Inter News 24
·25 marzo 2026
Djorkaeff a La Gazzetta: «Scudetto? Da tifoso dico Inter. Thuram ha bisogno di un ulteriore salto di qualità»

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·25 marzo 2026

Youri Djorkaeff ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale ha ricordato il suo gol segnato contro la Roma (prossimo avversario dell’Inter) ed ha parlato anche della lotta Scudetto, di Marcus Thuram e della Nazionale. Queste le sue parole:
Il gol contro la Roma «Non è stato il mio gol più importante, ma è quello più bello, il più incredibile tra i più di 200 gol che ho realizzato in carriera. Ed è anche quello rimasto nel cuore e nella memoria della gente. Ogni anno salta fuori sui giornali, i tifosi me ne parlano, non solo in Italia ma pure in giro per il mondo. E per me, segnarlo proprio al Meazza resta qualcosa di unico».
Il calendario propone di nuovo un duello cruciale tra Inter e Roma. Come vede la sfida in chiave scudetto? «Purtroppo l’Inter è uscita dalla Champions, che è una competizione importante per il club, ma è comunque davanti in campionato, in lotta per lo scudetto. Vedo una squadra che, se gioca bene, vince».
È una squadra che magari soffre l’assenza prolungata di Lautaro, che pesa anche sul rendimento di Thuram? «Vero. Thuram ha bisogno di fare ancora un ulteriore salto di qualità, rispetto a quanto ha già fatto la scorsa stagione. Penso che potrà farlo anche grazie alla nazionale. Se ha l’occasione di giocare bene con la Francia, quando torna sarà ancora più forte con l’Inter. A questi livelli, se vuoi importi nella tua squadra, devi dimostrare iltuo valore e fare cose importanti con la tua nazionale».
In assenza di Lautaro, sta emergendo Pio Esposito e c’è la concorrenza di Ange-Yoan Bonny «Non conosco gli equilibri della squadra e dello spogliatoio, ma dico sempre che più ci sono giocatori forti e meglio è per l’Inter. Ma anche per gli stessi giocatori, perché solo così impari e cresci. E quando non giochi, sei stimolato a fare meglio. E mi pare che se all’Inter la concorrenza è sana, non può che essere benefica per Esposito, per Bonny, per Thuram».
Anche la concorrenza per il titolo è forte, con un Milan molto francese. «Anche se osservo il Milan da lontano, mi sembra che abbia dato una svolta al progetto rispetto allo scorso anno, quando non si capiva che direzione avesse. E quando le cose sono chiare a livello di società, poi il resto gira più facilmente».
Il campionato rimane aperto? «L’Italia, soprattutto in questo momento particolare, per far crescere il movimento ha bisogno di una grande Inter, di un grande Milan, di un grande Napoli, e di una grande Juventus, che però mi pare in crisi ormai da qualche anno e faticano a risolverla. Il fatto è che l’Italia del calcio deve avere un campionato importante, non solo grazieagli stranieri, ma pure coni giocatori italiani».
Sarebbe drammatica un’altra esclusione dal Mondiale? «Non è normale vedere la nazionale italiana costretta a fare per la terza volta di fila gli spareggi. Qualificarsi per il prossimo Mondiale deve essere la cosa più importante per tutto il calcio italiano. Non si può pensare a un altro mondiale senza gli azzurri. Stare fuori una volta, può succedere. La seconda, è un problema. Se succede di nuovo, significa che c’è qualcosa che va cambiato. Il fatto è che ogni volta si parla molto, si annunciano cambiamenti ,ma poi rimane tutto uguale. Va fatto un piano di sviluppo serio, come lo hanno fatto in Francia, Spagna e Germania».
So che lei vede la Francia favorita per il Mondiale, ma lo scudetto in Italia chi lo vince?«Da tifoso dico la mia Inter, ovviamente. L’importante, però, è non mollare, perché, se molli adesso, sei morto. Adesso bisogna lavorare duro e lottare fino in fondo».









































