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·29 novembre 2025
Esclusiva | Tognazzi: "Milan? Non mi riconosco nella dirigenza. Situazione diversa per la Lazio"

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·29 novembre 2025

Attore e conduttore televisivo, Gianmarco Tognazzi, figlio del celebre protagonista della commedia all’italiana Ugo Tognazzi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Laziopress.it in vista dell’incontro di questa sera tra Milan e Lazio.
La carriera di Tognazzi inizia sin da giovanissimo, calcando i set insieme al padre e collaborando con registi che hanno fatto la storia del cinema italiano come Mario Monicelli, Luciano Salce, Pasquale Festa Campanile e molti altri. Prima di dedicarsi al teatro, dove ha lavorato anche al fianco del collega Alessandro Gassmann, il cinema rimane un punto fermo della sua carriera, dove prende parte a film come I Laureati, diretto da Leonardo Pieraccioni, o Romanzo Criminale di Michele Placido, ruolo che gli vale la nomination ai Nastri d’Argento.
Tanti i personaggi interpretati nel corso degli anni, con Tognazzi che dedica una parte importante della sua carriera anche alla televisione. Nonostante una lunga esperienza nel mondo dello spettacolo e i numerosi film all'attivo, l'attore resta da sempre un tifoso rossonero convinto, e ai nostri microfoni ha raccontato la sua grande passione per il Milan, sottolineando però anche la delusione di molti sostenitori per il malcontento legato alla situazione dirigenziale a Milanello.
Sì, la passione per il Milan nasce da una tradizione familiare. Io sono stato un tifoso molto acceso fin da ragazzino. Sono stato in curva per dieci anni, dai quattordici in su, partendo di nascosto da Roma. Quando il Milan era il Milan, prima di Berlusconi, quando già parliamo di Serie B, parliamo di momenti non sospetti dopo la prima stella e via di seguito. Poi è sempre stata una grandissima passione unica, nel senso che non sono stato mai fluttuante. Per me il tifo è una questione di amore incondizionato, però incondizionato fino a un certo punto. Nel senso che quello che è avvenuto negli ultimi anni al Milan mi ha distaccato molto. Io non mi riconosco in questa proprietà, nei non-valori di questa società e di questa dirigenza, nella gestione, nell'obiettivo, nella poca ambizione sportiva dichiarata da loro. Dico solo cose che sono tranquillamente leggibili dai loro atteggiamenti, dove si parla di team integrato e non si capisce mai bene chi prenda le decisioni. Spesso è molto contraddittorio con quello che dichiarano, perché ci sono più fazioni, più correnti, per cui sembra un lavoro collegiale, invece forse alla fine non lo è. Sono abituato a dire che posso accettare che ci sia qualsiasi tipo di sostenibilità, di ridimensionamento, purché al centro del progetto di chiunque abbia la proprietà o la dirigenza del Milan il primo obiettivo sia rispettare la storia, l'identità e l'ambizione sportiva. Purtroppo questi tre valori dichiarati da loro non sono a capo dei loro obiettivi. Non mi interessa che venga trasformato il Milan in una media company, non fa parte di una squadra di calcio estero. Purtroppo da più di un anno e mezzo, non essendo partito preconcetto nei loro confronti, ma essendolo diventato durante tutta l'annata scorsa, dove a più riprese hanno dimostrato la loro inadeguatezza sotto tutti i punti di vista, c'è soltanto un obiettivo commerciale legato a più situazioni. Ci sono dichiarazioni di intenti che vengono clamorosamente smentite. Si è parlato prima dello stadio di proprietà e in solitudine alla fine si è fatto un accordo insieme all'Inter. L'unica realtà nel mondo è che due squadre della stessa città decidono di fare uno stadio di proprietà condiviso. Non ha nessuna ragione, perché un conto è se sei in affitto e un conto è se tu decidi di costruire il tuo stadio in comproprietà con i rivali storici. È veramente una follia. L'obiettivo non è lo stadio, ma sappiamo benissimo essere la speculazione edilizia intorno alle aree di San Siro. Come al solito non c'è nessuna attenzione all'individualità, all'identità e allo stile Milan, ma è diventata un'altra cosa. Io in questa cosa non mi riconosco, non riesco a empatizzare perché purtroppo molto spesso l'espressione della squadra è direttamente proporzionale alla sua proprietà e alla sua gestione. Tant'è che l'anno scorso, mettendo becco anche sulla parte sportiva, non avendone le competenze ma la presunzione di averle, hanno combinato i disastri che hanno combinato. Quest'anno per una questione di coincidenze astrali la questione è andata in mano a un uomo di calcio serio, che è Allegri, che forse è riuscito a creare una bolla tra società e squadra fin quando glielo permetteranno. Le cose sono anche migliorate sotto l'aspetto sportivo, ma se c'era l'obiettivo di far anestetizzare la passione, non in me, in centinaia di