Elezioni FIGC, tracciato l’identikit del nuovo presidente: ecco le linee guida da seguire. I dettagli | OneFootball

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·15 aprile 2026

Elezioni FIGC, tracciato l’identikit del nuovo presidente: ecco le linee guida da seguire. I dettagli

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Elezioni FIGC, è stato tracciato l’identikit del nuovo presidente. Malagò resta il grande favorito, ma non sono esclude delle sorprese

La terza, drammatica esclusione consecutiva della Nazionale dai Mondiali ha lasciato macerie nel sistema calcistico azzurro, culminate con le inevitabili dimissioni di Gabriele Gravina. Con le elezioni per la presidenza della FIGC fissate per il prossimo 22 giugno, i riflettori della politica tornano ad accendersi con prepotenza sulle sorti del pallone italiano. A farsi portavoce di questa urgenza è il senatore Paolo Marcheschi, capogruppo di Fratelli d’Italia nella settima Commissione (Cultura, Istruzione e Sport), che in una nota ufficiale invoca un netto cambio di rotta.

L’identikit del nuovo PresidenteIl senatore ha delineato chiaramente quale debba essere il profilo della futura guida federale, rifiutando categoricamente le logiche del passato:• Basta compromessi: «Prima di cercare un nome che accontenti tutti, dovremmo trovare qualcuno con la forza di scontentare chi ha tenuto il calcio fermo agli anni Novanta».• Leadership operativa: Marcheschi boccia le “elezioni-fotocopia”, sottolineando come la ricerca ossessiva del consenso sia ormai un danno. Non serve una figura istituzionale di pura facciata, abile unicamente a mediare tra i piccoli egoismi di fazione per restare a galla, ma una guida forte capace di spezzare l’immobilismo.• Oltre la burocrazia: «La democrazia è fondamentale, ma quando diventa una palude che impedisce di agire mentre il settore va in crisi, smette di essere democrazia e diventa burocrazia conservativa».


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Un’industria da salvareIl parlamentare ha posto un forte accento sulla natura aziendale del sistema sportivo. Il calcio è a tutti gli effetti un’industria vitale per la Nazione e non può più permettersi di naufragare tra veti incrociati, riforme perennemente annunciate e i tempi biblici della politica. Il rischio non è circoscritto all’aspetto sportivo, ma si allarga a quello economico, con perdite pesanti che si ripercuotono su tutto il sistema Paese.L’impegno bipartisan in SenatoDi fronte a questa profonda crisi, le istituzioni hanno deciso di raccogliere l’appello alla responsabilità. In Commissione 7 si è registrata un’inedita e costruttiva sintonia trasversale tra le varie forze politiche. Questo accordo si tradurrà a brevissimo in iniziative parlamentari urgenti volte a sostenere una vera riforma del settore calcistico. Il messaggio finale del senatore Marcheschi è perentorio: nel più totale rispetto dell’autonomia dello sport, questa volta la politica non si limiterà a guardare.

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