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·14 giugno 2026

Ei Towers perde la Serie A? A rischio gli appalti del calcio e la fusione con Rai Way

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La Lega Serie A ridisegna la filiera tecnica della produzione e distribuzione del campionato. Nelle ultime settimane sono stati pubblicati due bandi che riguardano il futuro dei servizi audiovisivi legati alle partite, oggi in larga parte concentrati attorno al centro di Lissone, dove vengono prodotti, gestiti e distribuiti i contenuti della Serie A e dove si trovano anche le sale VAR. Si tratta di aspetti tecnici della produzione degli incontri, ma comunque importanti.

Come spiega Il Fatto Quotidiano, il primo bando riguarda il servizio di contribuzione di contenuti video, audio e dati relativi al campionato di Serie A: in sostanza, l’attività che consente di prendere il segnale prodotto negli stadi e trasportarlo verso il centro di produzione. Il secondo riguarda invece la fornitura di apparati e sistemi per la realizzazione di una Master Control Room (il centro nevralgico di una emittente televisiva o di produzione Centrale video), con un valore una tantum di 8,5 milioni di euro.


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A questi si aggiungeranno prossimamente altri due bandi: uno per la distribuzione delle partite verso i broadcaster nazionali e internazionali, l’altro per le attività di post-produzione. Di fatto, la Lega ha scelto di spacchettare una serie di servizi oggi riconducibili a Ei Towers, la società che gestisce le torri del gruppo Mediaset e una quota rilevante della rete infrastrutturale televisiva del Paese (e che tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80 diede vita al sodalizio Berlusconi-Galliani), rimettendoli sul mercato dal 2027 in avanti.

La scelta ha attirato l’attenzione degli operatori del settore. Ei Towers, fornitore uscente, potrà naturalmente partecipare alle procedure e conservare una parte delle attività, ma il nuovo modello apre alla possibilità che i servizi vengano assegnati a più soggetti diversi. Una strada che va nella direzione di una maggiore specializzazione dei fornitori e si inserisce nel percorso di trasformazione della Lega Serie A in una media company sempre più autonoma nella gestione dei propri contenuti.

Nei documenti compaiono anche alcuni elementi significativi. Tra questi, una clausola di salvaguardia in caso di modifica del numero delle squadre partecipanti al campionato, un riferimento che tiene conto dell’eventualità di future riforme del format. Inoltre, viene indicato che l’attuale sede del centro potrà essere modificata.

La decisione arriva in una fase delicata per Ei Towers, controllata al 60% da F2i e al 40% da MFE-MediaForEurope. La società è infatti impegnata da tempo nel dossier relativo alla possibile fusione con Rai Way, operazione di cui si discute da anni e che punta alla creazione di un grande soggetto nazionale nel settore delle infrastrutture per la trasmissione televisiva. Un’intesa che ora sarebbe sempre più a rischio e il cui termine ultimo – già prorogato in più occasioni – scade domani.

In questo quadro, il rapporto con la Serie A rappresentava per Ei Towers un asset rilevante, sia dal punto di vista industriale sia reputazionale. Secondo le stime, l’accordo con la Lega valeva complessivamente circa 15 milioni di euro l’anno tra spazi e servizi. Una cifra non paragonabile ai grandi contratti con gli operatori televisivi, ma comunque significativa per una società che nell’ultimo esercizio ha registrato un utile di 17,7 milioni di euro, a fronte di circa 270 milioni di fatturato e oltre 600 milioni di debiti.

La rimessa a gara delle attività non equivale automaticamente alla fine del rapporto tra Serie A ed Ei Towers, ma introduce un nuovo scenario competitivo. Per la Lega, l’obiettivo è razionalizzare la gestione tecnica dei contenuti e aumentare il controllo diretto su una filiera sempre più centrale per il valore del prodotto calcio. Per Ei Towers, invece, si apre una partita industriale importante, in un momento già segnato dalle incertezze sul futuro assetto del settore delle torri televisive.

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