moderno attraverso pressing, possesso e rotazioni continue. Una rivoluzione identitaria che ha cambiato il volto del club.
I risultati sono arrivati subito. Nella prima stagione ha vinto la Ligue 1 e portato il PSG fino alle semifinali di Champions. L’anno successivo è arrivata la consacrazione definitiva: la prima Champions League della storia del club, conquistata con il clamoroso 5‑0 rifilato all’Inter nella finale di Monaco di Baviera, il margine più ampio mai registrato in una finale della competizione.
La vera impresa di Luis Enrique, però, non è stata solo vincere: è stato farlo dopo l’addio delle superstar dell’era qatariota. Senza Mbappé, molti immaginavano un PSG ridimensionato. Lui ha costruito invece una squadra ancora più competitiva, valorizzando talenti come Doué, Joao Neves, Dembélé, Vitinha, Nuno Mendes e Kvaratskhelia.
Il risultato è stato un gruppo più equilibrato e meno dipendente dai singoli. Non a caso il PSG 2025/26 ha chiuso con il 69,4% di possesso palla, il dato più alto nei top‑5 campionati europei e il migliore in Ligue 1 negli ultimi vent’anni.
Dal suo arrivo, il club ha conquistato tre Ligue 1 consecutive, due Coppe di Francia, tre Supercoppe e soprattutto quella Champions che per oltre un decennio era stata un’ossessione. In due stagioni complete ha centrato una semifinale e due finali consecutive: una continuità mai vista nella storia parigina.
Il trionfo del 2025 ha permesso a Luis Enrique di entrare in un club riservato a pochissimi: è diventato il settimo allenatore a vincere la Champions con due club diversi, dopo il successo con il Barcellona nel 2015.
Con questo ulteriore trionfo europeo è arrivato a tre Champions League vinte, entrando in un gruppo ristrettissimo che comprende Ancelotti, Paisley, Zidane e Guardiola. È il quinto allenatore della storia a raggiungere almeno tre Coppe dei Campioni/Champions.
Il suo palmarès parla da solo:
Con il PSG ha guidato il club a due finali consecutive, portandolo da semifinalista a campione d’Europa e poi di nuovo finalista: una continuità che pochissime squadre possono vantare nel calcio moderno.
Luis Enrique ha sempre spiegato che il successo nasce dalla cultura del lavoro quotidiano: organizzazione, intensità, cura dei dettagli e capacità di creare gruppi prima ancora che squadre. È probabilmente questa la sua eredità più grande.
Perché i cicli finiscono, le coppe passano, ma gli allenatori che cambiano la mentalità di un club restano nella storia. E Luis Enrique, ormai, quella storia la sta scrivendo da tempo.


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