Calcio e Finanza
·21 aprile 2026
Escort e droga della risata: versati dai calciatori quasi 200mila euro

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·21 aprile 2026

È di oltre 194mila euro la cifra che alcuni calciatori di Serie A hanno versato direttamente sui conti degli organizzatori delle serate nei locali della movida milanese, comprensive di escort e droga della risata. A ciò si aggiungono gli incassi delle società attive nel settore delle organizzazioni di feste e nella gestione di discoteche – in primis quella del Pineta Milano dove sono stati «organizzati eventi con frequenza pressoché settimanale» – e il denaro arrivato su Revolut.
A fare i conti, fino ad arrivare a un totale di 1.214.374,50 euro pari al «il profitto dell’attività illecita di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione» che sarebbe avvenuta tra l’agosto 2024 e i primi mesi di quest’anno, sono stati i finanziari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, delegati dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini a svolgere gli accertamenti patrimoniali delle quattro persone da ieri posti agli arresti domiciliari dalla gip Chiara Valori.
Si tratterebbe, si legge nel provvedimento della giudice di «introiti del tutto sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati da ciascun indagato». Pertanto «non v’è dubbio, dunque, che l’attività esercitata abbia connotati di palese illiceità – è scritto nell’ordinanza – e non possa dirsi limitata all’organizzazione di eventi o intrattenimenti». Infatti, è la ricostruzione, «fra le prestazioni assicurate ai clienti ci sono quelle di natura sessuale da ragazze reclutate a cui sarebbero stati offerti loro l’alloggio, l’ospitalità alberghiera, il trasporto, le spese, perfino i farmaci al bisogno, corrispondendo poi il pagamento in parte in misura fissa e in parte in base all’incasso percepito dal cliente».
«Come si è visto – osserva la gip in merito alle esigenze cautelari – da almeno cinque anni l’attività prosegue ininterrotta e, anzi, in grado di adattarsi alle diverse circostanze ambientali: in periodo Covid, lungi dal sospendere gli eventi, gli stessi sono migrati in un luogo di privata dimora, ove era possibile accedere in modo riservato, in anche totale spregio delle regole sanitarie. È dunque evidente che, se non sottoposti a restrizione, gli indagati proseguirebbero nell’attività illecita, visto anche il cospicuo ritorno economico assicurato».
Anche «nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri» a causa del Covid venivano «organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort» e le ragazze avevano «rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti». Sono alcuni dei passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. Avrebbero gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto “all inclusive” del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte “sniffate” di gas esilarante.
La donna ha raccontato agli inquirenti, nell’inchiesta del nucleo di Polizia economico finanziaria della Gdf e come si legge nell’ordinanza della gip Chiara Valori, di aver vissuto a Cinisello Balsamo, nel Milanese, in un appartamento nello stesso palazzo dove aveva la sede la Ma.De, dal 2019 al 2023. Nell’edificio, ha riferito, c’era anche «una discoteca abusiva» e gli eventi venivano pubblicizzati su Instagram. E «Ronchi e Buttini trattenevano almeno il 50% dell’importo pagato, consegnando alla ragazza il resto».
La ragazza ha parlato del caso di una colombiana che «nel 2022 era costretta a prostituirsi in cambio di mille euro», di cui solo la metà restava a lei. Le giovani dovevano «versare anche il canone d’affitto delle camere» sempre in quel palazzo. Non tutte le ragazze che lavoravano per la coppia erano escort, alcune solo ragazze immagine. La teste ha fatto i nomi di cinque che si prostituivano. E ha spiegato che in quelle «feste veniva spesso consumato del gas esilarante contenuto in palloncini, gradito agli atleti perché non risultava all’antidoping». E ha messo a verbale anche i nomi di coloro che si occupavano di «contattare i clienti» e «selezionare le ragazze», degli «autisti» che portavano le giovani e gli sportivi in locali, ristoranti e alberghi o a Cinisello, dei bodyguard e dei dj. Dichiarazioni che hanno «trovato riscontri».
(Image credits DepositPhotos.com)
«Amo ci servono i palloncini» (…) «siamo al Duca, al Me Milan». Era necessario procurarsi la “droga della risata” per le serate organizzate dall’agenzia Mas.De. Milano e ora al centro di una indagine della Procura milanese che ieri ha portato ai domiciliari quattro persone per associazione per delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed anche autoriciclaggi.
Il dialogo che riguarda l’organizzazione di una delle tante serate per clienti facoltosi, sportivi come giocatori di hockey o piloti di Formula Uno, e soprattutto calciatori di Serie A, è riportato nel provvedimento eseguito ieri dalla Gfd nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i «promotori e dominus» dell’organizzazione, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti «partecipi», che con una terza persona avrebbero mantenuto i «contatti con i calciatori di fama internazionale clienti» e avrebbero gestito «le ragazze impiegate nelle varie serate non solo decidendo» dove dovessero presentarsi. Tra i locali scelti nel capoluogo lombardo – e che sono estranei a qualsiasi contestazione – c’è il Pineta Milano, il Just, Dolce & Gabbana Martini, Do Mish, El Porteno Prohibido, il Jazz Cafè, JustMe, La Bullona, Langosteria Bistrot, Osteria La Risacca 6, Pineta Milano, Voya Rooftop e tantissimi altri.
Il servizio veniva pubblicizzato sulla pagina Instagrarn “made_luxury_concierge” ed era risvolto a coloro che erano «disposti a spendere importanti cifre per beneficiare di servizi» con la partecipazione di ragazze, disponibili anche a prestazioni di natura sessuale «dietro corrispettivo in parte retrocesso alla coppia Ronchi Buttini» oppure incassato «dal sodalizio il quale successivamente provvedeva a retribuire le giovani». Salamone, lo scorso novembre, oltre a ricevere l’invito da un altro organizzatore a fornire i «palloncini» , si sarebbe occupato anche di «capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica». I conti lo ha fatti il suo stretto collaboratore : «allora 1000 da… (…) allora 3280 il (…) aspetta ti dico (…) al volo, stai lì. 3.420».









































