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·14 luglio 2026

Dybala resta a Roma, ma continuerà a essere centrale nel progetto Gasperini?

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Paulo Dybala e la Roma continueranno insieme. Il club giallorosso ha ufficializzato il prolungamento del contratto dell’attaccante argentino fino al 30 giugno 2027, chiudendo una trattativa che nelle ultime settimane aveva coinvolto direttamente la nuova area sportiva e la proprietà. Arrivato nella Capitale nell’estate del 2022, il numero 21 ha totalizzato 139 presenze e 45 reti con la maglia romanista, affermandosi come uno dei riferimenti tecnici e simbolici della squadra.

Il rinnovo non rappresenta, però, soltanto un’operazione sentimentale. La permanenza di Dybala può avere un peso concreto nella seconda stagione di Gian Piero Gasperini sulla panchina della Roma, soprattutto ora che il club è tornato in Champions League. La sfida sarà trovare il giusto equilibrio tra il talento ancora superiore alla media dell’argentino e una condizione fisica che, nel corso degli anni, ne ha spesso limitato la continuità.


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Un rinnovo costruito su basi differenti

La Roma ha comunicato solamente la nuova scadenza contrattuale, senza rendere note le cifre dell’accordo. Secondo quanto riportato da diverse fonti nazionali, il nuovo contratto sarebbe stato costruito intorno a una parte fissa da circa 2,5 milioni di euro netti, accompagnata da bonus collegati alle presenze, ai gol e al rendimento. Una struttura che permetterebbe al calciatore di aumentare sensibilmente il proprio compenso in caso di utilizzo costante, riducendo allo stesso tempo il rischio economico sostenuto dalla società.

È un’impostazione coerente con la situazione di Dybala. La Roma non poteva ignorare il valore di uno dei pochi giocatori della rosa capaci di cambiare una partita attraverso una giocata individuale, ma nemmeno sottovalutare il numero di assenze accumulate dall’argentino. Il rinnovo basato anche sul rendimento costituisce quindi un compromesso razionale: premia la volontà della Joya di restare nella Capitale e tutela il club qualora i problemi fisici dovessero ripresentarsi.

La riduzione della componente fissa rappresenta inoltre un segnale importante sul piano della sostenibilità. Dybala resta uno dei calciatori più rappresentativi della rosa, ma il nuovo accordo sembra inserirlo in una struttura salariale più equilibrata, nella quale il prestigio del nome non può essere separato dalla disponibilità effettiva durante la stagione.

Perché Dybala può ancora essere decisivo per Gasperini

Il calcio di Gasperini viene spesso associato a intensità, marcature aggressive, duelli individuali e continui movimenti senza palla. Caratteristiche che, almeno superficialmente, potrebbero apparire poco compatibili con un attaccante di 32 anni che deve amministrare le proprie energie. In realtà, Dybala può offrire al tecnico qualcosa che non sempre si trova nelle squadre costruite prevalentemente sulla forza atletica: la capacità di governare il pallone negli ultimi trenta metri.

La Roma dispone di giocatori più rapidi e verticali, a cominciare da Donyell Malen, protagonista della qualificazione in Champions, e da Matías Soulé. Dybala rimane però il calciatore maggiormente abituato a ricevere tra le linee, resistere alla pressione e trasformare un controllo orientato in un’occasione da gol. In una squadra che cerca di recuperare il pallone in avanti, l’argentino può diventare il primo destinatario dopo la riconquista, quello chiamato a scegliere rapidamente se servire la profondità, allargare il gioco o concludere.

Gasperini non dovrà necessariamente chiedergli di sostenere novanta minuti di pressione continua. Potrà invece utilizzarlo come trequartista destro, seconda punta o riferimento creativo alle spalle del centravanti. Partendo dal mezzo spazio, Dybala avrebbe la possibilità di rientrare sul sinistro, combinare con Soulé o Malen e dialogare con gli inserimenti dei centrocampisti.

La sua presenza può essere particolarmente preziosa contro avversari schierati con un blocco difensivo basso. Quando gli spazi diminuiscono e l’intensità non basta, servono sensibilità tecnica, ultimo passaggio e capacità di calciare anche con pochi centimetri a disposizione. Sono qualità che Dybala continua a possedere in misura superiore rispetto alla maggior parte degli attaccanti della Serie A.

La Champions richiede esperienza e qualità nelle scelte

Il ritorno della Roma in Champions League dopo sette anni cambia il valore strategico del rinnovo. La squadra di Gasperini dovrà affrontare avversari capaci di imporre ritmi elevati, ma anche partite in cui la gestione dei momenti sarà decisiva. Dybala conosce il torneo, ha esperienza internazionale e può aiutare una formazione che non parte abitualmente tra le favorite della competizione.

