📢 Fabregas: “Sono stato tante volte a Como senza sapere che esistesse una squadra di calcio. Ho sentito che era la scelta giusta” | OneFootball

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·4 ottobre 2026

📢 Fabregas: “Sono stato tante volte a Como senza sapere che esistesse una squadra di calcio. Ho sentito che era la scelta giusta”

Immagine dell'articolo:📢 Fabregas: “Sono stato tante volte a Como senza sapere che esistesse una squadra di calcio. Ho sentito che era la scelta giusta”

Cesc Fabregas, tecnico del Como, è tra gli ospiti del Festival dello Sport di Trento. Di seguito le sue parole, riprese da gianlucadimarzio.com:


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“È un piacere essere qua. È un evento fantastico, non solo di calcio, ma di sport. Il progetto con il Como è iniziato in modo strano. Il contratto con il Monaco era terminato e avevo qualche proposta. Quando ho parlato con il Como e mi hanno spiegato il progetto, ho sentito che era la scelta giusta. A volte prendi le decisioni di pancia”.

Un retroscena sulla città: “Io andavo tante volte a Como con mia moglie e la mia famiglia e non sapevo che esistesse una squadra di calcio. Quando mi hanno presentato il progetto ho iniziato a studiare la storia e il legame con città e tifosi. In questi anni c’è stata una trasformazione a 360 gradi”.

Sul progetto: “Adesso sono i VIP che chiedono i biglietti per venire. Significa che la squadra sta proseguendo per la strada giusta. Giocare bene? L’importante è come si fa qualcosa, la convinzione che si ha nel farlo”.

Sulla visione del club: “Parlando con il presidente, lui era più concentrato sul turismo e il marketing. Per avere più turismo serviva un gioco propositivo. Più bello è il calcio, più invoglia la gente”. Da quella riflessione è partito un percorso preciso: “Questo è stato l’inizio. Poi ho inserito nuove figure nello staff, giocatori adatti. E abbiamo costruito un’identità”.

Sulla sconfitta: “Come voglio perdere? Voglio perdere con la mia e le nostre idee. Perché se perdi una partita che hai giocato con un’idea diversa dalla tua, la sconfitta è doppia”. La preparazione, dunque, deve rimanere fedele ai principi della squadra: “Prepariamo la partita con le nostre idee, filosofia, identità. Poi si gioca. Ci sono volte che l’altra squadra è migliore di te. E intanto si migliora”.

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