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·15 marzo 2026

Dumfries e Frattesi, Inter furiosa con l’arbitro: per il club pesa il caso Bastoni

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«Non posso crederci, l’ha concesso». Nicolò Barella è scattato in piedi dalla panchina, tra stupore e rabbia, quando l’arbitro Manganiello, dopo il controllo al VAR, ha indicato il centro del campo assegnando all’Atalanta la rete dell’1-1 nella sfida di San Siro. Il più agitato è Cristian Chivu, raramente visto così furioso: è uscito dall’area tecnica, ha protestato animatamente ed è stato prima ammonito e poi espulso.

Ma l’episodio che ha coinvolto Dumfries e portato al pareggio dei bergamaschi non è stato l’unico dell’incontro. Poco dopo, Scalvini ha colpito Frattesi in area di rigore. L’Inter ha reclamato con decisione il penalty, con Aleksandar Kolarov in prima linea nella protesta. Anche in questo caso, il VAR Gariglio — dismesso dalla Can nel 2023 dopo appena 19 partite di Serie A in sei stagioni e poi destinato proprio al VAR — ha confermato la decisione dell’arbitro: per lui nessun errore evidente.


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Come riporta La Gazzetta dello Sport, nel dopogara la tensione si è spostata negli spogliatoi, dove sono arrivati i dirigenti Marotta Ausilio. Il presidente ha chiesto e ottenuto un confronto con la squadra arbitrale. Nell’ambiente nerazzurro, già dopo il derby, si percepisce un clima di ostilità che il club collega al caso Bastoni.

Negli spogliatoi sono comparsi anche Andrea De Marco, coordinatore federale dei rapporti tra arbitri e club, e Andrea Gervasoni, delegato della Can incaricato di valutare la direzione di gara. L’Inter ritiene di avere buone ragioni per protestare, soprattutto sull’episodio del rigore: la casistica VAR presenta molti casi simili giudicati diversamente. Due, in particolare, hanno penalizzato proprio i nerazzurri: Dumfries-Alex Sandro nell’ottobre 2021 contro la Juventus e Darmian-Magnani nel gennaio 2024 contro il Verona. In entrambe le situazioni il rigore fu assegnato.

Dopo circa mezz’ora di colloqui — prima tra società e arbitri, poi tra dirigenti per decidere la linea comunicativa — il club ha scelto il silenzio stampa. Meglio non alzare ulteriormente i toni e rischiare polemiche senza benefici. Marotta e Chivu hanno lasciato San Siro solo verso le 19, oltre due ore dopo il fischio finale: in quel lasso di tempo il presidente, il direttore sportivo Ausilio, il vice Baccin, il club manager Ferri e lo staff sono rimasti nello spogliatoio per smaltire la rabbia e analizzare l’episodio arbitrale.

In questa stagione l’Inter si era lamentata degli arbitri solo un’altra volta, a Napoli, per il rigore concesso a Di Lorenzo dopo il contatto con Mkhitaryan, giudicato ingiusto. Allora a parlare era stato Marotta. Questa volta, invece, il presidente ha preferito non esporsi pubblicamente. La sua posizione l’ha fatta valere negli spogliatoi e la ribadirà nei prossimi giorni nelle sedi istituzionali.

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