Fabiani in conferenza: "Faccio un appello ai tifosi: è ora di ragionare con il cuore. E su Pellegrini..." | OneFootball

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·3 settembre 2026

Fabiani in conferenza: "Faccio un appello ai tifosi: è ora di ragionare con il cuore. E su Pellegrini..."

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In occasione delle conferenze di presentazione dei nuovi acquisti in casa Lazio, dal centro sportivo di Formello è intervenuto anche il direttore sportivo biancoceleste, Angelo Fabiani. Di seguito le sue parole in conferenza stampa.

Angelo Fabiani in conferenza stampa

Non c'è mai occasione per ringraziare tutti quelli che fanno parte di un gruppo di lavoro. Quest'anno ci sono molti movimenti: 13 uscite, 17 entrate tra prima squadra e Primavera. Questo si può fare grazie ai collaboratori. Un ruolo fondamentale lo ha ricoperto il nostro segretario generale Alberto Bianco, Raimondo Grassadonia. Tutti ragazzi che per due mesi sono stati al mio fianco. Molte idee nascono qualche settimana o mese prima, ma a volte non è il momento giusto per chiuderlo e rischiare.

Che voto dà al mercato ora con l'uscita di Romagnoli?

Non devo dare nessun voto. Il campo è il giudice supremo. Mi auguro che questi ragazzi possano togliere quelle soddisfazioni che meritano i tifosi e la società, anche.  Voglio rivolgere un appello ai tifosi. Voglio dire loro che al di là delle proprie ragioni, nel quale non entro nel merito: vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Questi ragazzi vivono per i tifosi, per gioire sotto la curva e non solo. Credo che anche i tifosi stiano male a non venire allo stadio. Fare un passo indietro, significa farne due in avanti. Vivo questo momento anche se non sono un uomo social e non entro nel merito dei perché. Bisogna rimanere nel rettangolo di gioco. Si possono creare anche le condizioni per una convivenza. Dico al popolo laziale per favore non dovete stare vicino a Fabiani, al presidente, agli inservienti, ma state vicino a questi ragazzi. Ricordatevi che l'amore vince sempre. È giunto il momento per ragionare con il cuore. Questi giocatori hanno scelto loro la Lazio. Vediamo un po' se riusciamo a ricompattare l'ambiente. Lo ripeto. Il binomio calciatore-tifoso è straordinario. Chissà se si potrà avere un buon senso da parte di tutti.

Pellegrini fuori dalla lista della Serie A. Ci sono discrepanze con l'allenatore?

C'è ancora il mercato degli svincolati. Il mercato non dorme mai. Ho preferito lasciare degli slot liberi per monitorare il mercato degli svincolati. La norma ci consente di inserire questi ragazzi che oggi non entrano nella lista degli effettivi. Aggiungo che ci sono dei calciatori bravissimi che non rientrano nel progetto futuro della Lazio. Bisogna essere sinceri e lineari. Ieri poteva sembrare una novità: in realtà gli agenti sapevano l'orientamento della società.  Con Gattuso c'è un rapporto lineare, di grande correttezza e stima reciproca. Romagnoli, il sesto degli angeli: per due mesi gli hanno prospettato un film, il cui finale non era ciò che io volevo. Non esiste una soluzione gratis. Ieri si è fatta l'operazione inizialmente concordata con la società. Non è dipeso da me. Gattuso sapeva che Romagnoli volesse andare via. Gattuso ha posto il vedo su Cancellieri, giustamente, e noi abbiamo rinunciato a mandarlo…c'era il Genoa, la Fiorentina. Con Rino c'è la massima tranquillità. Gattuso lo ha preso questa società. Io sono orgoglioso quando sento che un giocatore viene alla Lazio per Gattuso, piuttosto che Sarri ecc. A lui abbiamo affidato le chiavi e lui è il nostro condottiero.

Sulla mia frase “se fallisco rassegno le dimissioni”. Cos'è cambiato oggi? Qual è il bilancio del suo lavoro?

Nella vita tutto passa, tutto scorre, panta rei. Mi sono ritrovato in situazioni difficili. Mi sono messo sotto a lavorare. Qui chiuso a lavorare per i tifosi. Senza un giorno di vacanza. Le dimissioni le posso anche dare. Io non sono qui per soldi. Sono qui per passione. Ho preso un impegno che a fine anno finisce, poi sta alla proprietà valutare. Ma i numeri stanno sotto gli occhi di tutti, non mi sono mai beato di tutte le operazioni straordinarie in uscita. acquistare è facile, vendere è difficile. Ci metto la faccia e rischio. Rischiare 5 milioni per 25 non è semplice, io ho rifiutato 25 iniziali per Mario Gila. Ci metto la faccia e rischio. Se questo vuol dire dover dare delle dimissioni, va bene, ma me lo dica qualcuno.

La società che priorità le dà? Quelle economiche o sportive?

