Orgullo Rojo
·24 settembre 2026
Dichiarazioni. "Ci hanno portato due svincolati..."

In partnership with
Yahoo sportsOrgullo Rojo
·24 settembre 2026

L’uscita di Gustavo Quinteros dalla panchina dell’Independiente ha lasciato strascichi che risuonano ancora ad Avellaneda. In una chiacchierata senza peli sulla lingua con Radio La Red, questo giovedì 24 settembre, Leandro “Chavo” Desábato, che ha lavorato come vice allenatore dello staff tecnico uscente, ha sparato a zero contro la dirigenza del club e ha portato alla luce situazioni sorprendenti che il gruppo di lavoro si è trovato ad affrontare durante la sua permanenza nell’istituzione.
Al momento di fare un bilancio numerico e contestualizzare il clima interno, l’ex difensore ha rivendicato con orgoglio il bottino ottenuto: “Non ci è andata così male. Abbiamo conquistato il 52% dei punti in un club dove c’è molto caos. Non lo dico io, lo dicono gli ultimi anni. Io venivo da Estudiantes e Vélez con un direttore sportivo, e all’Independiente non lo avevamo. Viaggiavamo da soli, quasi senza dirigenti. Cose strane”. Sulla stessa linea, ha spiegato i veri motivi della separazione: “La nostra uscita è avvenuta per la partita di Copa Argentina, che è una gara che fa saltare l’allenatore. E un po’ anche per quello che dichiarava Gustavo. Gli avevano promesso rinforzi e non hanno mantenuto la parola”.
Per quanto riguarda la costruzione della rosa e il calciomercato, il Chavo ha lanciato una frecciata pungente sulla gestione degli innesti in vista dell’attuale 2026: “A noi hanno portato due svincolati. Sappiamo che ci sono giocatori arrivati dopo che ce ne siamo andati. Non voglio finire in prima pagina. Tutti sanno perché”. Una protesta chiara sulle promesse non mantenute in Alsina y Bochini che hanno fatto saltare la continuità del progetto calcistico.
Infine, Desábato è entrato nel merito dei singoli e ha analizzato il rendimento di due nomi della linea difensiva. Su Kevin Lomónaco ha fatto un’osservazione netta: “Lomónaco è un buon giocatore con la palla, ma fa fatica senza palla. È un ragazzo splendido. Un difensore deve marcare”. Al contrario, ha svelato il retroscena della promozione del gioiello del settore giovanile: “Arrayago l’abbiamo promosso noi ed è stato molto vicino all’esordio, ma Gustavo aveva paura perché era molto giovane. Aveva 17 anni. Però ha tanta voglia di imparare. Mi chiedeva molte cose”.
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