tifosi, sorvolo sul trattamento della tifoseria organizzata, della curva stessa, è veramente deplorevole il modo in cui loro si muovono. Dalle maglie di colori improponibili, è proprio tutto distante anni luce da quello che è stato, che per me è il Milan. Sfrutta il marchio Milan, usa il marchio Milan, la cosa migliore sarebbe che se ne andassero e mettessero le cose in mano a chi mette al primo posto la storia, il rispetto della storia, dell'identità, del blasone e dello stile del Milan. Questo è quello che dovrebbe essere. Lo stile del Milan non è Berlusconi, lo stile del Milan è il Milan che c'è stato. Di Berlusconi si poteva dire quello che ti pare, ma era un uomo che metteva l'ambizione sportiva al primo posto. Loro no, quindi non esiste neanche un lontano paragone tra quali erano gli obiettivi. Poi che Berlusconi ci abbia guadagnato sul Milan per immagine, per carità di Dio, ma a Berlusconi si può imputare come ha lasciato il Milan e in mani di chi l'ha lasciato e chi ancora oggi c'è dentro il Milan trasversalmente. Voglio sorvolare su questa polemica. Questo per me non è il Milan, per cui non tifo contro, ma sono molto diviso. Non riesco a partecipare, a emozionarmi. Sono distaccato. Facciamo un gol, vinciamo, perdiamo. Involontariamente io resto insensibile. Non tifo contro, ma non riesco neanche a esultare. Dopo quello che è stato fatto su Paolo Maldini, cacciato perché ha vinto, siamo arrivati al paradosso. Se tu riesci a cacciare la storia del Milan, la bandiera del Milan perché ha fatto un buon lavoro e ti ha fatto vincere, perché altre motivazioni non ce ne sono. Io mi sarei aspettato un'insurrezione da parte della tifoseria rossonera. Forse piano piano capirà, visto che settimana scorsa gli è stato proibito di esporre quello che dopo lunghe trattative avevano concesso come coreografia allo stadio, degli striscioni minimi che sono stati poi cambiati, su un'inchiesta che ha dei fondi di verità ma dove si è mischiato di tutto e di più e dove comunque la tifoseria rossonera, sia per quello che riguarda la curva che i gruppi organizzati, secondo me, sbagliando, è scesa a compromessi e a trattative con una dirigenza che non li rispetta minimamente, che non capisce minimamente l'importanza che io ho sempre dato, sia la curva, al di là degli aspetti illeciti, che quelli vanno puniti in qualsiasi squadra, in qualsiasi tifoseria, ma è un altro discorso. Qui si sta facendo un'operazione diversa, che ha un obiettivo diverso, che è quello di annientare la tifoseria organizzata per far diventare il nuovo stadio, uno stadio fatto di skybox da dare alle aziende. Diciamoci la verità, quale è? Questa è la verità.
Ma quella è l'ennesima follia giustificata su queste assurdità. Sai qual è era la soluzione? La cosa più semplice del mondo. Non si può giocare a Milano perché c'è Milano Cortina? Eh beh, vuol dire che la prima partita si fa a campo inverso. La prima sarà a Como-Milan e la seconda sarà a Milan-Como. Qual è il problema? Quindi non c'è la volontà. Detto questo, poi uno cerca di dare merito ad Allegri di quello che sta facendo, perché se non fosse stato per Allegri e non fosse arrivato Rabiot e avessimo vinto una Coppa Italia noi saremmo ancora con Conceicao, con un mercato che non si capisce. Si prende Tare ma poi lo fa Furlani. Tare ci deve mettere due mesi, Furlani ci deve mettere 48 ore per prendere Nkunku a 40 milioni e per Jashari siamo stati milione più milione meno per un mese e mezzo con uno che infatti è arrivato all'ultimo momento o comunque tardi, impreparato, infatti si è rotto. Per me purtroppo quello che fa la dirigenza quando si mette anche nella parte sportiva è totalmente fuori luogo. Almeno avessero la licenza di mettere le cose in mano a gente di calcio e la parte sportiva farla gestire a loro, con un budget che decidono e poi la lasciano in mano le cose agli altri. Invece mettono becco con la scusa del team integrato dappertutto con presunzione e incompetenza. Lasciassero lavorare Tare con Allegri e lasciassero in mano la parte sportiva a quello. Poi se volessero fare il loro business sul brand… Guarda, potrei anche fregarmene. Siccome io non vedo queste intenzioni, se loro poi in questa fase di apprendimento, visto che arrivano dal nulla, finalmente avranno l'illuminazione sulla via di Damasco e faranno le cose come minimamente la dirigenza richiede, allora forse potrò rivalutare il mio pensiero nei loro confronti. A oggi non c'è nessun motivo per farlo. Quindi purtroppo partecipo alle partite, le guardo da spettatore ma non più da tifoso acceso. Anche perché non stimando i loro obiettivi, come tifoso del Milan e non riconoscendomi in questo, non tifo contro. Ma è chiaro che semmai anche solo per fortuna o per merito di Allegri loro vincono qualcosa, magari ci fanno passare pure che questo è un modello giusto. Invece non è un modello giusto, è un modello casuale.