Lotito può essere simpatico o antipatico, ora c'è questa campagna violenta in cui non voglio entrare. Da quando lavoro per lui non mi ha mai imposto nulla. Eventuali fallimenti sono da attribuire a me, poi magari i successi no, ma siamo qui anche per questo. La Lazio farà come ha fatto sempre. Ogni anno sento parlare di problemi a livello economico, ma abbiamo sempre soddisfatto gli impegni economici, almeno da quando c'è questa società, non deve i soldi a nessuno.  Abbiamo preso degli impegni come sempre fatto. Qualcuno mi ha preso in giro per le "technality" perché ci sono molte formule che portano vantaggi e svantaggi. Con Calveri abbiamo fatto sì che determinate operazioni si potessero fare. Pagare 5 milioni per un prestito è un impegno. Lo stesso per 3 milioni, serve una capienza. Sarebbe una follia sennò. Siamo una S.P.A. che ha responsabilità.

La Lazio era l'unica con il mercato bloccato l'anno scorso e ora con il saldo zero. Si può rimanere competitivi in queste condizioni?

È un calcio malato, dopato da tante dinamiche. Nel calcio si usano idee, intuizioni. Non mi sembra che lo scorso anno, le società che hanno investito il doppio hanno avuto la meglio della Lazio. Se la finale fosse andata diversamente, staremmo in Europa League.  La finale l’abbiamo conquistata, poi purtroppo persa senza mordente, siamo stati già battuti prima di scendere in campo. Vinci quel trofeo, ti cambia la vita. Eppure è stata fatta una squadra con le idee, che non vuol dire che non si spendono soldi, che non si sperperano. Cambiano le dinamiche, le proprietà, i fondi… C’è tutto un mondo. Se non si arriva a un equilibrio di spesa, ci sarà sempre questo divario. Alcune norme penalizzano le società, bisogna vederle. Non posso farle io, io faccio il direttore sportivo. Dovevamo portare a casa dei risultati, abbiamo fatto quello che era nelle intenzioni della società con l’avallo dell’allenatore, che ci eravamo prefissati. Sono norme contorte, non si capiscono, dei cavilli giuridici obsoleti. E bisogna metterci le mani. Un’azienda che fattura 150 milioni di euro e si inventa questo indice, ma che senso ha? È un problema della proprietà. Se fallisci ne pagherai le conseguenze. Sono vincoli stupidi, banali, che mi blocchi. Una società che fattura così muove un esercito: giornalisti, giocatori, addetti… È un’industria. Credo che sia giunto il momento di rivedere certe norme, che possono avvicinare certe distanze. Ora ci sono tanti fondi… non è facile stargli dietro. L’unica arma è avere l’intuizione, lavorare con la fantasia. Molti giocatori sono stati pagati 40/50 milioni, poi sono stati svenduti. Non è vero che pago tanto un giocatore e quel giocatore mi renda per quella cifra. Abbiamo comprato Castellanos a 13/14 milione, un’intuizione, non ha fatto benissimo ma l’abbiamo venduto a 30. I collaboratori evidentemente vedono qualcosa di importante per poter fare l'operazione senza svalutare l’aspetto tecnico. Quest’anno è rientrato Mandas, l’avevamo dato in prestito e abbiamo rifiutato 20 milioni. Pensiamo di aver potenziato il reparto, Provedel era a fine contratto. L’abbiamo accontentato. Poi abbiamo preso i Taylor e i Rovella. Quello che deve parlare è il campo.

Romagnoli ha detto che gli sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio. Cosa ne pensa?

Romagnoli sa il rispetto che ho per lui e sa quanto gli sono stato vicino se ha detto così… Cosa vuol dire "avrebbe voluto rimanere alla Lazio"? A casa mia si fa presto a parlare, io vado dietro ai fatti. Romagnoli ha salutato la Lazio due volte senza mai sottoscrivere un contratto, ma se ha detto cose diverse, non è un mio problema. Romagnoli è un ragazzo intelligente. Per sfasciare un giocattolo ci vuole poco, ma rimetterlo insieme tanto.

La scelta di mettere fuori rosa Patric. E su Ratkov? Deluso dalla partenza?

Alcune posizioni, al momento, sono momentanee. Ratkov, se ti dico che sono contento direi una grande bugia: ci sono giocatori che hanno fatto bene o altri meno bene. Ratkov ha iniziato un buon precampionato, ma i risultati parlano da soli, significa che non è nato sotto una buona stella alla Lazio. Così scarso non è, viste le tante proposte ricevute. Ma voglio dire un'altra cosa su Ratkov: è andato via per 1 milione, a 12 gol ci sarà un altro milione, a 15 gol più 20 presenze c'è l'obbligo di riscatto a 14 milioni.

Quali sono gli obiettivi di questa stagione?

In estate tutti vincono il campionato e ci sono buoni propostivi. Il campo è il giudice supremo. Tireremo le somme a fine campionato. Non ho la sfera di cristallo. La cosa che mi fa piacere, ma che nessuno mi ha chiesto, è Floriani Mussolini: svezzato in Primavera e l'altra sera Gattuso lo ha messo titolare, questo significa un minimo di progettualità o no?

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