Juventusnews24
·2 aprile 2026
Dimissioni Gravina: si è convinto a lasciare la FIGC! Chi c’è in pole per sostituirlo

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·2 aprile 2026

Dopo una notte insonne e carica di inevitabili polemiche scaturite dal disastroso epilogo di Zenica, lo scenario ai vertici del calcio nazionale sembra improvvisamente mutare. Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina – scrive La Gazzetta dello Sport -, non è più disposto a vestire i panni dell’unico capro espiatorio per la terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali. Sebbene a caldo avesse rimandato ogni valutazione al Consiglio federale, nelle ultime ore ha maturato una convinzione del tutto inedita: fare un clamoroso passo indietro e presentare le proprie dimissioni, per potersi difendere e chiamare in causa anche chi ha fatto poco per supportare il nostro sistema.
Avvertendo l’urgenza di fare chiarezza e tutelare il futuro del movimento sportivo, Gravina ha deciso di accelerare i tempi. Già nella giornata odierna incontrerà i vertici delle componenti federali, tra cui le Leghe e le varie associazioni di categoria, per comunicare la sua scelta. Le conseguenze procedurali di questo atto sarebbero immediate:
Per la successione si cerca un profilo di netta discontinuità, strettamente legato allo sport e lontano dal mondo politico. Perde quota l’ipotesi di un ritorno di Giancarlo Abete, il candidato più forte in questo momento risulta essere Giovanni Malagò (con Bedin nel ruolo di segretario), il quale ha già registrato ampi e concreti consensi nei palazzi calcistici.
La mossa di Gravina nasce in totale autonomia, seppur inserita in un clima istituzionale rovente. Nelle scorse ore, il Ministro dello Sport Andrea Abodi ha sferrato un attacco durissimo: «È evidente a tutti che il calcio italiano vada rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc». Respingendo seccamente le accuse di disinteresse governativo, Abodi ha elogiato i «sussulti di dignità» avuti in passato dai predecessori Tavecchio e Abete, paventando finanche un periodo di decantazione commissariale. Un’ipotesi estrema che le imminenti dimissioni andrebbero a disinnescare.









































