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·15 giugno 2026

Dal campo alla finanza: come il factor investing può applicarsi anche ai Mondiali

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Una squadra che vince un torneo non è un mucchio di fuoriclasse, ma un portafoglio ben costruito. L’idea è stata formulata da Gianluca De Nard, responsabile delle strategie d’investimento sistematiche di Swisscanto (Zürcher Kantonalbank), oltre che docente all’Università di Zurigo e in Liechtenstein, nell’ambito dello studio “The World Champion’s Portfolio“.

La tesi dello studio, senza pretese di rigore accademico né di applicabilità agli investimenti: undici giocatori e un allenatore possono essere letti come un portafoglio multifattoriale, in cui ogni ruolo corrisponde a un preciso premio al rischio. E come in finanza, a decidere non è quasi mai il lampo del singolo, ma la coerenza del sistema. I Mondiali, del resto, raramente li vince la giocata isolata: li vince la struttura che continua a funzionare anche quando la partita si mette male.


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La domanda dello studio è se in campo esistano fattori equivalenti ai principi che si affermano nei mercati, ovvero Value, Quality e Momentum. La risposta, ruolo per ruolo, è un piccolo trattato di asset allocation travestito da modulo tattico.

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