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·16 aprile 2026
Europa League, Cabrini ci spera: “Il Bologna deve crederci. Rowe, Castro e Bernardeschi possono fare la differenza”

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·16 aprile 2026

Si avvicina il tanto atteso ritorno tra Aston Villa e Bologna: ribaltare l’1-3 dell’andata non sarà facile, ma in città sono tanti a sperarci. Anche Cabrini spera ancora nel passaggio del turno di Europa League
Le presentazioni si sprecano, i più affezionati al Mundial dell’82 non possono non ricordare Antonio Cabrini e i suoi cross al bacio per Pablito Rossi. Tanta Juve, ma Cabrini ha chiuso la carriera a Bologna (1989-91) e in bianconero ha espugnato il Villa Park (1-2 nel 1983).
Quella Juventus fu l’unica squadra in grado di vincere a Birmingham e vantava 6 campioni del Mondo, con l’aggiunta di Boniek e Platini. Insomma, Cabrini sa come si fa e il messaggio che – attraverso un’intervista alla Gazzetta dello Sport – ha voluto inviare al popolo rossoblù è di “Crederci!”.
Come detto, Cabrini ha calpestato l’erba del Villa Park nel 1983. Cosa ricorda di quel match?
Il mio cross a Rossi e il nostro vantaggio dopo un minuto. Al Villa Park scese il gelo, poi però fu una partita tiratissima, in un’atmosfera difficile per noi, ma meravigliosa. Giovanni alla pari coni campioni d’Europa e vincemmo nel finale con il gol di Boniek, ma da quelle parti era sempre così. Battaglie fino all’ultimo secondo.
Calcio, cultura e tempi diversi: com’era giocare in Inghilterra in quell’epoca?
Gli stadi inglesi erano sempre strapieni, il tifo lo sentivi e a volte ti caricava pure. Un tifo mai contro, ma capace di creare un grande ambiente, anche per gli avversari. Se amavi il calcio, giocare in quei teatri era sempre un piacere
Consigli per il Bologna?
Giocarsela senza pensare al peggio. Testa libera e attaccare. Con leggerezza ma pure in maniera intelligente. Sapendo che prendere un’imbarcata sarebbe un epilogo immeritato visto il cammino. Il Bologna nella peggiore delle ipotesi deve uscire a testa alta. Prima però crederci, senza paura, che non si sa mai…
Rimonta fattibile? Per Cabrini è difficile, ma non impossibile.
Difficile, molto. Inutile negarlo. Servirà la partita perfetta, la gara dell’anno. Il margine di errore è bassissimo e l’Aston Villa non si adagerà sul risultato dell’andata, non è nella loro mentalità. Era così ai miei tempi e lo è anche oggi, anche se Emery è un tecnico molto attento. Non speculeranno, se la giocheranno comunque e per il Bologna potrebbe diventare un vantaggio
Su chi devono puntare i rossoblù? Quali sono i giocatori che possono cambiare la partita?
Potrei dire Rowe e Bernardeschi, giocatori dall’orizzonte europeo per tecnica e velocità di esecuzione, oppure Castro, un combattente. La verità è che tutti quelli che andranno in campo dovranno rendere ben oltre il loro livello. Se si esaltano in tre ma il resto gioca sotto media non si va da nessuna parte. Ed è ciò che rende questa sfida particolarmente complessa

Europa League, Cabrini si racconta: “Ecco com’è il Villa Park. Bologna? Se la può giocare”. BolognaSportNews (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Cabrini ha parlato di una squadra all’attacco, nel pieno stile di Italiano:
Mi piace. Sta facendo un lavoro eccellente. Ha portato a casa una Coppa Italia e propone un calcio propositivo. In Italia è tra i più quotati pure per un altro motivo: con lui i giocatori migliorano
Tra questi c’è Juan Miranda, è lui il “nuovo Cabrini”?
Esterno interessante, che non va paragonato a nessuno, ma deve continuare a crescere come sta facendo. Il segreto, alla sua età, è non accontentarsi mai
Anche lui ha raggiunto i quarti di Coppa Uefa con il Bologna, era la stagione 1990-91:
Fuori ai rigori con lo Sporting. Fu una serata particolare, finita senza la gioia che avremmo anche meritato. Speriamo che a Birmingham vada in modo diverso
Ricordi dei due anni in rossoblù?
Tanti e bellissimi. A Bologna ho giocato per due anni e vissuto lì per venti. Città meravigliosa a cui sono legatissimo: solare, accogliente. E che trasuda sport: calcio e basket allo stesso livello, stessa passione. Da questo punto di vista una realtà unica
E se il calcio bolognese sta così bene, gran parte del merito va a Joey Saputo:
La società sta lavorando benissimo. Ruoli chiari, capacità di programmare e costruire, fiducia nell’allenatore e nel progetto tecnico. È così che si cresce
Invece è l’Italia a fare fatica, come si spiega il momento buio della Nazionale?
Problematiche ormai ataviche a tutti i livelli di un movimento che è cambiato in maniera radicale. Il punto di partenza sono i vivai: non si lavora più come un tempo. Una volta nei settori giovanili c’era il preparatore che ti insegnava a giocare, a lavorare su tutti i dettagli e così si formavano giocatori. Oggi c’è l’allenatore che ti insegna gli schemi. Mah…









































