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Chiara Caravelli·16 settembre 2026

🏆 Europa League is BACK! Juve e Milan ora TOCCA a voi: il rilancio passa da qui? 🤔

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Nuovi protagonisti, nuove squadre e magari chissà anche una vincitrice 'esterna' al dominio di Inghilterra e Spagna. Si alza il sipario sull'Europa League che quest'anno vedrà impegnate due big del nostro campionato come Juve e Milan, tra i nomi più prestigiosi all'interno della competizione. La coppia italiana vanta infatti un totale di 15 trofei europei conquistati insieme. 


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Un'Europa League profondamente cambiata rispetto al vecchio format dei gironi: non più gruppi separati, ma una classifica unica nella quale tutte le 36 squadre partecipanti affrontano otto avversarie differenti, quattro in casa e quattro in trasferta.

Milan e Juve, entrambe inserite in prima fascia, cominciano in casa. Per i rossoneri il primo ostacolo si chiama Benfica, una sfida dal forte valore storico e sentimentale. Per la Juventus c'è invece il NEC, con la squadra di Spalletti obbligata a trasformare rapidamente le aspettative in risultati dopo i passi falsi in campionato, tra cui la sconfitta con il Sassuolo in pieno recupero rimediata nell'ultima giornata. 

Non sarà la Champions, è vero, ma Milan e Juve non possono e non devono snobbare l'Europa League, erede della Coppa Uefa. Ad accompagnare le aspettative delle italiane c'è anche un dato: insieme a Benfica e Marsiglia, sono le uniche squadre della competizione ad aver già vinto la Champions. 


🔙 Milan, l'Europa è un'occasione d'oro

Il Milan torna in Europa a distanza di 575 giorni dall'ultima volta, quando uscì sconfitta dai playoff di Champions contro il Feyenoord sotto la guida di Sergio Conceiçao, subentrato dopo l'esonero di Fonseca. Oggi è un Milan diverso, non solo per la rosa che con il mercato estivo si è arricchita di diversi innesti, ma anche per allenatore e gioco. Ruben Amorim sta provando a plasmare il Diavolo secondo la sua idea di gioco, anche se il lavoro è appena cominciato (e sarà lungo).

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📸 Marco Luzzani - 2026 Getty Images

L'Europa League sarà una bella occasione per Amorim di far crescere e giocare i giovani, che lui stesso fin da inizio stagione ha 'difeso' e rilanciato. Pensiamo a Cisse, ad esempio, quasi sempre titolare sulla trequarti dopo l'addio di Rafa Leao, o Diego Moreira autore di una doppietta che è valsa al Milan il pareggio con la Lazio dopo un primo tempo horror. O lo stesso Hutchinson che stasera viaggia verso un posto da titolare.

Ma l’Europa League non deve essere soltanto un laboratorio. Il Milan deve provare a costruire un percorso ambizioso, provando innanzitutto a superare la prima fase per poi spingersi il più avanti possibile. Il traguardo finale avrebbe un valore doppio: oltre al trofeo, la vittoria garantirebbe infatti anche l'accesso alla prossima Champions League.

C’è poi un terzo aspetto, forse ancora più importante in prospettiva campionato: testare davvero il calcio di Amorim. La Serie A offre spesso partite più chiuse e spazi ridotti. In Europa, contro avversari con caratteristiche e approcci differenti, il Milan può avere maggiori occasioni per verificare i meccanismi offensivi e la capacità della squadra di sfruttare gli spazi aperti, proprio come piace ad Amorim.


⚡️ Juve, Spalletti cerca una scossa in Europa

Una coppa, tre obiettivi. Per la Juventus l’Europa League è un’occasione da prendere al volo: può valere la Champions, può restituire fiducia a chi ne ha bisogno e può soprattutto riportare un trofeo europeo a Torino.

Il primo traguardo è chiaro: andare avanti, superare i playoff se serviranno e provare ad arrivare fino alla finale. Come per il Milan, la scorciatoia verso la Champions esiste e passa proprio da questa competizione. Un motivo in più per non considerarla una coppa di serie B. 

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📸 Emmanuele Ciancaglini - 2026 Getty Images

Poi c’è Kolo Muani. Arrivato (anzi ritornato) in estate dal Psg, l’attaccante francese ha dannatamente bisogno di ritrovare fiducia. Il numero 9 bianconero sta vivendo un inizio di stagione tutt'altro che semplice con 0 gol e un solo assist in quattro giornate. Numeri che testimoniano un momento difficile, tanto da essere già diventato uno dei veri grandi problema di questa Juve nonostante la fiducia dimostratagli da Spalletti. Con il NEC - molto probabilmente in coppia dal 1' con il gigante Woltemade - proverà a dare una scossa alla squadra e a sé stesso. 

Infine, la storia. Perché la Juventus non alza un trofeo europeo dal 1996. Troppo tempo per un club abituato a considerare l’Europa casa propria. Ecco allora il terzo motivo: vincere finalmente il primo trofeo continentale degli anni Duemila.


📸 Valerio Pennicino - 2026 Getty Images

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