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·30 giugno 2026
Emanuele Sala, il regista silenzioso di Bollini: “Onorato di indossare la maglia azzurra”

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·30 giugno 2026

Ci sono ragazzi che arrivano al calcio come si arriva a una lingua madre: prima la ascoltano, poi la imparano, infine la parlano con naturalezza. Emanuele Sala, nato a Sesto San Giovanni il 28 novembre 2007, è uno di questi.
Perché prima ancora di toccare un pallone, il calcio lo aveva già respirato. “La mia passione è nata quando avevo appena quattro o cinque mesi – racconta –, andavo già nei campi a vedere mio fratello (Alessandro, classe 2001, ndr) giocare. Da lì è stato un amore unico e immenso”.
Ecco, certe storie iniziano così: non con un gol in cortile, ma con gli occhi spalancati di un bambino che guarda. E assorbe. Il rumore del pallone sull’erba, le urla dalla panchina, il vento freddo delle domeniche mattina. È lì che il calcio entra dentro.
A quattro anni il primo passo, al Cimiano. Un anno appena, il tempo di capire che quella non era una semplice passione. “Ho iniziato a giocare al Cimiano a quattro anni, poi l’anno dopo sono andato al Milan. E da lì non me ne sono più andato”.
Tredici anni in rossonero. Una vita intera, calcisticamente parlando. Il Milan lo ha preso bambino e lo sta consegnando al calcio dei grandi, modellandolo come si fa con i centrocampisti veri: tecnica, pensiero e lettura.
Perché Emanuele è questo. Uno che interpreta il gioco prima ancora di eseguirlo. Nel suo calcio si leggono chiaramente i riferimenti che lui stesso indica. “Mi ispiro ad Andrés Iniesta. Nel club guardo Luka Modrić e in Nazionale Sandro Tonali”.
Tre nomi che raccontano una geografia precisa del suo talento. Iniesta per la sensibilità tecnica, Modrić per la capacità di piegare il ritmo della gara alle proprie necessità, Tonali per il modo in cui riesce a unire cuore e cervello.


Emanuele Sala, capitano della Nazionale Under 19 del tecnico Alberto Bollini
Ma Emanuele conosce già anche il sapore della vittoria. Perché, insieme ai compagni Federico Coletta, Mattia Liberali, Mattia Mosconi, Federico Nardin, Andrea Natali, Massimo Pessina e Francesco Verde, è stato uno dei protagonisti della conquista del primo titolo europeo Under 17 della storia del calcio italiano, vinto a Cipro nel 2024 dalla Nazionale guidata da Massimiliano Favo. Un’impresa storica, replicata meno di un mese fa anche dall’Under 17 del tecnico Daniele Franceschini, capace di riportare ancora una volta l’Italia sul tetto d’Europa, questa volta in Estonia.
E ieri sera, al The Oval di Caernarfon, in Galles, nella gara d’esordio del Gruppo B della fase finale dell’Europeo Under 19, Emanuele è stato uno di quelli che ha orientato il successo azzurro contro la Serbia. Il 2-0 firmato dal fantasista del Catanzaro, Mattia Liberali, e dall’attaccante dell’Inter, Jamal Iddrissou, porta con sé anche il timbro invisibile di Sala: quello delle connessioni, delle linee aperte e del possesso che diventa ordine. Perché non sempre i protagonisti sono quelli che finiscono sul tabellino dei marcatori. A volte sono quelli che fanno sembrare semplice ciò che semplice non è.
E per lui, l’azzurro, è qualcosa che va oltre il campo. “Indossare la maglia della Nazionale è un’emozione indescrivibile – sottolinea –. È un onore poter realizzare il mio sogno rappresentando il mio Paese”.
Parole che hanno ancora il peso autentico della giovinezza. Perché a diciotto anni la Nazionale è ancora un privilegio, prima ancora che un’abitudine.
Dietro Emanuele, poi, c’è una famiglia che gli ha costruito attorno il perimetro delle certezze: papà Ivan, mamma Laura e i fratelli Alessandro e Massimiliano. Loro sono sempre i primi specchi, i primi avversari e i primi maestri inconsapevoli.
E oggi quel bambino che guardava dagli spalti è diventato uno dei volti più interessanti del centrocampo dell’Italia di Alberto Bollini, uno che sa bene come si vince un Europeo Under 19, avendolo conquistato appena tre anni fa a Malta.
“Gli obiettivi sono tanti – aggiunge Emanuele –, ma, a livello di squadra, voglio provare a vincere questo Europeo. Personalmente, migliorare giorno dopo giorno”.
Ed è forse proprio qui che si misura la maturità di un talento: nel desiderio costante di aggiungere qualcosa, senza sentirsi mai arrivato.
Il Milan lo cresce, l’Italia lo osserva e lo protegge. Ma il viaggio, quello vero, è appena iniziato.
Perché Emanuele appartiene a quella rara specie di centrocampisti che non fanno rumore, ma fanno succedere le cose. Quelli che sembrano sempre un secondo avanti agli altri e che non inseguono il gioco: lo guidano.
E nel calcio, come nella vita, saper guidare senza alzare la voce è forse la forma più alta di talento.
STORIA. Emanuele Sala è nato il 28 novembre 2007 a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, da papà Ivan e mamma Laura. Comincia a giocare a calcio all’età di quattro anni al Cimiano Calcio, società dilettantistica lombarda, prima di entrare a far parte del vivaio del Milan l’anno successivo. Con la maglia rossonera, in questa stagione, ha collezionato 34 presenze: 29 con l’Under 23 di Massimiliano Oddo in Serie D (Girone B, play-off e Coppa Italia) e 5 con l’Under 20 di Giovanni Renna.


