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·18 settembre 2026

Editoriale – Il nuovo mercato del PSG si gioca anche con chi resta

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Nessun jet privato da seguire, nessuna visita medica da aspettare: il Paris Saint-Germain ora si occupa di rinnovare. Secondo L’Équipe, dopo l’accordo trovato con Ousmane Dembélé (29 anni) e le discussioni avanzate con Khvicha Kvaratskhelia (25 anni), è stata trasmessa una proposta a Désiré Doué (21 anni). Terribilmente poco spettacolare. E forse molto più importante di quanto sembri.

Il PSG fa mercato senza comprare nessuno

Per molto tempo, la potenza parigina si è raccontata attraverso gli arrivi. Una stella, una cifra, una presentazione e, nei grandi momenti del mercato, qualche aereo la cui traiettoria diventava improvvisamente una questione di Stato. Il PSG poteva comprare. Quindi il PSG era potente.


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Oggi, il quadro è decisamente meno cinematografico. Dembélé dovrebbe estendere il suo contratto fino al 2030, Kvaratskhelia discute un nuovo accordo e Parigi ha già proposto a Doué, comunque già legato fino al 2029, di spingere la storia fino al 2031 o al 2032. Qualche giorno prima, il club aveva già ufficializzato una prima ondata di rinnovi, con in particolare Luis Enrique (56 anni) e diversi membri della sua rosa.

Nel mercato dei clic, si è visto di più sexy. Dal punto di vista sportivo, invece, questa nuova banalità racconta qualcosa. Perché la capacità di un grande club non si misura soltanto dai giocatori che può attirare. Si misura anche da quelli che può trattenere quando il loro valore, il loro status e gli interessamenti aumentano. Comprare permette di costruire in fretta. Tenere permette eventualmente di costruire a lungo.

Non aspettare più che il contratto diventi un problema

Il caso Doué è probabilmente il più rivelatore. Il suo rinnovo non è un’urgenza contrattuale: il suo accordo dura ancora fino al 2029. Parigi quindi non sembra riparare una situazione pericolosa, ma cercare di impedirle di esistere.

È una sfumatura importante. Troppo spesso, nel calcio, il contratto diventa interessante quando comincia a bruciare. Due anni rimanenti, poi diciotto mesi, poi una grande domanda ogni tre giorni: partirà a parametro zero? Qui il PSG sembra voler spostare il calendario. Rivalutare un giocatore quando cambia la sua importanza, piuttosto che quando il suo contratto diventa minaccioso.

E questo vale anche quando la fotografia sportiva del momento non è perfetta. Doué ha appena vissuto due partite iniziate dalla panchina e la concorrenza si è intensificata. Questo però, evidentemente, non impedisce a Parigi di ragionare su più stagioni. Un rinnovo non è una pagella della domenica sera.

È forse proprio qui che il cambiamento è più interessante: mettere al sicuro un valore prima di essere costretti a difenderlo. In altre parole, cominciare a gestire il tempo invece di subirlo.

La stabilità non impedisce affatto di saper partire

Ovviamente, sarebbe piuttosto avventato trasformare ogni contratto di cinque o sei anni in un certificato di buona gestione. Il calcio ama ricordare che il 2031 è molto più lontano in un comunicato che in uno spogliatoio. Uno status cambia, compare una concorrenza, un giocatore può voler partire e un club deve talvolta saper vendere.

È persino il principale pericolo di questa politica: confondere continuità e immobilismo. La stabilità ha valore solo se Parigi conserva anche la capacità di decidere. Tenere tutti semplicemente perché lo si può fare sarebbe un altro modo di gestire male.

Ma la logica attuale resta interessante perché inverte progressivamente il simbolo della potenza parigina. Per anni, la domanda era quale grande giocatore il PSG potesse convincere a venire. Ormai, diventa quasi altrettanto interessante osservare quelli che convince a non partire. Non è spettacolare come un nuovo acquisto sceso da un aereo con una sciarpa al collo. Anzi, è quasi noioso. E per un club che per tanto tempo ha trasformato ogni estate in una serie a puntate, riuscire a rendere noiosa la stabilità potrebbe essere uno dei suoi progressi più incoraggianti.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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