No, loro l'hanno dovuta mettere come toppa perché le scelte fatte sono state fallimentari ed era evidente. Da Fonseca che è arrivato a Milanello da solo, nemmeno accolto dalla dirigenza. Delle cose che non stanno né in cielo né in terra, neanche nell'educazione minima. Lasciamo perdere Conceicao, lasciamo perdere sui rinnovi di Theo Hernandez e di Maignan, che giustamente ne andrà a zero perché è stato preso in giro dopo che gli è stato proposto prima un rinnovo, poi si è aspettato la prima scusa per ricontrattare a ribasso. Ma i seri professionisti non si fanno prendere in giro come fanno loro. Loro si credono invincibili perché pensano di poter calpestare la professionalità degli altri con le scuse, con i team integrati e invece poi pagheranno d'azio. Ti conviene perdere uno come Maignan? Beh se sei un incompetente di calcio come sono loro probabilmente sì. Peccato che uno che ci capisce un minimo dice: ma che cavolata stai facendo? Però detto questo, Allegri è stata la scelta più ovvia e normale, che avresti dovuto fare probabilmente già precedentemente. Ci arrivi perché hai toppato al cubo, perché questa è la realtà e a questo punto io ne sono ben felice. Poi Allegri a me sta simpaticissimo, mi fa ridere. Non è un dettaglio, può anche non piacere come fa a giocare le squadre, non è probabilmente l'espressione di calcio straordinaria che uno si può immaginare, ma io preferisco una persona che riesce a dare una quadratura come ha fatto lui, un isolamento a questi ragazzi che l'anno scorso erano completamente fuori controllo in un'anarchia totale, in un individualismo dove la squadra poi non performa, se non casualmente in qualche occasione. Adesso c'è continuità grazie ad Allegri, grazie a Tare e grazie al fatto che forse loro si sono concentrati sullo stadio e altre cose, lasciando la squadra isolata. Ma mi chiedo, sarà così anche a gennaio con il nuovo mercato? Quali altri disastri riusciranno a fare visto che non hanno gli strumenti? E se hanno preso Tare, perché non lasciano fare le cose a un direttore sportivo come dovrebbe essere insieme all'allenatore in base a un budget prefissato? E poi sono cavoli loro se vogliono comprare un giocatore o quattro giocatori, perché con questa scusa della sostenibilità… Il Milan non solo non ha più fair play finanziario, non solo ha 200 milioni di patrimonio netto, ma non ha un problema di soldi, potrebbe spendere quello che vuole se avesse l'ambizione di competere e di vincere. Invece abbiamo una rosa fatta di 19 giocatori di movimento, basta che se ne infortunano quattro e devi mettere in primavera. Ma che tipo di progetto sportivo è? Bisogna rimettere le cose a posto. Si può dire: noi siamo una società sana, non abbiamo bisogno di vendere. Il giorno dopo vendi a 65 milioni Reijnders e altri 22 giocatori. Ragazzi ma stiamo scherzando?
Ma tu paghi le conseguenze degli infortuni nel momento in cui non hai una rosa. Poi si dice che il Milan non è competitivo come le altre, ma vogliamo vedere quante punte di riserva ha l'Inter? Il Napoli? Il Milan è un miracolo, un po' come la Gasperini sulla Roma in questo momento rispetto a quello che ha a disposizione, agli infortuni che ha avuto. Però non è perché hai una competizione all'anno che devi stare con il minimo risicato, perché il Milan dovrebbe avere due punte.
