Dzeko non dimentica: «So cosa significa giocare per i nerazzurri, è stata una grande stagione. Muharemovic all’Inter? Spero proprio di sì» | OneFootball

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·16 maggio 2026

Dzeko non dimentica: «So cosa significa giocare per i nerazzurri, è stata una grande stagione. Muharemovic all’Inter? Spero proprio di sì»

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Dzeko si racconta a Sky Sport dopo la promozione in Bundesliga, parlando di Fiorentina, Inter e Roma

Dopo una prima parte di stagione deludente con la Fiorentina, Edin Dzeko ha scelto di tornare in Germania, dove si era fatto conoscere al grande pubblico con la maglia del Wolfsburg. L’attaccante bosniaco ha accettato la proposta dello Schalke 04, contribuendo con 6 gol e 3 assist in 10 presenze alla straordinaria promozione del suo nuovo club. Intervistato da Sky Sport, il bomber ha espresso la propria gioia per il traguardo tedesco, parlando anche delle sue ex squadre in Serie A.

SULLA DOPPIA VITTORIA DELL’INTER TRA CAMPIONATO E COPPA ITALIA – «L’Inter è un grande club e io lì sono stato non bene, ma benissimo. So cosa significa quella maglia e cosa significa giocare per l’Inter. Ora che ha vinto si dice che gli altri non siano forti, ma non la penso così. È stata una grande stagione, con due trofei: bisogna dare tanto merito all’Inter e a Chivu, che ha fatto la doppietta nel suo primo anno in nerazzurro. L’Inter è un club che merita tutto questo, di essere sempre al top. La società va in questa direzione da anni, non è un caso che abbia vinto due coppe».


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SULLE VOCI CHE VORREBBERO MUHAREMOVIC ALL’INTER – «Muharemovic all’Inter? Beh, se c’è la possibilità spero proprio di sì: sarebbe top per lui e per il club. Ha un grande futuro davanti, ha la qualità e la testa giusta per giocare lì».

SULL’ARROGANZA DELL’ITALIA CONTRO LA BOSNIA – «Arroganza non l’ho vista. Dopo quello che è successo con Dimarco e Vicario è normale poterlo pensare, ma non credo fosse arroganza anzi. Fa parte del gioco, non mi sono arrabbiato. L’ho fatto anch’io tante volte, ma con i social bisogna stare attenti. Anche perché alla fine questa cosa un pochino è andata a nostro favore. Anche voi media però non avete aiutato: avete messo ancora più pressione».

SULLE DIFFICOLTA’ DELL’ITALIA – «Si parlava tanto del nostro stadio piccolo, dei balconi intorno, più che del fatto che l’Italia rischiava di non andare al terzo Mondiale di fila. Non si parlava di noi. Poi abbiamo dimostrato il nostro valore in campo, anche se penso che l’Italia resti molto più forte di noi. Ci ha aiutato il rosso di Bastoni, ovviamente, ma le partite si decidono anche in pochi momenti determinanti. Certo anche in dieci uomini l’Italia poteva fare meglio: noi abbiamo fatto 64 cross e difendere così non è facile. A un certo punto è normale che prendi gol».

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