Fabiani torna sulla protesta: "I tifosi ci mancano. Invito tutte le parti a prendere di petto questa situazione. Vi dico che Lotito..." | OneFootball

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·9 settembre 2026

Fabiani torna sulla protesta: "I tifosi ci mancano. Invito tutte le parti a prendere di petto questa situazione. Vi dico che Lotito..."

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In occasione della conferenza stampa di presentazione di Diogo Leite, il direttore sportivo Angelo Fabiani è tornato a parlare anche della contestazione dei tifosi biancocelesti contro la società.

Fabiani in conferenza

C'è una questione in ballo che va risolta, giocare senza tifosi non è semplice, alla lunga ti portano punti in più. Nel weekend ho visto qualche partita e i tifosi hanno dato la forza per ribaltare il risultato. Quando l'altra volta l'ho chiesto per favore, non l'ho detto ai tifosi, ma di ragionare tutti insieme per trovare una sintesi. Non entro nel merito di queste questioni, il mio compito è dire a tutti di provare a risolvere questo problema. Penso che il calcio è bello perché ci sono i tifosi, c'è tanta positività, c'è di tutto e di più. I tifosi mancano, questa è la verità. Hanno preso questa decisione, la rispettiamo e andiamo avanti. Nell'allenamento a porte aperte sono venuti tanti tifosi, ci hanno tenuto a dire che staranno sempre vicino ai giocatori, che seguono le sorti della squadra. Vediamo se il tempo potrà aggiustare il tiro da questo punto di vista. Io faccio un altro mestiere, vediamo che faranno le persone preposte. Il mio discorso non era indirizzato ai tifosi ma a tutto l'ambiente.

Continua il ds

Dico che è una situazione che andrebbe affrontata. Faccio il direttore sportivo, noto e vedo e mi sento di dire alcune cose. Io qui rappresento la società in veste di direttore sportivo, parlo a nome mio. Nella vita nessuno mi ha mai messo il bavaglio, dico ciò che penso. Non è bella per nessuno, per Lotito, per i tifosi, per i giocatori, per la città. A volte ci vuole poco per risolvere il problema. L'importante è metterci tutti quanti a discutere su quello che sta accadendo. Io inviterei anche il presidente Lotito a prendere di petto questa situazione, so che non ci sta bene nemmeno lui. Non faccio l'avvocato difensore del presidente Lotito o di altri. Io risponde delle mie azioni, se oggi mi sento ancora di lanciare questo appello a tutti, lo faccio sotto la mia responsabilità. Anche se tra un po' sui social prenderò altri insulti.

E alla domanda se le gli facesse male personalmente l'assenza dei tifosi dalla stadio e la frattura che si è creata con la società, il direttore sportivo ha risposto:

Quando parlo di passo indietro intendo il dialogo e un'apertura su tutti i fronti. Non voglio essere offensivo con nessuna componente per aprire un dialogo. Secondo me, se queste componenti possano incontrarsi e ognuno dire la loro chissà… potrebbe esserci un'apertura e una risoluzione di questo rapporto cosi incrinato. Basta poco, bisogna parlarsi. Sembra che uno sfugge dall'altro. Parlo solo a titolo personale. Lo faccio perché mi sento di farlo. Davanti a tutte queste problematiche io sono rimasto qui a lavorare per la Lazio, ma la cosa più semplice sarebbe stato staccare la spina. Ho preso un impegno e con rispetto verso tutte le componenti. Queste componenti devono trovare una sintesi per il buon funzionamento di una partita di calcio. Credo che esiste ancora il 13esimo uomo in campo. Non voglio fare politica. Fabiani, Gattuso e Lotito hanno bisogno dei giocatori, come i giocatori hanno bisogno dei tifosi. Lo so perché vengo da una famiglia laziale. Riportiamo sui giusti binari quello che è il gioco più bello del mondo.

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