De Rita (Censis): «La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale» | OneFootball

De Rita (Censis): «La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Calcio e Finanza

Calcio e Finanza

·20 febbraio 2026

De Rita (Censis): «La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale»

Immagine dell'articolo:De Rita (Censis): «La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale»

C’è un momento in cui un Paese si commuove insieme. Accade quando un atleta italiano sale sul podio alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, il tricolore si alza e parte l’inno. Non è tanto un istante in cui l’Italia “si riconosce”, quanto un momento in cui si ritrova in un’emozione collettiva, si sente parte di una capacità di eccellere nel mondo. Per qualche minuto milioni di persone condividono la stessa vibrazione: l’idea che il talento individuale sia anche espressione di un’energia nazionale.

Non è soltanto emozione. È struttura sociale, ed è anche visione strategica. Il Rapporto CONI–Censis, presentato a dicembre 2025 sul valore delle funzioni istituzionali del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, restituisce un dato di forte significato pubblico: per l’89% degli italiani è importante, per il prestigio del Paese nel mondo, che l’Italia sia tra le nazioni con più medaglie olimpiche. Non si tratta di un’opinione marginale, ma di un consenso ampio e trasversale, che unisce generazioni e territori.


OneFootball Video


In questi giorni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di orgoglio e di un’immagine dell’Italia che corre nel mondo. Letta alla luce dei dati, non è solo una formula istituzionale: è la descrizione di un sentimento condiviso, che attribuisce allo sport una funzione pubblica.

Ne abbiamo parlato con Giorgio De Rita, segretario generale del Censis. «Il dato dell’89% è molto interessante», osserva. «La medaglia olimpica è percepita come un indicatore di reputazione nazionale. Non è soltanto il successo di un atleta: è il segno che il Paese sa competere, organizzarsi, sostenere il merito».

È solo orgoglio simbolico? «No. Oltre l’87% degli italiani è convinto che i successi internazionali stimolino i giovani a praticare sport. La medaglia è un moltiplicatore sociale: genera imitazione, aspirazione, fiducia». Qui il discorso diventa esplicitamente politico e culturale. Se quasi nove italiani su dieci attribuiscono valore al medagliere, significa che lo sport viene percepito come una leva strategica: non un capitolo accessorio, ma un ambito che incide sulla reputazione, sulla coesione, sulla proiezione internazionale del Paese.

E c’è un altro elemento, sempre più evidente. Il risultato è merito dell’atleta, ma diventa responsabilità collettiva. Dietro ogni podio c’è un sistema di investimenti pubblici e privati, di infrastrutture, di sostegno economico e organizzativo. Gli italiani lo intuiscono: la performance individuale è resa possibile da una filiera che comprende federazioni, tecnici, centri di preparazione, impianti, programmi di sviluppo giovanile. Il tema del sostegno agli atleti — oggi spesso richiamato anche con riferimento al ruolo dei gruppi sportivi militari — rientra in questa consapevolezza diffusa: l’eccellenza non nasce per caso, ma da un ecosistema che accompagna il talento. In questo senso la medaglia non è solo un simbolo, ma anche un indicatore della qualità degli investimenti, della capacità di programmare, della solidità delle strutture.

«C’è un aspetto da sottolineare», aggiunge De Rita. «Il consenso è trasversale. Non riguarda una fascia sociale specifica. È un sentimento condiviso. In un Paese spesso frammentato, la medaglia crea convergenza». Il podio diventa così un dispositivo di coesione, ma anche un promemoria di responsabilità. Se il successo sportivo è percepito come bene comune, allora merita politiche coerenti, continuità di risorse, tutela delle infrastrutture e dei percorsi formativi.

Milano-Cortina sta offrendo immagini destinate a restare. Non perché “parlino di altro” rispetto allo sport, ma perché testimoniano come l’impegno sportivo sia, a tutti gli effetti, un impegno collettivo: di identità, di fiducia, di Italia. E proprio per questo un patrimonio da proteggere e salvaguardare.

Visualizza l' imprint del creator