Elezioni FIGC, depositate le candidature di Malagò e Abete. Ora si attende solo il 22 giugno. I dettagli | OneFootball

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·13 maggio 2026

Elezioni FIGC, depositate le candidature di Malagò e Abete. Ora si attende solo il 22 giugno. I dettagli

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Elezioni FIGC, Malagò e Abete hanno depositato la propria candidatura. Ora si attende il 22 giugno per capire chi potrà vincere. Le ultime

Il panorama del calcio italiano si appresta a vivere uno snodo cruciale per il proprio futuro istituzionale. Con la chiusura ufficiale dei termini, la corsa per le prossime elezioni FIGC è ufficialmente entrata nel vivo, delineando una sfida a due tra figure di altissimo profilo sportivo e politico. Come riferito da La Gazzetta dello Sport, la mattinata odierna, ultimo giorno disponibile per le procedure burocratiche, sono state infatti depositate formalmente le candidature alla presidenza federale di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete.

La Federazione avrà ora una finestra temporale fino al 22 maggio per procedere alla pubblicazione dell’accettazione formale degli atti, sebbene non si prevedano ostacoli normativi all’orizzonte. Il percorso verso le elezioni FIGC del prossimo 22 giugno è dunque tracciato, con i due sfidanti che hanno presentato i rispettivi programmi d’azione insieme alle liste per il rinnovo del Consiglio Federale.


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Le strategie di presentazione riflettono approcci differenti: Malagò ha scelto di inviare un delegato in via Allegri, forte dell’appoggio della Lega Serie A, mentre Giancarlo Abete, sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti (LND), ha preferito consegnare la documentazione di persona. Proprio Abete, a margine del Consiglio Federale, ha rilasciato dichiarazioni incisive che scaldano il clima pre-elezioni FIGC, sottolineando la sua visione del ruolo: «Sono qui per formalizzare la candidatura. Io sono espressione di una continuità significativa all’interno della Figc che non è basata su poteri forti ma su un certo certo tipo di coerenza, certi tipi di comportamenti. Lavoro sui contenuti e sulla tutela delle componenti più deboli. Non sono espressione di poteri forti. Sono sereno e fiducioso».

Queste parole evidenziano come la posta in palio per le elezioni FIGC non sia solo una poltrona, ma la direzione stessa del sistema calcio. Abete ha inoltre rimarcato la necessità di una visione d’insieme, dichiarando in precedenza che «non basta un grande presidente, va trovato un accordo tra i soggetti».

Oltre alla presidenza, l’Assemblea dovrà rinnovare quasi integralmente il Consiglio, fatta eccezione per i membri di diritto. La tensione sale e il dibattito si sposta ora sui contenuti dei programmi, mentre i club e i delegati valutano quale guida sia più adatta a gestire le riforme necessarie. Le elezioni della FIGC rappresentano dunque un test fondamentale per la stabilità di un settore che cerca riscatto e coesione dopo anni di turbolenze interne.

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