Calcionews24
·27 marzo 2026
De Gea ammette: «Quest’anno siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. Eravamo morti, Vanoli ci ha riportati in vita! La fascia da capitano…»

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il portiere della Fiorentina, David De Gea, ha detto la sua sulla stagione tormentata che sta vivendo la squadra viola quest’anno.
LE DIFFICOLTA’ DI INIZIO STAGIONE – «Non c’è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. E’ stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro».
COSA E’ CAMBIATO CON VANOLI? – «Sono arrivati nuovi giocatori che ci hanno dato energia ma va sottolineato il grande lavoro del tecnico. Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini».
LA FASCIA DA CAPITANO – «Vanoli ha parlato con Luca e con me, mi ha detto che essendo il più vecchio s’aspettava molto. Io ero pronto, avevo già fatto il capitano allo United. Con Ranieri ho un ottimo rapporto, è molto importante per la squadra. E’ uno dei capitani».
OBIETTIVO CONFERENCE LEAGUE – «Siamo concentrati sulla A ma dobbiamo crederci. Il Crystal Palace è forte e per me sarà bello tornare in Inghilterra. Vincere un trofeo sarebbe stupendo per i tifosi, possiamo farcela».
SUL MIO FUTURO – «Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene, ma non è il momento di pensare al futuro. Voglio salvare la Fiorentina e dare il meglio in Conference».
COSA MANCA A KEAN? – «Moise è un ragazzo speciale, parliamo tanto e cerco di aiutarlo. L’anno scorso ha fatto una grande stagione, la differenza tra un buon giocatore e un campione la fa la capacità di mantenere il rendimento costante negli anni, questa è la cosa più difficile ma penso che lui potrebbe essere in grado di farlo».









































