Juventusnews24
·25 maggio 2026
Disordini Torino Juve, Simonelli e Abete in coro: «E’ un problema culturale». Malagò: «Sono fatti sistematici»

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·25 maggio 2026

Il giorno dopo il derby della Mole, l’eco delle violenze non si spegne. Le massime cariche del calcio italiano hanno espresso totale fermezza e profonda preoccupazione per i gravi disordini prima di Torino Juve, una pagina nera che ha rovinato quella che doveva essere solo una festa di sport.
Intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, il presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha analizzato la situazione senza giri di parole: «Sono d’accordo con l’allenatore del Torino D’Aversa: è un problema culturale. Non ho mai capito la sudditanza psicologica che i club e i calciatori hanno nei confronti delle curve. Trovo fuori luogo e inopportuno il gesto di riverenza che spesso le squadre fanno andando a salutare sotto la curva i tifosi. Lo trovo assolutamente sconveniente, a me non piace». Simonelli ha poi definito «surreale che una parte minoritaria di tifosi si arroghi il diritto di decidere se far continuare o meno la partita, come hanno provato a fare ieri. Non si capisce a che titolo un manipolo ristretto di individui può possa incidere sulla volontà di un intero stadio. Questo finale di campionato ieri a Torino, tutti lo avremmo voluto evitare. Dispiace che la giornata sia stata rovinata da un branco di teppisti e delinquenti. Vorrei esprimere la mia solidarietà cristiana al ferito, che fortunatamente non è in pericolo in vita, ma anche solidarietà piena alle forze dell’ordine, ai loro quattro feriti e volevo ringraziarli per aver garantito il deflusso e l’ordine pubblico».
Anche a margine del premio USSI al Circolo Canottieri Aniene, il dibattito si è infiammato. Giovanni Malagò ha commentato duramente i disordini prima di Torino Juve: «Ho la rassegna stampa e mi sembra che il coro sia unanime, di critiche e di biasimo, di palese non accettazione. E mi sembra che questo discorso sia un film già visto, determinato da condizioni che porrebbero parte delle tifoserie. Non c’è un giornale, che sia nazionale o locale, che non l’abbia detto. Ma anche i tifosi delle singole squadre non possono che condividere certe riflessioni». Quando gli è stato domandato se si tratti ormai di un’emergenza, il candidato alla presidenza della FIGC ha risposto ravvisando una natura ormai «sistematica, ma è un’emergenza. C’è un po’ una contraddizione lessicale, di solito l’emergenza è una cosa occasionale e straordinaria. Qui mi sembra che i fatti si ripetano».
Nello stesso contesto è intervenuto Giancarlo Abete, anch’egli candidato alla FIGC, visibilmente amareggiato per i disordini prima di Torino Juve: «È finita male, se ne sarebbe fatto volentieri a meno. È stata una brutta pagina, sarà un ulteriore motivo di riflessione su tante contraddizioni che esistono nel nostro mondo e su un livello di esasperazione onestamente incomprensibile. Sappiamo cosa significa un derby, ma non può andare così. Ci sarà l’accertamento delle responsabilità, ma c’è anche la necessità di fare una riflessione per far sì che il nostro mondo sia un po’ più sereno». Incalzato sulle contraddizioni più evidenti, Abete ha poi concluso sottolineando come queste siano «situazioni che non c’erano più state negli ultimi periodi e questo fa ancora più male… Era un derby d’accordo, ma non è legittimo accumulare queste situazioni di vissuto e di tensioni che poi determinano un clima non accettabile».







































