De Laurentiis: “Chi non ha 1 milione di tifosi non può stare in A. Io in pensione? Allora devo morire” | OneFootball

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·14 aprile 2026

De Laurentiis: “Chi non ha 1 milione di tifosi non può stare in A. Io in pensione? Allora devo morire”

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Aurelio De Laurentiis torna a far discutere con una delle sue visioni radicali sul futuro del calcio italiano. In un’intervista rilasciata a The Athletic e ripresa da diverse testate nazionali, il presidente del Napoli e proprietario del Bari ha ribadito la necessità di una riforma profonda dei campionati, puntando il dito contro un sistema che, a suo dire, non è più sostenibile né competitivo.

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Copyright: Marco Bertorello/Getty Images – Via OneFootball


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Le parole di De Laurentiis

Secondo De Laurentiis, la Serie A dovrebbe essere ridotta a 16 squadre, una scelta che – nelle sue parole – garantirebbe maggiore qualità, più equilibrio e un prodotto televisivo più appetibile. Una posizione che il presidente del Napoli sostiene da anni e che ora torna con forza nel dibattito pubblico. Ma non è tutto: ADL ha anche sottolineato come, nel calcio moderno, non si possa avere una squadra di una piccola città con 50.000 abitanti nel massimo campionato, perché l’impatto televisivo e commerciale sarebbe troppo basso. Da qui la sua proposta più controversa: “Per stare in Serie A devi avere almeno un milione di tifosi. Se ne hai 100.000 o 200.000, devi essere in un altro girone. Perché quando la squadra gioca su DAZN o su SKY, quanti spettatori guarderanno? 3.000? 4.000? E la pubblicità? Perché Sky o DAZN devono pagare un sacco di soldi per questo tipo di partita”.

Parole destinate a far discutere, soprattutto perché toccano direttamente il tema della rappresentanza e dell’identità territoriale, elementi storicamente centrali nel calcio italiano. Nel corso dell’intervista, il presidente ha anche accennato al suo futuro personale, lasciando intendere che non resterà nel calcio per sempre. Ha parlato apertamente del momento in cui “andrà in pensione”, spiegando che prima o poi passerà il testimone, scherzando così: «Allora devo morire. Ma preferisco lavorare che giocare a golf, a tennis, che andare in vacanza. Faccio un lavoro fantastico e per tutta la vita ho avuto la sensazione di essere sempre in vacanza».

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