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·22 settembre 2026

Estéban Lepaul (Francia): «Voglio contare in questa Nazionale e in futuro»

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Estéban Lepaul, nuovo attaccante della Nazionale francese, ha parlato dei suoi primi passi in selezione.

Una grandissima prima volta per l’ex bomber del SAS Épinal e dell’US Orléans. In grande forma da diversi mesi con la maglia dello Stade Rennais, Estéban Lepaul è stato logicamente convocato in nazionale per l’esordio di Zinédine Zidane alla guida dei Bleus. Unico vero numero 9 di questa prima lista del Pallone d’Oro 1998, il capocannoniere della Ligue 1 della scorsa stagione ha una vera occasione da giocarsi. Tanto più che il calendario si preannuncia fitto: trasferta in Turchia già questo venerdì 25 settembre (ore 20:45) per la prima giornata di Nations League, seguita da una sfida contro il Belgio tre giorni dopo (lunedì 28 settembre, ore 20:45), poi dall’arrivo dell’Italia il 2 ottobre per la prima di « Zizou » allo Stade de France. La sosta si chiuderà infine tre giorni dopo, il 5 ottobre, ancora contro il Belgio.


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La conferenza di Estéban Lepaul

Come ha vissuto questa convocazione?

« Ogni anno mi succedeva qualcosa di nuovo. Quindi no, la vivo abbastanza serenamente, non cambio nulla nel mio modo di essere nella vita di tutti i giorni, sia a casa, sia nella mia vita fuori dal campo, sia al club. Molto onestamente, non ci sono grandi cambiamenti, c’è solo tanta gioia, visto che è la vita che sognavamo da bambini. Tutto quello che posso dirvi è che me la sto godendo. »

Qual è l’obiettivo di Estéban Lepaul?

« I primi obiettivi, parlando a livello collettivo, sono vincere tutte e quattro le partite. Questo sarà il leitmotiv del gruppo in queste due settimane. Da parte mia, l’obiettivo è conquistare minuti, portare a questa squadra quello che posso nel tempo che mi verrà concesso. Se arriverà un primo gol, tanto meglio; se saranno più di uno, ancora meglio! Ma l’essenziale è aiutare il gruppo. Quando si lavora bene, si viene premiati, quindi lavoreremo. Su questo non ho alcun dubbio, darò tutto ciò che il ct si aspetta da me. »

Come sono andate le prime ore con lo staff?

« Abbiamo avuto una prima riunione in cui ci ha presentato lo staff, poi l’allenamento in campo e infine una seconda riunione di una decina di minuti. Ci ha mostrato un video sulla storia della nazionale francese e su ciò che rappresenta, per farci capire bene il valore di questa maglia, ciò che è stato vinto e tutte le competizioni in cui la Francia ha brillato. Ha insistito su questa eredità che si trasmette di generazione in generazione. Conosciamo l’importanza che attribuisce alla nazionale. Vuole trasmetterci questa mentalità di difensori appassionati del nostro stemma e di rappresentarlo nel miglior modo possibile. Prima di noi ci sono state generazioni d’oro, adesso tocca a noi. »

Lo stress lo ha condizionato dopo la convocazione in Nazionale?

« Onestamente, solo la mia partita contro l’Angers non è stata all’altezza. A Lione il mio ingresso è stato buono, e la gara contro il Marsiglia non è stata negativa. Contro l’Angers sì, non è andata bene, ve lo concedo. Ma da lì non è arrivata alcuna pressione, per me non è cambiato assolutamente nulla. So che per la gente, quando un attaccante non segna, si ha l’impressione che faccia una brutta partita. Ma grazie al lavoro che faccio fuori dal campo, so valutare le mie prestazioni anche senza gol. Non c’è stato alcun dubbio né alcuno stress dopo la convocazione. Andava tutto estremamente bene da diversi mesi, ed è normale avere dei piccoli cali. Ora mi concentro sulle prossime due settimane con la nazionale francese prima di tornare al club con tanta ambizione. »

Un profilo che può permettergli di distinguersi in nazionale?

« Non sarò certo io a insegnarvelo: la Francia ha il meglio che esista al mondo in attacco. Io ho un profilo diverso. Adoro segnare, ma mi piace anche partecipare al gioco. È una gioia essere circondato da giocatori come Désiré (Doué), Michael (Olise), Ousmane (Dembélé) o Kylian (Mbappé), che ti mettono nelle condizioni giuste. Questo mi permette di giocare libero, perché non ho nulla da perdere. È anche l’occasione per imparare a contatto con giocatori di un simile livello e aggiungere nuove corde al mio arco. Affronto questo inserimento con grande entusiasmo, senza alcuna apprensione. »

Cosa fare perché non sia una convocazione isolata?

« Voglio essere protagonista di questa convocazione, ma anche di ciò che verrà dopo. Una volta che ci hai preso gusto, hai una sola voglia: tornarci. Il mio modo di lavorare non cambierà, né qui né al club. Questo mi dà ancora più motivazione nella vita quotidiana per continuare a lavorare duro e meritarmi di tornare. »

Quali sono gli attaccanti che lo ispirano:

« In nazionale francese, per la mia generazione, Kylian Mbappé e Olivier Giroud sono stati grandi fonti di ispirazione. Olivier, con il suo stile da puro centravanti d’area, ha un percorso che somiglia un po’ al mio e questo è inevitabilmente fonte di ispirazione. A livello internazionale, mi piace molto quello che fa Ferran Torres al PSG, sono un grande fan di Harry Kane al Bayern, e apprezzo anche Lautaro Martínez all’Inter. Sono giocatori completi, capaci di fare un lavoro enorme per la squadra pur restando finalizzatori formidabili. »

Sempre più giocatori passati dal semi-professionismo esplodono ai massimi livelli:

« Vedo che ci sono sempre più percorsi atipici. Molti giocatori arrivano ai massimi livelli dopo essere passati dalle categorie inferiori. Questo deve dare tantissima speranza e forza a tutti quelli che giocano più in basso e sognano il mondo professionistico. I percorsi non sono più tutti tracciati fin dal settore giovanile, ed è una cosa molto positiva. Con il lavoro tutto è possibile. »

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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