Perché dovrebbe cambiare, se vinci, allora sono tutti bravi? Questo lo lascio fare ai tifosotti che hanno la patente del tifo e dicono che chi invece ha un dubbio nei confronti di questa società è un tifoso contro il Milan. Io credo che difendere il Milan significa difendere la storia e l'identità di una squadra e non piegarsi e cambiare idea a seconda del risultato o della soddisfazione personale, ma capisco che in un mondo individualista e risultatista questo diventi difficile da capire. Torniamo al calcio, però purtroppo il problema infortuni è direttamente proporzionale alle scelte di una dirigenza. Andare a prendere giocatori, permettimi, che sono un punto interrogativo, parlo perlomeno di Odogu, di Athekame, piuttosto di un giocatore che non è una punta, come è stato Nkunku e lo sappiamo. Come fai a non responsabilizzare chi ha fatto queste scelte? Ci vuole tempo sui giocatori. Se i giocatori hanno delle qualità, magari hanno difficoltà di adattamento, ma quello è un altro problema. Ma indipendentemente, anche se avessi fatto i gol soltanto Gimenez, tu una seconda punta la devi avere, e non è Camarda che ha 17 anni, è una seconda punta che Allegri deve avere per mettere uno diverso da quello che può essere il Gimenez della situazione. Non ha problemi economici per farlo, fa delle scelte che sono perlomeno incomprensibili e non fatte da chi è preposto per farle.
Io non seguo il calciomercato, così come non faccio i pronostici, io guardo quello che è. Se sarà lo vedremo. Con questi poi, lasciamo perdere, che stava per arrivare Harder, che non si sa manco chi è. E lo stavano a prendere come se fosse chissà quale prospetto. E hanno mandato via Boniface, ma sono talmente ridicoli per come si muovono che sono incommentabili. Quindi è inutile parlare di Lewandowski. Io aspetto di vedere che altre follie riescono a commettere, con quale presunzione. O se lasciano lavorare Tare, perché poi si attribuisce il mercato di quest’estate a lui, ma non è così. Perché l'accordo con Busardò per Ricci c'è da gennaio e quindi è opera di Furlani. Nkunku con il Chelsea è un'opera di Furlani. Non sono richieste, così come Jashari non è una richiesta di Allegri. Tant'è che quando è arrivato ha detto, ho tre nella stessa posizione di Modric perché voleva far giocare Modric davanti alla difesa. Se servono le figure solo per buttare addosso la responsabilità di scelte altrui, così non funziona. Si chiamano teste di legno. Qui colpa è di Tare, ma facciamo fare alla gente il suo lavoro? Sennò prendi Allegri e poi fai te la formazione. È inutile che prendi Allegri. È questo che mi crea nervosismo e apatia. Ripeto, io non tifo contro. Potrei soltanto in un modo, in un'occasione, cosa di cui mi ero illuso l'anno scorso: un tonfo sportivo dimostrato come quello dell'anno scorso doveva far dire “siamo inadeguati”, e far alzare le tende, cedere a qualcun altro. Se non raggiungere il risultato fosse certezza che loro se ne vanno, io sono disposto a perdere. Il problema non è solo Red Bird, il problema non è Cardinale, è a monte.
Ma voi non avete idea, avete un capro espiatorio e ve la potete prendere con qualcuno. Quando non sai più con chi prendertela, vediamo. State messi bene, dammi retta.
La Lazio sicuramente sta sotto le aspettative rispetto a quello che uno si poteva aspettare in questo momento nella classifica. Ma è vero che il Milan quando ha degli impegni in cui sta sul pezzo riesce a ottenere risultati, quando si sente un po' troppo sicura, magari per le sventure degli altri o perché sottovaluta l'impegno, come ha fatto con la Cremonese, con il Pisa, con il Parma, poi dove sta il vulnus rispetto ad altre squadre. Perché probabilmente non ha ancora la maturità di saper rimanere concentrata in ogni partita come se fosse il derby. Con la Lazio invece l’errore è di pensare che sia in crisi o abbia delle problematiche, perché Sarri non è uno sprovveduto e la Lazio non è una squadra assolutamente malvagia, secondo me. Poi che non stia performando è un altro discorso. Ricordiamoci pure la Roma l'anno scorso e poi con Ranieri come è cambiata. Quindi, secondo me, tempo al tempo. Non deve sottovalutare l'impegno con la Lazio, tantomeno per il fatto che essendoci pure la Coppa Italia, dici vabbè, poi c'è la Coppa Italia. Sempre queste robe, questi strani atteggiamenti mentali. Se il Milan mette l'attenzione che mette negli scontri diretti, sempre, anche se l'avversario può sembrare alla portata… Perché loro come fanno quell'errore, ed è atavico questo problema, almeno da 3-4 stagioni e così, ma lo era anche prima, il Milan in quel momento nazzica, come si dice a Roma. La Lazio in crisi, la Lazio non performa, la Lazio di qua, la Lazio di là, Sarri, le problematiche, lo dico per il Milan, ma lo stesso tempo può essere forte del fatto che se il Milan non scende con quel tipo di quadratura, secondo me psicologicamente è vulnerabile. Perché è un Milan che non vince di larga misura e quindi rischia fino all'ultimo momento di farsi fare un 2-2 o di dover recuperare negli ultimi minuti. Il Milan è ostaggio di se stesso, della propria maturità. Dipenderà tutto da come scendono in campo le due squadre.
