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·21 giugno 2026

Elezioni FIGC, Abete va dritto: «Mancato un programma condiviso, resto in corsa»

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L’attacco di Abete al governo sui fondi giovanili: «Sottratti 10,8 milioni a pochi giorni dal voto. In LND solo un comitato per Malagò, attendo l’esito»

Si avvicinano le elezioni in FIGC. Uno dei due candidati, Giancarlo Abete, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport.


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É PRONTO «Certamente, non è la prima assemblea elettiva alla quale partecipo. Spesso sono incontri piuttosto movimentati, quello di domani mi auguro sia l’occasione per un confronto in cui possano emergere contenuti più che persone. Di certo questa assemblea evidenzia una situazione in movimento sul versante del rapporto fra le componenti: venivamo dall’unanimità per Gravina eletto con il 98%, adesso si riprende un percorso più dialettico che spero promuova una logica di sistema meno corporativista».

C’É STATO UN CONFRONTO «No ed è stata per me un’occasione persa, sarà necessario farlo dopo. Anche per questo porterò avanti la mia candidatura fino alla fine: se ci fosse stato un percorso condiviso avremmo potuto individuare un’unica persona, ma così non è stato».

AIC E AIAC CON MALAGO’ «Dopo le elezioni cercheremo di capire il perché di questa scelta, visto che finora non lo hanno spiegato. Se mi sono fatto un’idea delle motivazioni? Diciamo che penso alcune cose, ma mi astengo dal dirle».

IL PASSO INDIETRO «Premesso che non c’è un rapporto tra la mia candidatura e un’idea di scontro personale con Malagò, è mancato un programma condiviso, un’assunzione di responsabilità delle componenti e visto che siamo in una logica democratica io vado dritto, fino alla fine. Punto a dare contenuto a una proposta di politica sportiva e favorire, a questo punto a posteriori, il confronto. E poi c’è gente che è partita dal 5-6% e adesso governa l’Italia, altrimenti che democrazia sarebbe?».

SARA’ ALL’OPPOSIZIONE «Si va in Consiglio federale in una logica sempre propositiva, vogliamo tutti il bene del calcio. Ovviamente saremo pronti a dare il nostro contributo per restituirgli una dimensione vincente e una reputazione migliore».

IL GOVERNO HA TOLTO FONDI AI VIVAI «Non posso che criticarlo, questo provvedimento ha drenato l’1% delle risorse dei diritti tv per darlo alla Serie A femminile, dove 9 delle 12 società sono le stesse che quei soldi li erogano. Sono allineato con il vicepresidente della Lega Pro Zola, servono interventi mirati per i giovani. Il ministro Abodi ha fatto sapere che ci saranno opportunità nei prossimi mesi, ma lo sentiamo dire da qualche anno e non abbiamo visto niente. Certo, se a pochi giorni dalle elezioni esce fuori che alla federazione viene meno l’1% dei diritti tv e che la finalizzazione è riservata a 12 squadre, uno alza le mani e dice “signori, io vivo in un mondo diverso”… Chiunque diventerà presidente non ne sarà contento, visto che si troverà 10,8 milioni di euro in meno».

LA LND HA Il 34% «Tolta la dichiarazione di voto di uno dei comitati regionali (la Lombardia, ndr) che si è espresso per Malagò, a me non risultano altri tipi di situazioni. Io ho operato come mia abitudine spiegando a tutti nel dettaglio il mio programma, non ho inseguito nessuno e non ho fatto inseguire nessuno da parte di amici, perché io credo nella libertà di voto dei soggetti. Non ho stressato nessuno creandogli disagio a livello personale, cosa quanto mai spiacevole, quindi attendo serenamente il risultato del voto. Io cerco di dare un contributo al sistema, poi è naturale che nel momento in cui il risultato fosse di un certo tipo lo rispetterò. Spero solo che qualunque sia l’esito si cominci davvero a parlare dei problemi e non si facciano solo comunicati e proclami».

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