Sampnews24
·7 agosto 2026
Esposito può reggere da solo la regia della Sampdoria? Il punto sul regista blucerchiato

In partnership with
Yahoo sportsSampnews24
·7 agosto 2026

Salvatore Esposito può essere il giocatore attorno al quale costruire il centrocampo della Sampdoria, ma per valorizzarlo davvero non basta consegnargli semplicemente le chiavi della regia. Il punto centrale riguarda le sue caratteristiche: non è un centrocampista che vive di corsa e conduzioni continue come lo fu negli anni trascorsi a Genova da parte di Lucas Torreira, bensì un regista di posizione, lettura, tempismo e scelta.
Si tratta di un giocatore a cui piace abbassarsi per ricevere il pallone, spesso anche da fermo, offrendo una linea di passaggio sicura ai difensori e dando loro maggior fiducia. È il giocatore che i compagni cercano quando la costruzione diventa complicata, quando serve uscire dalla pressione oppure quando bisogna cambiare il lato dell’azione. In questo senso può certamente diventare il riferimento tecnico della Sampdoria.
Un regista con queste caratteristiche rende in base a quanto si muovono i compagni affianco a lui. L’ex Spezia può scegliere tempi e traiettorie, ma servono centrocampisti capaci di attaccare gli spazi, esterni che entrino dentro al campo e giocatori offensivi pronti a creare linee di passaggio alle spalle della pressione avversaria.
Se nessuno si inserisce, il rischio è quello di trasformare il suo possesso in una circolazione sterile. Esposito può battere il tempo della manovra, ma senza movimenti coordinati intorno diventa quasi un metronomo che suona nel vuoto.
Ed è probabilmente questo uno dei problemi principali che la Sampdoria deve risolvere: non chiedersi soltanto quanto possa dare Esposito, ma quali caratteristiche debbano possedere i giocatori schierati al suo fianco.
La squadra avrebbe bisogno soprattutto di incursori, elementi capaci di rompere la struttura avversaria con movimenti senza palla. Un centrocampista che attacca l’area costringe infatti gli avversari a prendere decisioni, apre corridoi e permette al regista di utilizzare quella qualità verticale che altrimenti rischia di rimanere inespressa.
C’è poi un’altra questione: i gol. Esposito, nel corso della propria carriera, ha già mostrato di poter contribuire anche in zona offensiva, tra conclusioni dalla distanza e situazioni da calcio piazzato. Alla Sampdoria, però, il contributo realizzativo complessivo del centrocampo deve crescere in quanto è arrivato ai suoi minimi storici con zero gol e zero assist a referto.
La risposta alla domanda iniziale è quindi doppia. Esposito può reggere da solo la regia, ma non può reggere da solo tutto il centrocampo.
Può essere l’uomo al quale affidare il primo pallone, quello chiamato a dettare i tempi e a scegliere quando accelerare. Per farlo rendere, però, la Sampdoria deve costruirgli intorno un reparto dinamico: giocatori che corrano senza palla, si inseriscano, occupino gli spazi e portino uomini nell’area avversaria.
Altrimenti il rischio è quello di giudicare il regista per ciò che non crea, quando in realtà il vero limite nasce dall’assenza di movimenti davanti a lui. Esposito può indicare dove giocare il pallone: qualcuno, però, deve anche andarci.
Live







































