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·28 marzo 2025

Dani Alves assolto dall’accusa di stupro: la Corte di Giustizia catalana annulla la condanna

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Il tribunale d’appello ribalta la sentenza: “Insufficienza di prove, prevale la presunzione d’innocenza” Dani Alves è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale dalla Corte di Giustizia della Catalogna. L’ex calciatore brasiliano, condannato in primo grado a quattro anni e mezzo di reclusione dal Tribunale di Barcellona, ha visto la sua sentenza annullata in sede d’appello.

La decisione della Corte Il verdetto è stato emesso all’unanimità da una sezione penale composta da tre giudici donne e un uomo. La Corte ha stabilito che la condanna non poteva basarsi esclusivamente sulla testimonianza della presunta vittima, evidenziando carenze nella valutazione delle prove. Di conseguenza, ha prevalso il principio della presunzione di innocenza.


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Le discrepanze nelle prove Il Tribunale di Barcellona aveva ritenuto provata la violenza sessuale basandosi principalmente sulla dichiarazione della denunciante. Tuttavia, alcune discrepanze tra il suo racconto e le immagini delle telecamere di sicurezza avevano sollevato dubbi. Nonostante ciò, il giudice di primo grado aveva ritenuto che tali incongruenze non fossero sufficienti a mettere in discussione la credibilità della donna.

L’Alta Corte ha invece valutato che le prove a sostegno dell’accusa fossero insufficienti e ha ribadito un principio chiave del diritto penale: “L’assenza di prove definitive non significa automaticamente che la versione della difesa sia vera, ma implica che l’accusa non abbia dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezza dell’imputato.”

Oltre un anno di custodia cautelare Dani Alves era stato in carcere per oltre un anno prima di essere rilasciato su cauzione dietro il pagamento di un milione di euro. Con la sentenza d’appello, il caso assume una nuova prospettiva, riaprendo il dibattito sulla gestione delle prove nei processi per violenza sessuale.

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