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·8 marzo 2026

Disastro Bari: disfatta per 4-0 a Pescara e penultimo posto. Non si salva nessuno

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Un Bari disastroso perde 4-0 contro il Pescara all’Adriatico nella ventinovesima giornata di campionato. Primo tempo divertente, deciso dal decimo gol in campionato di Di Nardo perso da Nikolaou e dal rigore di Insigne sul finire. Nella ripresa subito Di Nardo sfrutta il solito pasticcio difensivo della difesa del Bari, prima del definitivo poker di Valzania. I pugliesi restano così inchiodati a 28 punti, tornando così al diciannovesimo posto a meno due dalla salvezza diretta, ma solo a tre lunghezze dal Pescara ultimo. Prossimo impegno sabato pomeriggio in casa contro la Reggiana, altro scontro diretto fondamentale per il cammino dei pugliesi in vista dell’obiettivo salvezza.

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Copyright: Emmanuele Mastrodonato/IPA Sport


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La cronaca di Pescara-Bari

Il primo tempo

Longo rivoluziona buona parte dell’ultimo undici sceso in campo contro l’Empoli. C’è Moncini al centro dell’attacco, con Rao e la novità De Pieri alle sue spalle, mentre Esteves parte dalla panchina. In mediana il tecnico ripropone la coppia Maggiore e Artioli, sulle fasce a sorpresa sceglie Pucino dal primo minuto largo a destra con Dorval a sinistra. Cambi anche in difesa, con Pucino titolare e capitano al posto di Cistana insieme a Odenthal e Mantovani davanti a Cerofolini.

La gara, iniziata con 15′ di ritardo per un problema tecnico al VAR, parte subito su ritmi alti. La prima vera occasione è per il Bari all’8’: De Pieri sfonda e serve Dorval, ma il tiro al volo dell’esterno è masticato e termina sul fondo. Il Pescara replica poco dopo con Insigne che pesca Di Nardo in area, ma la conclusione di punta dell’attaccante finisce fuori. Il vantaggio arriva al 14’. Di Nardo sfugge alla marcatura di Nikolaou su un cross velenoso, Cerofolini resta indeciso e l’attaccante biancazzurro arriva in spaccata depositando in rete. L’Adriatico esplode e la partita cambia inerzia: il Pescara prende fiducia e comincia a spingere con continuità.

Il Bari accusa il colpo e fatica a uscire dalla propria metà campo, mentre Acampora e Insigne provano spesso la conclusione dalla distanza. I biancorossi provano a reagire con qualche iniziativa isolata, creando una ghiotta chance con Moncini che calcia alto da fuori. Tuttavia l’episodio chiave arriva al 38’, quando Valzania viene atterrato in area da Maggiore e l’arbitro indica il dischetto. Dal rigore Insigne non sbaglia e al 40’ firma il 2-0 che chiude il primo tempo.

Il secondo tempo di Pescara-Bari

La ripresa si apre con tre cambi immediati per il Bari: dentro Esteves, Traoré e Cistana nel tentativo di rimettere in piedi una gara già complicata. Ma il Pescara impiega appena pochi minuti per chiuderla definitivamente. Al 47’ arriva il colpo che spezza ogni speranza biancorossa: lancio lungo per Di Nardo, la difesa del Bari pasticcia insieme a Cerofolini e l’attaccante ne approfitta firmando la doppietta personale. È il 3-0 che di fatto mette la partita in ghiaccio.

Successivamente Valzania sfiora il poker entrando in area, mentre Insigne illumina con una giocata straordinaria dal limite: destro a giro diretto all’incrocio che costringe Cerofolini a un intervento miracoloso. Il quarto gol è solo rimandato. Al 59’ Insigne calcia dalla distanza, Cerofolini respinge male e Valzania è il più rapido ad arrivare sulla ribattuta depositando in rete a porta vuota. Poker del Pescara e Bari completamente fuori dalla partita.

Nel finale arrivano numerosi cambi da entrambe le parti, con Longo che prova almeno a ridare ordine inserendo Bellomo e Cuni. Il Pescara, però, continua a creare occasioni con facilità: Di Nardo sfiora addirittura la tripletta ciccando una conclusione da ottima posizione, mentre Insigne continua a rendersi pericoloso negli spazi. Finisce così, con l’Adriatico in festa e il Bari che esce dal campo a capo chino.

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