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·21 luglio 2026

Dividendi da banche ai massimi da 17 anni: le Fondazioni bancarie incassano 1,7 miliardi

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Le fondazioni di origine bancaria hanno incassato nel 2025 1,64 miliardi di euro di dividendi dalle partecipazioni bancarie, il livello più elevato dal 2008. Un risultato che fotografa il ritorno alla piena redditività degli istituti di credito e rafforza la capacità degli enti riuniti nell’Acri di finanziare iniziative culturali, sociali ed educative sui territori.

Il confronto storico evidenzia la portata del dato. Nel 2008 i dividendi provenienti dalle banche conferitarie avevano raggiunto circa 2,34 miliardi di euro, prima che la crisi finanziaria e il successivo ridimensionamento delle distribuzioni comprimessero a lungo i flussi destinati alle fondazioni. Da allora non era più stata superata la soglia registrata nel 2025.


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Nel complesso, i dividendi incassati dalle fondazioni sono stati pari a 2,52 miliardi di euro, in crescita del 16,6% rispetto al 2024. Oltre agli 1,64 miliardi provenienti dalle partecipazioni bancarie, che rappresentano il 50% dei proventi complessivi, altri 885,9 milioni sono arrivati dalle partecipazioni in società non bancarie, pari al 27,1% del totale.

Alla componente azionaria si aggiungono i risultati della gestione degli investimenti finanziari, pari a 603,8 milioni di euro, quelli delle gestioni patrimoniali, per 65,6 milioni, e ulteriori 81 milioni derivanti da proventi ordinari non finanziari e componenti straordinarie.

La crescita delle entrate ha permesso al sistema delle fondazioni di origine bancaria di portare le erogazioni ai livelli più alti degli ultimi 17 anni. Nel 2025 sono stati destinati 1,4 miliardi di euro, il 30% in più rispetto all’esercizio precedente, al finanziamento di circa 26mila iniziative nei settori dell’arte, dell’istruzione, della formazione, della solidarietà e della beneficenza.

«Si conferma la solidità del sistema delle Fondazioni di origine bancaria. L’attenta e lungimirante gestione dei patrimoni, insieme alla prudente diversificazione degli investimenti, continua a garantire risultati positivi, che si traducono in maggiori risorse per sostenere progettualità sui territori, accompagnare le comunità e sperimentare soluzioni innovative», ha sottolineato il presidente dell’Acri, Giovanni Azzone.

Il patrimonio complessivo degli enti è salito a 43,7 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto al 2024. Un dato che conferma la solidità patrimoniale del sistema e la capacità delle fondazioni di preservare nel tempo le proprie risorse, pur aumentando il volume degli interventi destinati alle comunità. Il legame con il settore bancario resta rilevante, ma la struttura delle partecipazioni si è progressivamente evoluta. L’addendum siglato con il ministero dell’Economia sul protocollo che disciplina i rapporti con le banche conferitarie ha reso più flessibile il quadro, mentre oggi l’84,5% delle fondazioni detiene una quota inferiore al 5% nell’istituto di riferimento.

Il Terzo settore si conferma il principale interlocutore delle fondazioni: il 75,6% delle risorse erogate è stato destinato a soggetti privati senza scopo di lucro. Resta inoltre molto forte la vocazione territoriale, con il 76,6% degli importi indirizzato verso iniziative realizzate nella stessa regione in cui ha sede l’ente erogatore. Parallelamente, nell’ultimo decennio è aumentato il peso dei progetti sovraregionali e nazionali. Nel 2025 queste iniziative hanno assorbito il 23,4% delle risorse, una quota quasi doppia rispetto a quella registrata dieci anni prima.

Tra i settori di intervento, Arte, Attività e Beni culturali mantiene il primato con 299,2 milioni di euro, pari al 21% delle erogazioni complessive. Seguono Educazione, Istruzione e Formazione, con 252,3 milioni e una quota del 17,7%, e Volontariato, Filantropia e Beneficenza, destinatari di 242,9 milioni, equivalenti al 17,1% del totale.

Il quadro restituisce dunque un sistema sostenuto dal forte incremento dei dividendi bancari e dalla diversificazione degli investimenti, capace di trasformare la crescita dei proventi in maggiori risorse per il territorio. Un ruolo che colloca le fondazioni non soltanto tra gli azionisti istituzionali del sistema finanziario, ma anche tra i principali soggetti privati impegnati nel sostegno alla cultura, all’istruzione e alla coesione sociale.

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