Douglas Luiz, Nico Gonzalez, Chukwueze e Musah: Juventus-Milan è la partita della rinascita? | OneFootball

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·6 settembre 2026

Douglas Luiz, Nico Gonzalez, Chukwueze e Musah: Juventus-Milan è la partita della rinascita?

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Juventus-Milan può rappresentare la partita della rinascita per Douglas Luiz, Nico Gonzalez, Chukwueze e Musah, pronti a prendersi una rivincita.

Ci sono partite che valgono tre punti e altre che, per qualcuno, possono valere molto di più. Juventus-Milan è una di quelle notti in cui il passato torna a bussare alla porta, ma anche l’occasione per provare finalmente a lasciarselo alle spalle.


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Per Douglas Luiz e Nico Gonzalez da una parte, Samuel Chukwueze e Yunus Musah dall’altra, la sfida di stasera non è soltanto una supersfida di Serie A. È una possibile rivincita, il momento in cui trasformare mesi di dubbi, prestiti e aspettative disattese in una nuova storia da raccontare.

Da “zavorre” a protagonisti: la seconda occasione

Per due estati hanno ascoltato parole pesanti: esuberi, pesi, zavorre. Calciatori arrivati con grandi aspettative e investimenti importanti, ma mai davvero riusciti a diventare centrali nei rispettivi progetti.

Eppure il calcio, a volte, concede una seconda possibilità proprio quando sembra averla tolta. È successo a quattro giocatori che sembravano destinati a cercare fortuna altrove e che invece sono tornati al centro dei pensieri dei loro allenatori.

Da una parte Luciano Spalletti, dall’altra Ruben Amorim. Due allenatori che hanno guardato oltre le difficoltà del passato e hanno scelto di scommettere nuovamente sulle qualità dei loro giocatori.

Douglas Luiz, Spalletti gli ha restituito un ruolo

A Torino, Douglas Luiz sembrava aver perso la strada. Arrivato dall’Aston Villa per una cifra complessiva importante, il brasiliano non era mai riuscito a mostrare con continuità il giocatore ammirato in Premier League. Gli infortuni muscolari lo hanno frenato più volte, fino a costringerlo a fermarsi in cinque occasioni durante la gestione Thiago Motta-Tudor.

Il prestito della scorsa stagione, diviso tra Nottingham Forest e Aston Villa, non aveva fatto il miracolo. Anzi, Douglas Luiz era tornato alla Continassa con un peso economico vicino ai 20 milioni tra ammortamento e ingaggio lordo.

Poi è arrivato Spalletti.

Il tecnico bianconero non aveva mai nascosto il desiderio di allenarlo e, complice anche l’infortunio di Thuram, ha deciso di metterlo al centro della nuova Juventus. E il brasiliano sembra aver ritrovato qualcosa che sembrava smarrito: fiducia.

Per Spalletti è un giocatore capace di fare quasi tutto: regista, leader del centrocampo, uomo del passaggio verticale e della costruzione, ma anche elemento in grado di reggere il contrasto fisico e liberarsi dalla pressione.

E poi c’è quel “ghigno” che il tecnico toscano ha apprezzato particolarmente. Quello di chi non ha paura di prendersi la responsabilità.

Nico Gonzalez, la fiducia trasformata in leadership

Anche Nico Gonzalez ha attraversato mesi complicati. L’argentino era arrivato alla Juventus dalla Fiorentina con grandi aspettative, ma anche lui ha dovuto fare i conti con un infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi tre mesi.

Il prestito della stagione precedente, però, gli aveva permesso di rialzarsi e di ritrovare fiducia, fino alla vetrina del Mondiale con l’Argentina.

Quando l’Atletico Madrid ha provato a convincerlo, Spalletti ha fatto un lavoro soprattutto psicologico, riuscendo a persuaderlo a restare soltanto davanti a un’offerta ritenuta all’altezza del suo valore.

E alla prima occasione, contro il Parma, Nico ha risposto nel modo migliore: una prestazione da leader, giocate capaci di spaccare la partita e la sensazione di essere finalmente tornato protagonista.

Ora, con McKennie e Yildiz indisponibili, la trequarti della Juventus passa anche dai suoi piedi.

Chukwueze, Amorim aveva già visto quello che mancava

Dall’altra parte ci sono due storie rossonere. Samuel Chukwueze e Yunus Musah sono tornati a Milanello dopo due prestiti non indimenticabili, rispettivamente con Atalanta e Fulham.

Per loro le occasioni erano già state diverse. Due stagioni e tre allenatori non erano però bastati per dimostrare fino in fondo il valore dei 40 milioni complessivi più bonus investiti dal Milan per portarli in Italia da Villarreal e Valencia.

Poi è arrivato Amorim.

E sul nigeriano il tecnico portoghese non ha avuto bisogno di troppi ragionamenti. Fin dalla prima conferenza stampa ha lanciato un messaggio chiaro: “Resta con noi, ci servono giocatori che sappiano fare l’uno contro uno”.

Tecnica, accelerazione, verticalità: qualità perfette per il calcio dell’allenatore portoghese. E Chukwueze ha già iniziato a restituire la fiducia ricevuta, servendo l’assist per Rabiot contro il Torino. 

Musah, la rinascita è arrivata passo dopo passo

Per Musah il percorso è stato diverso. Niente fulmine a ciel sereno, ma una rinascita costruita giorno dopo giorno.

Allenamento dopo allenamento, amichevole dopo amichevole, Amorim ha visto quello che cercava: aggressività nel pressing, dinamismo e la capacità di rompere le linee avversarie con il pallone tra i piedi.

E Musah stesso non ha nascosto la sorpresa per essere rimasto e aver conquistato un posto da titolare: “Chi l’avrebbe mai detto che sarei rimasto e sarei stato titolare”.

Una frase che racconta bene il percorso di questi quattro giocatori. Quattro storie diverse, unite dallo stesso filo: la possibilità di ricominciare quando sembrava ormai troppo tardi.

Stasera, a Torino, il palcoscenico sarà quello più importante. Juventus-Milan. Una notte da grandi. E per Douglas Luiz, Nico Gonzalez, Chukwueze e Musah, forse anche qualcosa in più: la notte della rivincita.

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