Pagine Romaniste
·20 giugno 2026
Deroga per D’Amico, adesso la Roma può accelerare

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·20 giugno 2026

D’Amico non deve più nascondersi, arrivata la deroga per lavorare subito ufficialmente per la Roma. Rinnovi, cessioni e acquisti i temi.
La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Basta lavorare «sotto traccia», come aveva detto Gian Piero Gasperini due settimane fa. Adesso si può fare tutto alla luce del sole, perché ieri è arrivata l’attesa deroga da parte della Lega di Serie A: Tony D’Amico è a tutti gli effetti il nuovo direttore sportivo della Roma. Via libera che arriva undici giorni prima di quanto previsto e scritto nel comunicato del 12 giugno scorso, quando la Roma ufficializzò l’arrivo dell’ex dirigente di Verona e Atalanta, specificando però che sarebbe stato operativo a partire dal primo luglio (sostituito fino a quella data da Maurizio Lombardo).
Non che D’Amico non fosse già all’opera per la Roma. Ma, appunto, doveva lavorare “sotto traccia”. Questo perché il comma 6 dell’articolo 4 dello statuto della Lega recita chiaramente: «Salvo deroga del Consiglio, non può rappresentare le società associate nelle assemblee e nei rapporti o atti che le impegnano nei confronti della Lega di Serie A e dei tesserati chi ha rappresentato presso la Lega altra società della stessa Lega nella stessa stagione sportiva».
Ecco perché D’Amico poteva essere operativo solo dal primo luglio, essendo stato tesserato per l’Atalanta, non potendo invece rappresentare la Roma ufficialmente nelle varie trattative di mercato. Con questa deroga, invece, il nuovo ds della Roma può dedicarsi anima e corpo al mondo giallorosso. In un momento tra l’altro molto caldo, tra la necessità di fare delle plusvalenze importanti entro il 30 giugno e la voglia di piazzare magari subito un colpo importante. E il primo nome, in tal senso è ovviamente quello di Mason Greenwood, l’attaccante inglese del Marsiglia che Gian Piero Gasperini ha messo in testa alla classifica dei suoi desideri.
A Marsiglia hanno l’esigenza di venderlo entro il 30 giugno, per migliorare i conti dell’attuale bilancio e non incorrere in ulteriori sanzioni da parte dell’Uefa. Che, va ricordato, ha “minacciato” il club di una eventuale squalifica di tre anni dalle coppe europee nel caso in cui l’Olympique non si allinei a quanto stabilito a tavolino con Nyon nel settlement agreement. Solo che anche la Roma è “impantanata” nei meandri del bilancio, con la necessità ora più di vendere piuttosto che comprare. Con una postilla: entro il 30 giugno Greenwood costa una cifra (si può prendere a 45 milioni più 5 di bonus), dopo il prezzo può schizzare fino a 60.
In Francia, tra l’altro, alla Roma piace anche un altro nome, Diego Moreira, l’esterno sinistro dello Strasburgo che ha il doppio passaporto: belga e portoghese. La Roma ha chiesto informazioni e si è sentita sparare una cifra alta, 40 milioni. Troppo. Se invece lo Strasburgo dovesse accettare un prestito oneroso con obbligo di riscatto (a 25) allora si potrebbe fare.
Ma adesso che può operare alla luce del sole (e farsi vedere anche a Trigoria) D’Amico deve concentrarsi al massimo anche su altri due macrotemi: quello dei rinnovi di contratto (Dybala, Pellegrini e Celik sono tutti e tre in scadenza) e quello – appunto – delle plusvalenze. Il problema, però, è che ad oggi non sono arrivare offerte a Trigoria e l’impressione è che i club eventualmente interessati ai giocatori giallorossi si possano far sotto solo nel finale, a ridosso della fatidica data del 30 giugno. L’obiettivo resta sempre quello di piazzare Soulé a 35-40 milioni di euro e Ziolkowski a 20, magari mettendoci accanto qualcos’altro tra Salah-Eddine, Cherubini e Romano. Intanto è diventato ufficiale il passaggio di Baldanzi al Genoa per 9,5 milioni e una plusvalenza da iscrivere a bilancio di 2,5.







































