Calcio e Finanza
·6 luglio 2026
De Laurentiis: «Il Napoli ha 47 giocatori, deve venderne 25 prima di acquistare»

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·6 luglio 2026

La rosa del Napoli è al momento extralarge e conta ben 47 calciatori sotto contratto. Una condizione che costringe il club a doversi concentrare sulle uscite – con diversi calciatori che rischiano di non essere parte del progetto – prima di potersi dedicare alle richieste di Massimiliano Allegri. Del resto, come raccontato da Calcio e Finanza nell’editoriale del weekend, i soldi per il mercato in Serie A sono pochi e molti degli affari si concluderanno solo una volta conclusi i Mondiali. Una situazione alla quale, nel caso del Napoli, si aggiunge un vero e proprio affollamento nel parco calciatori.
Sul tema è intervenuto anche il patron del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, che ha parlato durante la presentazione della maglia casalinga per la stagione 2026/27: «Io avrò ricevuto in quest’ultimo mese almeno 200 proposte di giocatori da ingaggiare. Ma dobbiamo stare calmi perché il Napoli ha ben 47 calciatori e ne deve piazzarne almeno 25 prima di cominciare a parlare di eventuali acquisti. Poi ho anche specificato che poiché una squadra di calcio ha dei ruoli, se i ruoli presentano dei buchi allora uno si deve rivolgere al mercato. Ma se per ogni ruolo ci sono addirittura due sostituzioni e qualche volta anche tre, è chiaro che uno deve prima ragionare con chi li deve allenare e chiedergli se è proprio sicuro di voler cambiare qualcuno».
Sulla scorta di queste considerazioni è arrivato il mandato per Allegri: «Secondo me con quelli che ci sono l’allenatore può ambire a fare grandi cose, anche perché ogni tecnico usa una metodologia diversa per allenare. Allegri è anche un aziendalista e quindi in questo sicuramente andremo molto d’accordo».
Non soltanto il mercato. De Laurentiis ha parlato anche della situazione stadio, che sta vedendo il Napoli sempre più lontano dal Maradona per realizzare un nuovo impianto in un’altra area della città che deve essere ancora definita. «Si faccia una disamina sulla convenienza di investire nel Maradona – ha commentato De Laurentiis –, creando anche dei problemi di utilizzazione al calcio Napoli negli anni della eventuale ristrutturazione, o sulla necessità di costruire un nuovo stadio. Se il Maradona ristrutturato non dovesse essere foriero di introiti atti a far sì che il Napoli possa considerarsi competitivo con le squadre del nord dobbiamo rendere edotti i tifosi che non potremo più competere come abbiamo fatto in questi ultimi 22 anni della mia gestione».
Dall’altra parte il presidente della Regione Roberto Fico e il sindaco Gaetano Manfredi, coinvolti in prima persona nel progetto di ristrutturazione dello stadio Maradona non si sono sottratti alla richiesta di un tavolo di confronto, ma hanno subito chiarito i limiti dell’intervento pubblico.
«Questo – ha spiegato il presidente della Regione Campania Fico – è un investimento che se si vuole fare si deve fare sicuramente privatamente. Le istituzioni potrebbero intervenire solo se ci fosse un disegno nazionale che renda possibile una compartecipazione. Altrimenti si possono finanziare al massimo ristrutturazioni ma solo di stadi di proprietà pubblica, di Comuni o di altri enti pubblici».
Sulla stessa linea il sindaco Manfredi, che ha ricordato come la costruzione di un nuovo stadio richieda ben più di 1 miliardo di investimento, sostenibile solo con capitali privati vista la natura ormai commerciale dell’attività calcistica secondo le norme nazionali ed europee. Il primo cittadino ha comunque assicurato pieno sostegno amministrativo a un eventuale progetto del club.
«Noi – ha dichiarato Manfredi – siamo assolutamente favorevoli a questo investimento e se la società lo vorrà fare avrà il massimo sostegno della città e credo anche della regione. Se si può fare noi siamo solamente felici che si faccia, come si sta facendo a Milano e a Roma, dove due grandi Fondi stanno investendo per lo stadio. Se si creano le condizioni, se il Napoli presenta un progetto, se vuole mettere in campo queste risorse, troverà da noi solamente disponibilità, sostegno, aiuto amministrativo, possibilità di facilitare i percorsi e renderli più veloci possibili».







































