De Ceglie si racconta: «Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità alla squadra. Agnelli? Che possa tornare lui penso che sia un sogno per tutti» | OneFootball

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·3 maggio 2026

De Ceglie si racconta: «Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità alla squadra. Agnelli? Che possa tornare lui penso che sia un sogno per tutti»

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De Ceglie svela: «Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità. Agnelli? Che possa tornare lui penso che…»

Protagonista della recente promozione con il CGC Aosta, Paolo De Ceglie continua a vivere il calcio con la stessa passione di sempre. A cinque anni dall’addio al professionismo, l’ex terzino della Juventus è tornato in campo trascinando la squadra valdostana alla vittoria del campionato di Prima Categoria, firmando gol decisivi. Legato a doppio filo ai colori bianconeri, De Ceglie ha ripercorso questa sua “seconda giovinezza” sportiva ai microfoni di Tuttosport.com, soffermandosi anche su retroscena e riflessioni legate al presente della Vecchia Signora.

SUCCESSO CON L’AOSTA – «E’ una storia che parte da lontano, inizia dal 2000, anno in cui abbiamo fondato questa società io e mio padre. Con la nostra famiglia avevamo l’intento di fare un un calcio popolare basato sui valori. Abbiamo fatto un percorso di tanti anni fondato sul settore giovanile, avevamo poi l’obiettivo di arrivare dalla Terza Categoria in Promozione. Diciamo che la Promozione era il nostro punto di arrivo. Quest’anno poi è capitato che io ero un attimo fermo dal professionismo e ho detto a mio padre: “Mi tessero e vengo in panchina con te. Condividiamo insieme questa annata e andiamo in Promozione”. La soddisfazione poi è quella che lascio a loro e che si sono meritati: giocatori, staff, chiunque è stato coinvolto. Il messaggio che ci tengo a passare è quello che si può far calcio con i valori e con la passione di questi ragazzi che lavorano. Siamo un gruppo e una famiglia ormai da più di 20 anni».


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ANDREA AGNELLI – «Io penso che il presidente di una squadra è quello che determina gli obiettivi, determina il DNA, quindi la presidenza di Andrea Agnelli ha dimostrato, con i risultati ottenuti, tutto quello che lui ha fatto ed è stato per la Juve. Che possa tornare lui penso che sia un sogno per tutti i tifosi juventini. Non è a discapito degli altri, ma è una figura che aveva tutto. Oggi la società delega, invece prima la società era lui ed era operativo, oltre ad essere juventino. Figure del genere non le sostituisci facilmente, non si può rimpiazzare un presidente così. Un conto è delegare e un conto è essere sempre operativo e presente».

SPALLETTI – «Questo non lo so, io vedo una Juve che in questo momento deve arrivare in Champions e sono convinto che l’obiettivo sia sempre stato quello. Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità alla squadra, che sono due delle cose fondamentali che deve avere una squadra e lui è riuscito a trovare il modo di farle inglobare all’interno dello spogliatoio».

CONTE – «Spalletti non lo ho mai avuto quindi non lo conosco personalmente. Conte ha aperto il ciclo alla Juve, la questione di arrivare alla vittoria e ad avere una mentalità vincente sicuramente è un aspetto fondamentale dal quale io ho appreso tantissimo. E’ uno che non ti molla un attimo e che riesce a tirarti fuori il massimo in ogni occasione, che sia un allenamento o la partita stessa».

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