Juventusnews24
·15 marzo 2026
Di Maria show in Argentina, l’ex Juve trascina subito il Rosario: i dettagli dell’ultima partita

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Il calcio argentino si inchina ancora una volta davanti alla classe senza tempo di Di Maria. In un match che sembrava stregato per il Rosario Central contro il Banfield, è bastata la presenza del “Fideo” per cambiare totalmente l’inerzia della sfida. Dopo aver saltato l’ultima gara per un fastidioso sovraccarico muscolare all’adduttore sinistro, il fuoriclasse è tornato a calcare il prato verde, dimostrando che il talento non conosce carta d’identità.
La partita era iniziata in salita per le “Canallas”, chiudendo il primo tempo in svantaggio e mostrando evidenti difficoltà nel trovare varchi nella difesa avversaria. Tutto è cambiato al 61′, quando l’allenatore ha deciso di gettare nella mischia Di Maria. L’ingresso in campo dell’ex stella di Juventus e Real Madrid ha avuto l’effetto di una scossa elettrica: subentrato al 61′, ha stravolto immediatamente la gara e rotto gli equilibri, prendendo per mano la squadra con una personalità debordante.
Bastano solo tre minuti a Di Maria per lasciare il segno. Recuperata palla a metà campo, il rosarino ha disegnato una parabola perfetta, un cross col contagocce che ha seminato il panico nell’area del Banfield, propiziando l’autogol del pareggio firmato da Santiago López García. Ma lo show era appena iniziato. Poco dopo, con un doppio dribbling di classe sopraffina, Di Maria ha seminato il panico in area, vedendosi negare un calcio di rigore per un tocco di mano di Ignacio Abraham giudicato non punibile dall’arbitro Lamolina, scatenando le vibranti proteste del numero 11.
Il capolavoro definitivo di Di Maria si è materializzato all’83’. Con una finta di corpo che ha mandato al bar la difesa avversaria, il “Fideo” ha scodellato un tocco morbido e improvviso per l’inserimento di Campaz, che di testa ha siglato il definitivo 2-1. È stato l’ennesimo assist per Di Maria che ha riservato una standing ovation tutta per lui, trasformando lo stadio in un catino ribollente di gioia.
A 38 anni, il rosarino continua a spiegare calcio, dimostrando che la sua visione di gioco e la sua tecnica sono ancora di un altro pianeta. Al triplice fischio, l’abbraccio collettivo della sua gente ha sancito un ritorno in campo da MVP che rimarrà impresso nella memoria dei tifosi del Rosario Central.
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