Dumfries: «Le critiche vanno accettate se civili, ma il bullismo va fermato! Ho fatto un percorso con una psicologa» | OneFootball

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Inter News 24

·18 giugno 2026

Dumfries: «Le critiche vanno accettate se civili, ma il bullismo va fermato! Ho fatto un percorso con una psicologa»

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Dumfries: «Le critiche vanno accettate se civili, ma il bullismo va fermato! Ho fatto un percorso con una psicologa». Segui gli aggiornamenti

Nel corso di una recente intervista rilasciata alla testata Voetbal InternationalDenzel Dumfries ha affrontato un argomento delicato e di forte impatto: la gestione dello stato mentale e il peso delle critiche mediatiche sulle prestazioni sportive. L’esterno, ormai nuovo giocatore del Real Madrid, si era già esposto pubblicamente in passato su questo fronte, confermando l’importanza del benessere psicologico per un atleta professionista.

Il confronto con gli Europei in Germania

Per spiegare il proprio percorso, Denzel Dumfries ha fatto un parallelismo con la spedizione agli Europei di due anni fa in Germania. In quella specifica circostanza, il calciatore aveva riscontrato notevoli difficoltà, faticando sul piano atletico e mentale prima di riuscire a ottenere la qualificazione con la propria nazionale. La pressione psicologica e il giudizio dell’opinione pubblica possono influenzare il rendimento sul rettangolo verde, un aspetto che ha imparato a gestire nel corso della sua carriera.


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STATO MENTALE – «Allora mi sentivo persino peggio di adesso, a dire il vero. Ho parlato molto con Annemieke Zijerveld, una psicologa sportiva. Siamo ancora in contatto, è un percorso in corso, ma ora mi sento più pronto di allora. Se ne avessi bisogno, so dove trovarla».

CRITICHE – «Disattivavo regolarmente i commenti sui miei social media. Ne avevo già abbastanza. Chiunque può dire che fa parte del gioco, ma bisogna rimanere civili. Le critiche non sono un problema, ma a volte bisogna accettarle… E io sono una persona che sa facilmente relativizzare le cose».

BULLISMO – «Penso che la campagna sia molto valida. Va ben oltre noi giocatori. Riguarda i bambini che subiscono bullismo a scuola. Si potrebbe facilmente dire che dovrebbero semplicemente smettere di usare i social media, ma non funziona così. Ai bambini piace semplicemente stare sui social media. È positivo che si stia richiamando l’attenzione sugli aspetti negativi di questi dispositivi».

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