Emanule Sala, centrocampista classe 2007 del Milan e della Nazionale Under 19
L’ELENCO DEI CONVOCATI
Portieri: 1. Tommaso Vannucchi (Cosenza), 22. Massimo Pessina (Bologna); Difensori: 3. Matteo Cocchi (Inter), 4. Federico Nardin (Roma), 5. Andrea Natali (AZ Alkmaar), 6. Cristiano De Paoli (Como), 13. Francesco Verde (Juventus), 19. Mattia Marello (Inter), 21. Niccolò Rizzo (Juventus); Centrocampisti: 7. Federico Coletta (Benfica), 8. Emanuele Sala (Milan), 10. Mattia Liberali (Catanzaro), 14. Christian Comotto (Spezia), 15. Samuel Wiafe (Modena), 16. Matteo Mantini (Grasshopper); Attaccanti: 2. Javison Osarumwense Idele (Atalanta), 9. Jamal Iddrissou (Inter), 11. Mattia Mosconi (Inter), 17. Destiny Onoguekhan Elimoghale (Juventus), 20. Antonio Arena (Roma).
Staff – Tecnico: Alberto Bollini; Capo delegazione: Gianfranco Serioli; Coordinatore delle Nazionali Giovanili: Maurizio Viscidi; Assistente tecnico: Christian Maggio; Preparatore dei portieri: Graziano Vinti; Preparatore atletico: Nicolò Varesco; Match analyst: Luca Dalmasso; Medici: Andrea De Fazio e Francesco Maria Nifosì; Nutrizionista: Dennis Dell’Unto; Fisioterapisti: Giuseppe Galli e Simone Siciliano; Osservatore Club Italia: Alessandro Musicco; Ufficio amministrazione, finanza e controllo: Antonio Martuscelli; Ufficio Stampa: Alessandro Paoli; Segretario: Aldo Blessich.
UEFA European Under-19 Championship Wales 2026 | Fase finale
Fase a gironi (dal 28 giugno al 5 luglio)
Gruppo A: Galles, Danimarca, Germania, Spagna Gruppo B: Croazia, Serbia, ITALIA, Ucraina
Prima giornata
domenica 28 giugno Galles-Spagna 0-7 Germania-Danimarca 4-3
Classifica Gruppo A: Spagna 3 (+7), Germania 3 (+1), Danimarca 0 (-1), Galles 0 (-7).
lunedì 29 giugno ITALIA-Serbia 2-0 Croazia-Ucraina 1-3
Classifica Gruppo B: Ucraina 3 (+2), ITALIA 3 (+2), Croazia 0 (-2), Serbia 0 (-2).
Seconda giornata
mercoledì 1° luglio Ore 19: Danimarca-Spagna, Central Park di Denbigh Ore 21: Galles-Germania, Racecourse Ground di Wrexham
giovedì 2 luglio Ore 15: Croazia-ITALIA, The Oval di Caernarfon Ore 19: Serbia-Ucraina, Bangor City Stadium di Bangor
Terza giornata
sabato 4 luglio Ore 15: Danimarca-Galles, Racecourse Ground di Wrexham Ore 15: Spagna-Germania, Central Park di Denbigh
domenica 5 luglio Ore 17: Ucraina-ITALIA, Bangor City Stadium di Bangor Ore 17: Serbia-Croazia, The Oval di Caernarfon
Fase a eliminazione diretta (dall’8 all’11 luglio)
Play-Off FIFA U-20 World Cup Azerbaijan-Uzbekistan 2027 (mercoledì 8 luglio)
Ore 15: Terza classificata Gruppo A-Terza classificata Gruppo B, Bangor City Stadium di Bangor
Semifinali (mercoledì 8 luglio)
S1) Ore 17.30: Vincente Gruppo A-Seconda classificata Gruppo B, Central Park di Denbigh S2) Ore 20: Vincente Gruppo B-Seconda classificata Gruppo A, Racecourse Ground di Wrexham
Finale (sabato 11 luglio)







































