Sampnews24
·13 luglio 2026
Facchetti promuove Maldini e boccia Conte: «Non ha la pazienza per ricostruire mentre il primo è un uomo di campo»

In partnership with
Yahoo sportsSampnews24
·13 luglio 2026

Gianfelice Facchetti, intervenuto in esclusiva ai microfoni di InterNews24, ha affrontato il tema della nuova organizzazione della Nazionale italiana, soffermandosi sulla scelta di Paolo Maldini e Leonardo per il nuovo corso del Club Italia e sui possibili nomi per la panchina azzurra.
L’Italia è chiamata ad aprire una fase di profondo rinnovamento dopo le ultime delusioni internazionali. Secondo Facchetti, non sarà sufficiente affidarsi a figure prestigiose senza accompagnare le nomine con una trasformazione reale dell’intero sistema calcistico nazionale.
PARLIAMO ORA DI UN TEMA CHE STA A CUORE A TUTTI, OVVERO L’ITALIA. CON L’ANNUNCIO DI PAOLO MALDINI NEL RUOLO DI DIRETTORE TECNICO E PRESIDENTE DEL CLUB ITALIA SPALLEGGIATO DA LEONARDO, COME VEDI QUESTA COPPIA, PENSI CHE SIANO I NOMI GIUSTI E QUALE CT CONSIGLIERESTI ALLA NAZIONALE?
«Maldini è un uomo di campo e mi sembra che ha tutti gli elementi per essere utile alla causa del club azzurro. Non ho capito bene il ruolo di Leonardo accanto a lui. Ma Maldini mi sembra un elemento di novità e di discontinuità. Rispetto alla panchina quando leggo di Conte resto perplesso nel senso che mi è sempre sembrato un allenatore al di là dei meriti e dei successi indiscutibili anche con l’Inter. Non mi sembra uno che abbia la pazienza per fare un progetto di lungo corso che oggi servirebbe alla nazionale per ricostruire sulle macerie di tre mondiali mancati. Mi sembra che non abbia quel tipo di pazienza perché c’è sempre Conte prima di qualsiasi cosa. L’Inter di Conte, la Juve di Conte, l’Italia di Conte. Non mi sembra che sia in mezzo a tante qualità di allenatore che la pazienza e la durata rientri tra quelle. Lo dice la sua carriera piena di successi ma poi puntualmente va in collisione con l’ambiente attorno per qualche ragione e lascia tutto a metà. Sicuramente no».
Il pensiero di Facchetti è chiaro: Maldini può rappresentare una figura di rottura rispetto al passato, mentre restano dubbi sul ruolo assegnato a Leonardo. Per la panchina, invece, viene escluso Antonio Conte, giudicato poco adatto a un progetto di lunga durata.
Le alternative indicate sono Roberto Mancini, Carlo Ancelotti e, come scelta più coraggiosa, Pep Guardiola. Il punto centrale, però, va oltre il nome dell’allenatore: senza una riforma che coinvolga la formazione, i vivai e la cultura calcistica italiana, ogni rivoluzione rischierebbe di restare soltanto annunciata.







