Sì, ti ripeto, ma quando l'obiettivo di una società è quello di arrivare nei primi quattro… Il Milan non ha l'obiettivo di arrivare nei primi quattro, il Milan da sempre ha l'obiettivo di vincere o di essere competitivo e bisogna metterlo in condizioni di esserlo. Invece il loro obiettivo è arrivare nei primi quattro perché l'interesse non è vincere, è prendere i soldi della Champions, è sempre una questione economica, che poi non viene riversata, nonostante il Milan sia perfettamente in salute e abbia disponibilità, di investire molto di quello che fa. Perché poi alla fine abbiamo investito, sì, ma l’avete fatto male, perché lo fate voi al posto delle persone più preposte. Questo è il problema, io non posso ambire ad arrivare nei primi quattro, questa è la loro ambizione di mediocri quali sono, ma i milanisti non sono quella mediocrità lì. E quale milanista si adegua a questo? Noi eravamo arrivati a vincere uno scudetto e Maldini aveva detto che con tre, quattro innesti quella squadra avrebbe avuto un ciclo. E hai dato via Tonali e hai mandato via Maldini che ti aveva fatto vincere uno scudetto riportando identità e storicità all'interno della squadra. Thiago Silva lo devi andare a prendere a gennaio, se sai che hai bisogno di tre-quattro leader che conoscano l'ambiente e lo vuoi ricreare, magari lo prendessero a gennaio. Non ci sono valutazioni oggi, tu hai bisogno di leadership, in questo momento hai Maignan e Modric, quella è la leadership in campo e Pulisic probabilmente. Era una scelta di Maldini che poi è stata messa in pratica da loro, perché già l'aveva contattato Maldini prima ancora che lo prendessero loro dopo averlo mandato via. Ma al di là di quello tu dovresti avere una spina dorsale, è chiaro che se tu avessi Maignan, Modric, Thiago Silva, Lewandowski, tu hai una spina dorsale dove intorno ci puoi mettere chi vuoi. Ma almeno quattro su undici in ogni ruolo, portiere, centrale di difesa, centrale di centrocampo e punta, dovrebbero essere così, dovrebbero essere quella spina dorsale. Tant'è che quando vinse l'ultimo scudetto con Allegri, che lasciarono in dodici e parlavamo di dodici che erano, non dico a livello di Modric, tutti ma quasi, Van Bommel, Ambrosini, Inzaghi, Nesta e via di seguito, rimasero in tre, Thiago Silva, Ibrahimovic e Cassano, e poi nel periodo di ridimensionamento Berlusconiano, il Paris Saint Germain voleva Thiago Silva e loro gli dissero, ve lo diamo solo se vi prendete pure Ibrahimovic perché non volevano più sostenere dodici milioni di stipendio l'anno. Tant'è che Ibrahimovic se la prese con Galliani e tu hai dato via anche quelli, un Thiago Silva che sarebbe stato il futuro perché era stato affiancato prima a Maldini e Nesta, doveva essere quello che Milano è sempre stato, cioè delle colonne portanti che insegnano ai giovani nuovi l'identità Milan, lo stile Milan.
No, Galliani è un amministratore delegato, rientra come amministratore delegato a pieni poteri? Boh, la risposta è boh. Entrerebbe in Redbird non al Milan, Ibrahimovic non sta al Milan, sta in Redbird. Scaroni è presidente del Milan, ma sta dentro Redbird. Allora qui è il gioco del nascondino, sono le matriosche. No, non va bene così. Tornando alla partita: vedremo se qualcuno cade nella trappola dell'altro. Oppure se in qualche modo... dipenderà molto dall'equilibrio di tante cose. La Lazio è una squadra che potenzialmente può fare un campionato migliore di come ha cominciato. Ma Sarri non è uno sprovveduto. Poi chiaramente anche lui ha, credo, dei problemi legati alla rosa, legati a certe così, mercato bloccato e tutto. Lo so, lo so. Ognuno ha il suo, diciamo.
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