Daily Cannon
·16 settembre 2026
È per questo che gli arbitri giudicano male l'Arsenal?

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·16 settembre 2026


Foto di WM Sport Media/Getty Images
Non è stato un buon weekend per l’organizzazione oggi nota come Pro Ref.
A meno che nel weekend non abbiate subito una forte commozione cerebrale e questo non sia il primo contenuto sull’Arsenal che leggete una volta ripresi, saprete che sabato l’Arsenal ha concesso il suo primo rigore in Premier League dopo circa 18 mesi.
Sarete anche al corrente del fatto che Bruno Fernandes ha potuto colpire Phil Foden due volte domenica sera e farla franca, mentre Foden è stato spedito sotto la doccia anzitempo per la sua reazione.

Foto di Carl Recine/Getty Images
Molto più grave, però, è stato il gol vittoria del Manchester City in quella partita, segnato, ovviamente, da Erling Haaland.
Inizialmente annullato per fuorigioco di Haaland, che in realtà non era in offside, il pallone gli era arrivato tra i piedi da un cross proveniente da sinistra. Enzo Fernandez era saltato su quel cross al centro dell’area piccola, attirando verso di sé Lisandro Martinez e lasciando così libero Haaland.
Fernandez era abbastanza chiaramente in fuorigioco in quel momento.
Pro Ref si è affrettata a diffondere un comunicato dopo la partita, di cui riportiamo qui sotto una parte:
“La decisione presa in campo era fuorigioco di Erling Haaland: il VAR ha controllato l’episodio e ha stabilito che si trovava in posizione regolare.
“Nella stessa azione, è stato stabilito che Enzo Fernandez non ha giocato il pallone e quindi ogni eventuale infrazione di fuorigioco diventa soggettiva; tuttavia, in questa occasione, il VAR non ha riconosciuto il probabile impatto della sua posizione e avrebbe dovuto raccomandare una on-field review.”

Foto di Michael Regan/Getty Images
Ora, non so voi, ma a me piacerebbe pensare che qualsiasi ufficiale di gara, a qualunque livello del calcio, possa riconoscere l’“impatto” di Fernandez e della sua posizione rispetto a questo gol, soprattutto considerando che il gol era stato annullato in prima battuta e che non si trattava semplicemente di una situazione da “Checked and cleared”.
Il fatto che il VAR non sia stato in grado di farlo solleva seri dubbi sulla sua capacità e sulla sua idoneità per questo ruolo specifico.
Ovviamente, per noi tifosi dell’Arsenal è anche fastidioso che il City sia riuscito a ottenere una vittoria per 1-0 contro i rivali cittadini pur essendo in inferiorità numerica per così tanto tempo.
Immagino che sarebbe stato ancora più fastidioso se la sera prima David Raya non avesse compiuto una parata incredibile sul rigore di Enzo Le Fee.

Foto di Stu Forster/Getty Images
Le partite nel nord dell’Inghilterra sono di solito complicate per l’Arsenal per diversi motivi.
Primo, come so dal periodo in cui ho vissuto a Leeds, tutti ci odiano.
Secondo, chiunque siano i padroni di casa, in pratica è loro concesso di farci tutto quello che vogliono: basti vedere Matty Cash e John McGinn al Villa Park due settimane fa, mentre qualsiasi accenno di reazione da parte dell’Arsenal viene accolto dall’arbitro che si trasforma nel preside demoniaco.
Aggiungete un calcio d’inizio in tarda serata, con tutti che sono stati al pub per ore, e l’Arsenal si trova davanti un’ostilità del tipo riservato a Rocky Balboa mentre cammina verso il ring a Mosca per la battaglia finale di Rocky IV.

Foto di WM Sport Media/Getty Images
Una delle cose per cui amerò per sempre Mikel Arteta è aver creato una squadra capace di “vincere in qualsiasi contesto”.
Sabato sera abbiamo visto perché questo sia diventato così importante.
Il Sunderland è una squadra grande e fisica, e l’arbitro John Brooks ha lasciato che fossero grandi e fisici. Non so quanti episodi di trattenute di maglia abbia permesso ai nostri avversari, ma sono stati parecchi.
Abbiamo visto Gabriel ammonito per aver cercato di fare da paciere e Kai Havertz ammonito per un fallo da niente vicino alla bandierina.
Nel Regno Unito si parla molto di “polizia a due velocità”. Qui si è vista chiaramente una “direzione arbitrale a due velocità”.
Al Sunderland è stato concesso di impiegare in media 22 secondi per ogni rimessa laterale, mentre all’Arsenal ne è stata ribaltata una perché Riccardo Calafiori aveva impiegato 18 secondi.

