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·10 luglio 2026
Daniele Longo: «Karetsas è il preferito del Milan. Inacio resta un’opzione, mentre su Maldini in Nazionale…» – ESCLUSIVA

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Il calciomercato entra sempre più nel vivo e le big di Serie A continuano a lavorare per rinforzare le rispettive rose. Per fare il punto sulle principali trattative e sugli scenari più caldi del mercato del Milan Daniele Longo ha parlato a Calcionews24:
Allora, guarda, sul Milan c’è Gila che sta facendo chiaramente le visite mediche e quindi lo diamo per un colpo ormai chiuso. Ti volevo chiedere, visto che adesso pare che il Milan si concentri sulla zona dalla trequarti in su, qual era il nome per te più vicino tra quegli usciti e se sempre in difesa verrà fatto qualcos’altro oltre Gila indipendentemente dall’uscita magari di Tomori?
«Guarda, il Milan sta facendo chiaramente un mercato importante, un mercato comunque sempre operazione dopo operazione, step dopo step, con contatti tra Cardinale e Ruben Amorim e questa è una cosa molto importante, è un po’ la rottura con la scelta del passato dove gli allenatori erano poco presenti nella scelta dei giocatori, l’ultimo con cui si era provato un esperimento di questo tipo, anche se un po’ diverso perché c’era un direttore sportivo vero e proprio, c’era proprio un team di lavoro strategico come quello attuale, fu l’ultimo anno di Pioli quando andarono via anche Maldini e Massara.
Di sicuro il Milan deve cambiare molto, soprattutto a livello di concetti di gioco perché comunque si passa da una squadra che difendeva col blocco basso, molto conservativa e risultatista, a una squadra che vuole dominare l’avversario, vuole dominare il gioco, quindi secondo me arriveranno, da quello che abbiamo potuto capire a livello di strategia del club, arriverà un attaccante esterno/trequartista cioè deve avere delle caratteristiche ben precise, che sappia giocare fra le linee, che sappia creare la superiorità numerica, fornire degli assist, mandare in porta i compagni, quindi mi sembra che il profilo di Karetsas risponda perfettamente all’identikit. Credo che sia lui in questo momento il giocatore preferito, era stato già seguito dagli scout del Milan a fine febbraio, quindi promosso su tutta la linea, un giocatore che aveva una valutazione importante, già quasi da giocatore finito, 35 milioni di euro. Il Milan ha avviato i primi contatti.
Anche se Ibrahimovic spinge molto, però Alajbegovic è un talento bosniaco che il Milan aveva già iniziato a seguire prima della sua esplosione a livello mediatico, culminata con la buona parentesi mondiale, ma soprattutto un grandissimo protagonista anche negli spareggi con l’Italia e con il Galles, il Milan lo seguiva già da tempo perché poi è sempre molto attento ai movimenti che fa il Salisburgo, che è una fuscina di talenti incredibili.
Il Milan ha chiuso tante operazioni con il Salisburgo, Okafor, Pavlovic, quindi era molto attento a quel tipo di contesto, l’aveva già inserito nel database il suo profilo. Ibrahimovic se n’è innamorato e sta spingendo con la proprietà e con l’allenatore affinché possano provare a concretizzare un interesse di lunga data, non è facile perché poi ora ha un hype elevato, quindi adesso c’è anche una grande concorrenza. Sul discorso: da quello che abbiamo capito il Milan un difensore centrale/braccetto che sappia fare tutti e due i ruoli lo vuole fare ancora.
Inacio dello Sporting lo teniamo ancora come contatto delle ultime settimane, soprattutto se dovesse uscire Tomori e portare nelle casse rossonere una cifra intorno ai 15 milioni di euro, Il Milan ha avuto diversi contatti con dei club inglesi, quello che si è fatto in avanti in maniera più concreta è il Coventry ma il giocatore ha preso tempo perché nonostante la stima nei confronti di Lampard, la stima nei confronti di un club storico che sta tornando in Premier League vorrebbe capire se possono aprirsi le possibilità con club che fanno ancora le competizioni europee».
In questi giorni dovrà arrivare la decisione di Malagò in un senso o nell’altro per quanto riguarda il futuro della Nazionale. Tu credi che alla fine sarà Mancini il CT senza Maldini direttore tecnico?
«Su Maldini ho trovato non troppo simpatico questo continuo rimbalzarsi: prima che va, poi che non va, poi che va, che non va, perché poi si presta anche a difficili interpretazioni, nel senso che magari c’è chi dice che non lo fa per il Milan, c’è chi dice che non si vuole tra virgolette sporcare le mani in un progetto non vincente, c’è altri che dicono perché invece ci va, non è il suo. Io credo che Maldini sia la scelta migliore che potesse fare la federazione di volergli affidare il ruolo di direttore tecnico. Vedremo, è tutto in continua evoluzione anche se oggi mi sembra di capire che le possibilità sono un po’ più basse.
Ci sono due ipotesi a sorpresa: una porta a Giuseppe Bergomi che comunque ha già accumulato a livello di settore di giovanile esperienza anche nell’insegnare calcio, credo che questo sia fondamentale, un aspetto che molto spesso viene trascurato, ma l’Italia deve tornare anche a insegnare il calcio, insegnare quella che è stata la nostra scuola chee potrebbe anche essere la più bella del mondo dal punto di vista dello spettacolo, ma che portava a risultati e identità.
Un’altra pista invece porta a una figura più politica, molto politica, perché ovviamente se tu pensi a un politico del calcio pensi proprio a lui: Demetrio Albertini. Potrebbe assumere lui il ruolo di direttore tecnico. Per quanto riguarda la conduzione tecnica invece credo che Roberto Mancini in questi due mesi stia facendo di tutto per farsi scegliere, per tornare, credo che comunque alla fine è un matrimonio che s’ha da fare».







































