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·23 settembre 2026
De Laurentiis attacca Cardinale: «Aveva esigenze da finanziere, non da imprenditore vero». Il retroscena sull’invito a cena

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Aurelio De Laurentiis torna a parlare del calcio italiano e delle proprietà straniere in Serie A. Il presidente del Napoli, intervenuto in conferenza stampa dopo aver ricevuto il Premio Sportivo alla Carriera presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia a Palazzo Grazioli, ha raccontato anche un retroscena legato a Gerry Cardinale, proprietario del Milan.
Le sue dichiarazioni, riportate da calcionapoli24.it, hanno riguardato il confronto tra imprenditori tradizionali e fondi di investimento nel mondo del calcio.
Il presidente del Napoli ha ricordato un incontro avuto con il numero uno di RedBird: «Ho invitato Gerry Cardinale a cena tre anni fa, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero».
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De Laurentiis ha poi spiegato la propria visione della gestione societaria: «Io sono un passionale di natura, se faccio una cosa è perché mi diverto. C’è chi gioca a golf, chi gioca a tennis, io sono monotematico con la mia professione: può far inquietare mia moglie, ma io sono fatto così e non posso certo cambiare».
Il presidente azzurro ha proseguito parlando delle difficoltà del sistema italiano: «Quando vai in Lega qualunque tipo di affermazione imprenditoriale, se vuoi fare impresa devi stravolgere ciò che non funziona. In Italia per carità, non devi toccare nulla, ci sono leggi che partono dal 1800, che quando le leggi e vedi che è stata modificata fai fatica a comprenderla».
Poi ha aggiunto: «È difficile cambiare la mentalità di chi fa il calcio, lei ha parlato di fondi ma ci sono imprenditori che non sono presenti. Io con grande umiltà, non sapendo nulla di calcio, non conoscevo l’ambiente e mi sono fatto tutte le assemblee di Lega».
Il presidente del Napoli ha infine spiegato la differenza, secondo la sua visione, tra imprenditore e fondo di investimento: «Mi si può accusare di tutto, ma ho fatto l’artigiano nel cinema: sceglievo le idee, non ho mai prodotto un film proposto da altri, solo quelli nati nel nostro ufficio. Ancora adesso con Carlo Verdone ci confrontiamo, partiamo da una idea e poi la sviluppiamo insieme, poi chi è che finanzia il prodotto? Io. Chi lo realizza fisicamente? Sempre noi. Chi lo commercializza e lo distribuisce in Italia e all’estero? Noi».
Infine la conclusione sul modello finanziario: «C’è un concetto imprenditoriale che non tutti rispettano, Cardinale e i fondi hanno investito denaro per farlo fruttare ai loro investitori: se dopo un po’ di tempo non hanno avuto un guadagno, allora che benefit è stato apportato? Nessuno».