Nel nuovo formato della Champions ogni squadra disputa otto partite nella fase campionato. Il calendario aumenta quindi la necessità di disporre di alternative tecniche e di distribuire i minuti tra più giocatori. In questo contesto non è indispensabile che Dybala giochi ogni gara dall’inizio. Può essere decisivo anche in maniera selettiva: titolare negli incontri in cui la Roma avrà bisogno di controllare maggiormente il possesso, oppure arma da utilizzare nell’ultima mezz’ora contro difese stanche. I giallorossi certamente non vengono considerate tra le favorite per la vittoria della competizione, ma secondo le quote dei portali autorizzati con sezioni scommesse come NetBet.it la Roma può certamente arrivare almeno alla fase a eliminazione diretta.

La stagione appena conclusa ha dimostrato che, anche senza numeri realizzativi particolarmente elevati, l’argentino può incidere attraverso la rifinitura. Nell’ultima giornata di campionato ha fornito due assist nella vittoria sul Verona che ha certificato la qualificazione della Roma alla Champions League.

Il dato assume un significato preciso: Dybala non deve necessariamente essere il principale finalizzatore per risultare determinante. In una Roma con Malen, Soulé e altri attaccanti capaci di occupare l’area, il suo compito può evolversi verso quello di regista offensivo, incaricato di rendere più pericolosi i movimenti dei compagni.

Gli infortuni restano il principale punto interrogativo

Il rinnovo non cancella il problema più evidente della carriera recente di Dybala. La sua predisposizione agli infortuni ha condizionato anche l’ultima annata, nella quale ha disputato 22 partite di campionato, accumulando 1.465 minuti e segnando due reti.

Durante la stagione l’argentino è stato sottoposto anche a un intervento al ginocchio sinistro per una lesione al menisco esterno, dopo avere già saltato numerose partite. Il precedente più pesante risaliva alla primavera del 2025, quando un problema al tendine del semitendinoso sinistro aveva richiesto un’operazione e una lunga riabilitazione.

Per Gasperini, dunque, la gestione fisica sarà importante quanto quella tattica. Dybala difficilmente potrà essere trattato come un titolare automatico da utilizzare tre volte alla settimana. Il suo programma dovrà prevedere rotazioni, recuperi personalizzati e un controllo rigoroso dei carichi di lavoro.

La tentazione di schierarlo sempre nelle partite più importanti dovrà essere bilanciata dalla necessità di averlo disponibile nei mesi decisivi. Il vero obiettivo non sarà portarlo al maggior numero possibile di presenze, ma ottenere da lui minuti di qualità. Trenta partite gestite correttamente possono essere più utili di una stagione iniziata con un impiego eccessivo e interrotta da nuovi problemi muscolari.

La convivenza con Soulé e Malen

La permanenza di Dybala apre anche un tema legato agli equilibri offensivi. Soulé occupa zone di campo simili e utilizza prevalentemente lo stesso piede. Ridurre la questione a una semplice alternativa tra i due argentini sarebbe però limitante.

Gasperini può sfruttarli contemporaneamente, chiedendo a Soulé una posizione più larga o un maggior numero di attacchi alla profondità. Dybala potrebbe invece muoversi internamente, partecipando alla costruzione e attirando i centrocampisti avversari. La loro intesa tecnica può diventare un vantaggio, purché la squadra conservi sufficiente velocità e aggressività negli altri interpreti.

Malen offre proprio quella componente verticale necessaria a completare il reparto. Le sue accelerazioni costringono la difesa ad arretrare e creano lo spazio nel quale Dybala può ricevere. Il numero 21, a sua volta, possiede la qualità per servirlo con passaggi immediati, evitando che l’olandese debba ricevere sempre spalle alla porta.

La Roma dovrà comunque continuare a costruire una rosa capace di funzionare anche senza la Joya. Il rinnovo deve aggiungere una soluzione, non creare una dipendenza. La presenza di più attaccanti intercambiabili consentirebbe a Gasperini di preservare Dybala e, allo stesso tempo, di utilizzarlo nelle condizioni più favorevoli.

Un leader tecnico, ma con un ruolo nuovo

Dybala non può più essere considerato il giocatore sul quale caricare da solo il peso dell’intero progetto. Può però diventarne uno dei leader più influenti. La Roma ha rinnovato un calciatore che conosce l’ambiente, ha un rapporto profondo con il pubblico e possiede l’esperienza necessaria per guidare i compagni nei momenti di maggiore pressione.

La sua nuova fase romanista dovrà essere diversa dalla prima. Meno dipendenza, maggiore selezione delle partite, responsabilità tecniche più precise. Gasperini potrà chiedergli di essere il giocatore capace di cambiare ritmo alla gara, non necessariamente quello obbligato a sostenerne ogni minuto.

Il rinnovo fino al 2027 è quindi una scommessa calcolata. La qualità di Dybala non è in discussione; ciò che la Roma dovrà proteggere è la sua disponibilità. Se lo staff riuscirà a gestirne il fisico e il tecnico saprà inserirlo senza snaturare i principi della squadra, la Joya potrà essere ancora determinante, soprattutto nelle notti europee in cui un controllo, un passaggio o un sinistro improvviso possono separare una buona prestazione da una vittoria.

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