Calcionews24
·4 luglio 2026
Derby Torino Juve, tifoso colpito da un lacrimogeno: chiesti i domiciliari per un agente del reparto mobile

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La Procura di Torino ha richiesto la misura degli arresti domiciliari per l’agente del reparto mobile ritenuto responsabile del ferimento di Marco Basoccu, tifoso juventino colpito alla testa da un lacrimogeno poco prima del derby Torino‑Juventus del 24 maggio allo stadio Grande Torino.
Secondo il procuratore capo Giovanni Bombardieri e il sostituto Paolo Scafi, il poliziotto avrebbe sparato il lacrimogeno ad altezza d’uomo, colpendo il 36enne ultrà bianconero. A indirizzare l’inchiesta verso questa ricostruzione sarebbero stati sia i filmati acquisiti dalla magistratura sia le testimonianze dei colleghi dell’agente coinvolto.
Basoccu, rimasto in condizioni critiche, era stato ricoverato in terapia intensiva alle Molinette e dimesso un mese fa, dopo un lungo periodo di osservazione.
Venerdì 3 luglio l’agente si è presentato davanti al gip del Tribunale di Torino per l’interrogatorio preventivo, difendendosi dall’accusa di lesioni aggravate. Nei prossimi giorni il giudice deciderà se accogliere o meno la richiesta di domiciliari avanzata dai pm.
COMUNICATO – “La Procura della Repubblica, a seguito di complesse e meticolose indagini delegate alla Squadra mobile della Questura di Torino e svolte con grande professionalità ed impegno, ha ricostruito, allo stato degli atti e fatte salve le successive valutazioni di merito, un quadro indiziario grave per il tragico ferimento del tifoso juventino in occasione del derby del 24 maggio scorso, a carico di un operatore di polizia in forza al V Reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico in quella circostanza“.
“Attraverso l’analisi di un’enorme mole di immagini, acquisite da impianti di videosorveglianza pubblica e privata nonché da droni utilizzati per finalità di ordine pubblico, attraverso la raccolta di numerose testimonianze, specie di diversi operatori della Polizia di Stato presenti sul posto, ed il supporto di consulenze tecniche, è stato possibile riferire, sempre allo stato degli atti, il colpo che ha attinto alla testa il giovane tifoso, ferendolo gravemente, alla esplosione di un lacrimogeno lanciato, in maniera non conforme alle modalità previste, dall’operatore della Polizia di Stato incurante delle possibili gravissime conseguenze. È stata dunque chiesta la misura degli arresti domiciliari per l’agente, che è già stato sottoposto all’interrogatorio preventivo previsto dalla legge“.
“La attenta e minuziosa ricostruzione dei fatti, operata con grande professionalità e senza risparmio di energie dalla Squadra mobile di Torino coordinata da questa Procura della Repubblica, ha, quindi, consentito, allo stato degli atti, di riferire la specifica condotta criminosa all’operatore di polizia nei cui confronti è stata richiesta al Gip del Tribunale in sede l’applicazione della misura cautelare custodiale degli arresti domiciliari, e nei cui confronti si è svolto, a cura del Gip competente, l’interrogatorio preventivo previsto dalla legge, ed al cui esito ha riservato ogni decisione“.
“Si rammenta che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, il soggetto indagato e nei cui confronti è stata svolta richiesta di applicazione di misura cautelare personale non è da ritenersi responsabile dei fatti che gli vengono allo stato addebitati sino ad eventuale sentenza definitiva di condanna”.







































