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·3 settembre 2026

Everton pronto ad aspettare fino a gennaio per ingaggiare un attaccante

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Ultime sul mercato dell’Everton: David Moyes resta a corto di soluzioni nella ricerca di un attaccante

L’Everton sembra intenzionato a resistere alla tentazione del mercato degli svincolati nonostante una preoccupante carenza in attacco, con TeamTalk che riporta come il club preferisca aspettare gennaio per affrontare il problema nel modo giusto. È una decisione che lascia David Moyes in equilibrio precario nei prossimi mesi, soprattutto dopo un finale di mercato particolarmente duro.

La questione centrale è semplice. L’Everton ha ceduto Beto alla Fiorentina e non è riuscito a trovare un sostituto prima della chiusura del mercato. Il principale obiettivo era Folarin Balogun, con un accordo da 40 milioni di sterline raggiunto con il Monaco, salvo poi vedere l’operazione saltare all’ultimo momento. TeamTalk afferma che l’attaccante ha avuto un “ripensamento dell’ultimo minuto” e ha “deciso di non firmare il contratto”, anche se la situazione sembra essere stata più complicata di così.


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La dirigenza del Monaco ha insistito sul fatto che non ci fosse “alcun problema” con le visite mediche di Balogun. Tuttavia, secondo il report, fonti vicine all’Everton credono che ci fosse “un problema abbastanza serio da sollevare forti preoccupazioni”. Qualunque sia la verità precisa, il risultato non cambia: l’Everton ha mancato il suo obiettivo principale e si è ritrovato a rincorrere soluzioni.

Il crollo della trattativa Balogun lascia l’Everton scoperto

In seguito, l’Everton si è rivolto all’attaccante del Manchester United Joshua Zirkzee con quella che è stata definita un’“offerta d’emergenza”. Questo tentativo è stato “rapidamente respinto”, a sottolineare quanto poco margine di manovra fosse rimasto a quel punto. Una volta chiusa anche quella strada, l’Everton si è ritrovato di fatto con le mani legate.

Il risultato è che ora Moyes ha “un solo centravanti di ruolo a disposizione: Thierno Barry”. Per una stagione di Premier League, è una situazione ad alto rischio per qualsiasi club. Infortuni, squalifiche, cali di forma e un calendario fitto possono trasformare molto rapidamente una semplice carenza in una crisi vera e propria.

Ci sono svincolati disponibili, tra cui Anthony Martial, che si dice sia aperto a un ritorno in Premier League. Tuttavia, il piano attuale è chiaro: l’Everton “al momento non ha intenzione di ingaggiare svincolati e farà affidamento sulle opzioni in attacco che ha fino a gennaio”. È una decisione importante da parte dell’area reclutamento, e sarà messa subito alla prova.

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Foto IMAGO

Le opzioni Thierno Barry, Brennan Johnson e Tyrique George

Se Barry non fosse disponibile, l’Everton dovrà improvvisare. Brennan Johnson viene considerato internamente come una possibile soluzione. Il nazionale gallese ha collezionato 55 presenze in carriera da centravanti e segnato 22 gol, con TeamTalk che aggiunge che “all’interno dell’Everton c’è la convinzione che Johnson possa essere efficace in avanti, se chiamato in causa”. È un’opzione utile, anche se chiaramente non equivale ad avere ogni settimana un vero numero 9 a guidare l’attacco.

Anche Tyrique George rientra nei piani. Il 20enne ha giocato otto volte da attaccante con il Chelsea, segnando due gol. Offre versatilità ed energia, ma chiedere a un giovane di contribuire a risolvere un problema di gol in Premier League sarebbe una richiesta importante.

La speranza in casa Everton è che “Barry, Johnson e George” possano coprire il ruolo fino all’apertura del mercato invernale. Da un lato è una pianificazione comprensibile, ma è anche difficile descriverla come qualcosa di diverso da una reazione a un finale di estate così caotico.

La profondità della rosa dell’Everton preoccupa in vista della finestra di gennaio

Ciò che accentua la preoccupazione è il contesto più ampio legato alla rosa. TeamTalk definisce il mancato rimpiazzo di Beto come “un grave fallimento”, ed è difficile non essere d’accordo con questa valutazione. L’Everton ha perso anche Iliman Ndiaye, Idrissa Gana Gueye, Tim Iroegbunam, Dwight McNeil, Seamus Coleman, Adam Aznou e Nathan Patterson. I nuovi arrivi, tra cui Jack Grealish, Merlin Rohl, Hayden Hackney, Ainsley Maitland-Niles e Christian Norgaard, aggiungono qualità e profondità in alcune zone del campo, ma il centravanti resta la debolezza più evidente.

Moyes ora si avvia verso l’inizio della stagione con una pressione già in aumento. Secondo il report, “Moyes ha ora una sfida enorme tra le mani per soddisfare le aspettative dei tifosi in questa stagione”, mentre “iniziano a emergere serie domande sull’impegno a lungo termine del Friedkin Group nei confronti del club”. Questa combinazione — scarso equilibrio della rosa, frustrazione dei tifosi e incertezza ai vertici — crea uno scenario scomodo.

La nostra opinione

Dal punto di vista dell’Everton, tutto questo suona dolorosamente familiare. Il club ha consapevolmente permesso che si sviluppasse una situazione in cui un solo infortunio potrebbe mandare all’aria l’intero piano offensivo. Vendere Beto prima di avere in mano un sostituto è stato irresponsabile, punto. Se Balogun era la priorità, bene, allora bisognava chiudere l’operazione. Se c’erano dubbi medici, giusto tirarsi indietro. Ma come fa allora l’Everton a chiudere il mercato senza avere pronta alcuna alternativa affidabile?

Affidarsi a soluzioni di fortuna fino a gennaio non è una strategia coraggiosa, è limitazione dei danni. Barry potrà anche avere talento, Johnson potrà tappare il buco, George potrà dare una mano, ma chiedere a loro di reggere il peso per una lunga stagione di Premier League significa andarsi a cercare guai. I tifosi hanno tutto il diritto di essere arrabbiati, perché questa situazione era evitabile.

C’è poi una frustrazione ancora più grande. I tifosi dell’Everton possono accettare di perdere un obiettivo di mercato. Quello che fanno fatica ad accettare è la mancanza di pianificazione. Un club con ambizioni da Premier League non dovrebbe mai sembrare così impreparato nel giorno della chiusura del mercato. Anche il riferimento a “serie domande” sull’impegno del Friedkin Group troverà eco, perché i tifosi vogliono rassicurazioni attraverso i fatti, non promesse vaghe sul sistemare tutto a gennaio.

Se l’Everton dovesse partire lentamente, questa questione dominerà ogni conversazione intorno a Goodison Park. Moyes sarà costretto a mettere insieme i pezzi, e per quanto abbia esperienza, non avrebbe dovuto trovarsi in questa situazione. La rosa sembra più leggera, il margine d’errore più ridotto, e la frustrazione della tifoseria appare del tutto giustificata.

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 qui.

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