De la Fuente: «La forza della Spagna è il gruppo, ho giocatori che da 10 anni sono con me. Yamal sarà pronto per la prima sfida» | OneFootball

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·8 giugno 2026

De la Fuente: «La forza della Spagna è il gruppo, ho giocatori che da 10 anni sono con me. Yamal sarà pronto per la prima sfida»

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Il “professore” dei Campioni d’Europa, De La Fuente: «Un grande orgoglio che gli allenatori spagnoli vincano ovunque»

Secondo il super computer di Opta, è la Spagna la favorita per il successo finale al Mondiale, con la Francia come prima avversaria. Il Ct che la guida e Luis De la Fuente, forte del successo all’Europeo di due anni fa. La Gazzetta dello Sport lo ha incontrato.


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INSEGNA AGLI ALLENATORI «A me piace tanto parlare di calcio, e se è con colleghi di professione ancora di più. Quando mi hanno offerto il posto non ci ho pensato due volte, e tra l’altro ho avuto classi fenomenali: Xabi Alonso, Xavi Hernandez, Raul, Victor Valdes. E poi Scaloni, Iraola, l’italiano Alessio Lisci… I miei corsi erano Evoluzione del calcio e Sviluppo tattico. L’ho fatto per 3 anni e ho appreso tantissimo anch’io. Gli dicevo: “Io non so di calcio più di voi, però ho più esperienza, e questa vi metto a disposizione. Non voglio convincervi, ma condividere il vissuto”».

I TECNICI SPAGNOLI VINCONO OVUNQUE «Per me, come ct e in qualità di ex istruttore del supercorso federale, è motivo di enorme orgoglio. Il processo formativo nelle scuole regionali e nazionali del nostro Paese è straordinario, e non lo dico per partito preso o cavalcando l’onda del successo dei nomi che ha menzionato. Lo dico perché l’ho vissuto personalmente. Qui non c’è nulla di casuale, si raccolgono i frutti di semi piantati per anni: formare allenatori perché possano formare giocatori. È stato un lavoro straordinario che non è certo finito eh? Tutt’altro, il successo aiuta a lavorare meglio. La nostra formazione è un esempio internazionale».

CI SARANNO PROBLEMI POLITICI AL MONDIALE «No, no, esattamente il contrario: io penso che il Mondiale sia al di sopra di qualsiasi circostanza politica e sociale. È un trait-d’union che tiene insieme credi, ideologie e razze differenti. Bisogna utilizzare il calcio come guida verso la diversità, lo spettacolo, l’unione. Vedo il torneo che sta per iniziare come una manifestazione storica in questo senso».

LA FORZA DELLA SUA SPAGNA «Lo spirito di gruppo: c’è gente che è con me dal 2015, dalle giovanili: Unai Simon, Mikel Merino, Rodri, Fabian, Cucurella, Dani Olmo, Oyarzabal… La relazione è differente, ti dà forza e viene percepita da chi arriva dopo. Io non ho paura a dire che per molti di loro sono più di un allenatore. Il legame è molto profondo e si trasmette anche al campo, non ho dubbi. Anche perché quando passi 45-50 giorni stando sempre insieme devi condividere molto di più che un pallone».

LA FORMA DI YAMAL «Bene, sta bruciando le tappe fissate dai medici. Credo possa essere disponibile per la prima sfida, poi vedremo se e quanto utilizzarlo».

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