Juventusnews24
·24 aprile 2026
De Sciglio non si sbilancia: «Col Milan partita tirata, ma la Juve ha fatto un salto di qualità con Spalletti». Poi svela un aneddoto su CR7

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Mattia De Sciglio è intervenuto a Sky Sport in vista di Milan Juve. Di seguito le dichiarazioni del doppio ex della sfida.
FUTURO – «Mi piacerebbe fare un’altra esperienza all’estero, per far vivere una nuova esperienza a mia moglie e alle mie bimbe piccole. A Lione è stato bellissimo, il campionato era molto divertente. Oggi faccio fatica a vedere le partite perché soffro».
MILAN JUVE – «Sarà una partita super tirata, anche se non ci fosse in gioco un posto Champions sarebbe comunque sentita come partita. A maggior ragione per la posta che c’è in palio. Si studieranno all’inizio e dovranno capire chi farà il primo passo. Molto difficile, è difficile dire in quale delle due mi piacerebbe giocare. Il Milan lotta per il secondo posto in classifica, Allegri con il suo gioco pragmatico riesce spesso a portare a casa il risultato. Anche in questa stagione è riuscito a portare a casa diverse vittorie importanti, anche sofferte. La Juve ha fatto un salto di qualità incredibile da quando è arrivato Spalletti. Giocare con lui mi incuriosisce molto, anche per provare qualcosa di nuovo e avere richieste diverse. A livello di risultati il Milan è stato più continuo fin da subito, la Juve non è partita benissimo. A livello di gioco sono diverse, Allegri cura molto la fase difensiva mentre Spalletti fa scambiare di più le posizioni in campo e il modulo è diverso. Difficile dire chi sta facendo la stagione migliore».
COSA SERVIREBBE AL MILAN – «Penso qualche rinforzo in più, garantirebbe di provare qualcosa di nuovo. Durante gli anni di Juve, quando avevamo determinati giocatori capivano da soli dove posizionarsi. Khedira, Higuain, Pjanic, Mandzukic, Marchisio… potevano anche giocare da soli in campo. Avevano una maturità tale da interpretare il loro ruolo in base alla partita. Poi la squadra è cambiata e si è ringiovanita. Avere rinforzi di esperienza e peso specifico aiuterebbe Allegri a sviluppare nuove idee di gioco. Goretzka? Lui è un po’ quel tipo di giocatore con la caratura di quelli che citavo prima».
VLAHOVIC – «Ho sempre creduto che sia un grande attaccante. Ha fatto molto bene i primi sei mesi quando è arrivato alla Juve, poi lui è abituato a caricarsi di responsabilità e c’è stato un periodo di difficoltà. Non era sereno e non riusciva a esprimersi, la testa comunque fa tanto e lo sappiamo. Se non ha la responsabilità di sostenere tutto il peso dell’attacco da solo, allora ha dimostrato di essere un grande attaccante».
RONALDO – «Giocarci contro è stato pazzesco, il gol in rovesciata è stato l’esaltazione massima. Da compagno abbiamo avuto tutti la dimostrazione che un giocatore così nasce una volta sola. Nello spogliatoio ti alza l’asticella e il livello, se vuoi stare al suo passo devi dare il 200%. Esempio di dedizione e professionalità. Come persona è uno che scherza e ride, poi ogni tanto si assenta e isola per fare i suoi lavori. Pensa molto al gruppo».
CRISI DEL CALCIO ITALIANO – «Oggi c’è più timore. Faccio sempre il paragone con la Francia: non è un caso che loro tirino fuori tutti questi giovani. In quel campionato, già a 17 anni, giocano titolari e poi le ripercussioni sono in nazionale. In Italia è difficile trovarne tanti».









