Foto di Alex Pantling/Getty Images
Il Sunderland ha avuto 12 rimesse laterali durate più di 20 secondi e tre durate più di 40, eppure a essere punito è stato l’Arsenal.
E questo prima ancora di arrivare alla decisione del rigore, assegnato per un “fallo” di Ezri Konsa su Dan Ballard.

Foto di WM Sport Media/Getty Images
Ammetto che inizialmente mi era sembrato rigore. Dai replay, però, diventa chiaro che Ballard aveva afferrato il braccio di Konsa ed era riuscito a tirarselo addosso con una “mossa da judo”, espressione usata indipendentemente da Arteta e Martin Keown sabato sera.
La conversazione del VAR ha rivelato che l’arbitro ha visto Konsa come uno che gli era “addosso rivolto dalla parte sbagliata”, quando non era così, eppure in qualche modo non ha visto il ruolo di Ballard nell’episodio.
Posso accettare che in parte sia semplicemente ciò che ci succede nel nord dell’Inghilterra di sabato sera e, preso isolatamente, posso perdonare Brooks per aver assegnato il rigore contro l’Arsenal.
Ma che senso ha che Stuart Attwell, del Warwickshire, stia al monitor a controllare e convalidare la decisione quando dovrebbe essere in grado di vedere che, se qualcuno sta subendo fallo, quello è Konsa?

Foto di Stu Forster/Getty Images
Penso che qui l’Arsenal sia stato sfortunato. A torto o a ragione, siamo considerati i re delle lotte in area di rigore e sono state introdotte nuove misure per fermarci, quindi vanno applicate.
Oltre a queste misure, ci è stato anche detto che per un ribaltamento da parte del VAR serve una soglia molto alta, tranne domenica, a quanto pare.
Quindi l’Arsenal è stato fregato due volte.
Forse Attwell ne era consapevole nel convalidare il rigore, ma si ha sempre più la sensazione che gli ufficiali vedano ciò che vogliono vedere e usino la tecnologia per sostenere il proprio punto di vista.
Vi giuro che ho scritto quanto sopra prima di questo pezzo di giustificazione di Chris Foy, non Hoy, sul Guardian, e non era nemmeno la cosa peggiore che abbiano pubblicato in relazione a questa partita.
Lo stato assoluto di questa roba di Barney Ronay[image or embed]— Daily Cannon (@dailycannon.com) 14 settembre 2026 alle 09:12
Per fortuna, Dave the Save ha continuato la sua ascesa a uno status divino, rendendo irrilevante la decisione sbagliata, prima che Bruno Guimaraes facesse iniziare presto i postumi della sbornia del Sunderland con una sassata dal limite dell’area.

Foto di Stu Forster/Getty Images
Tornando agli ufficiali di gara.
Credo di aver già detto in passato che ho amici a Leeds e, forse non sorprendentemente, questi nordici non hanno molta simpatia per l’Arsenal.
Negli anni ho dovuto ascoltare discorsi sul fatto che non siamo abbastanza forti, non abbastanza bravi, troppo dipendenti dai calci piazzati, pieni di simulatori, troppo duri, troppo forti.
Trovo questo punto di vista particolarmente interessante, vista la concentrazione di arbitri provenienti dalle Midlands e dal Nord Ovest.
Non credo che alcun arbitro sia consapevolmente di parte, ma so che ai nordici l’Arsenal non piace molto e penso che questo influenzi il modo in cui percepiscono gli episodi.
A questo proposito, James Bell, il VAR di Villa Park due lunedì fa, pare sia tifoso dello Sheffield Wednesday.
Recentemente, il KMI Panel ha annunciato un 5-0 sul fatto che Bruno G avrebbe dovuto avere un rigore a Villa Park e che Ian Maatsen avrebbe dovuto ricevere un rosso per il più chiaro intervento a forbice in area di rigore che possiate vedere.
“Checked and cleared” nel giro di pochi secondi, quello.

Foto di Naomi Baker/Getty Images
Come? È stato così semplice come: “Oh, è un giocatore dell’Arsenal, quel ragazzo molle si sarà buttato”?
Mi tornano in mente le parole del mio amico Steve the Ref, che mi diceva che avrei finito per odiare il VAR perché “tutto ciò che farà sarà aggiungere un ulteriore livello di soggettività al gioco”.
Naturalmente ha migliorato alcune cose, i fuorigioco, per esempio, domenica a parte, ma sembra che ormai siamo arrivati qui.
Troppe paia di occhi su una partita che di solito richiedeva solo due occhi in ogni dato momento, ritardi interminabili, partite che non finiscono più e conclusioni di cui nessuno sembra davvero soddisfatto.
Per citare i miei amici, e spero anche i vostri, the Specials: “il progresso sarebbe meraviglioso, se solo volesse fermarsi”.

Foto di Alex Pantling/Getty Images
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴 qui.







































