Pagine Romaniste
·7 febbraio 2026
Falcao: “Sarei potuto diventare allenatore della Roma. Mi spiace che non abbiano preso Yuri Alberto”

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·7 febbraio 2026

Paulo Roberto Falcao, leggenda della Roma, ha rilasciato un’intervista a Il Corriere dello Sport, parlando del percorso che stanno facendo i giallorossi e anche del recente mercato fatto:
Le parole del brasiliano:
“La Roma ha un allenatore con cui può, almeno, lottare per la Champions. Gasperini mi piace, penso possa fare delle belle cose. Lui è bravo, ha fatto bene all’Atalanta, per cui gli va lasciato spazio per lavorare. Roma non è Bergamo, ma ha tutte le capacità. Ripeto: gli sia dato tutto il tempo di cui ha bisogno per lavorare e far crescere la Roma. Mi dispiace che la Roma non abbia preso Yuri Alberto (attaccante 2001 del Corinthians, ndr) perché è veramente un gran bel giocatore, molto interessante”.
Si parla tanto del possibile ritorno di Totti: lei poteva rientrare nella Roma? “Sì”.
Come dirigente? “Come allenatore. Facemmo un contratto biennale nel gennaio del 1991, stavo andando a Cortina a trovare il presidente Viola, ma lui morì in una settimana. Peccato, ero e sono un bravo tecnico, quando ero ct del Brasile negli Anni 90 chiamai Cafu e Leonardo che erano dei ragazzini e in 8 mesi impostai la squadra che avrebbe vinto il Mondiale nel 1994. Con la Roma, in ogni caso, non ebbi altre occasioni. Mai”.
I Friedkin però hanno speso oltre 20 milioni per Wesley “A Gasperini piace giocare con tre difensori e lui è uno che sulla fascia parte e arriva in fondo. In Brasile era impiegato più a destra, ora vedo che Gasperini lo schiera anche a sinistra. Anarchico? Ha talento e i giocatori di quel tipo un po’ lo sono”.
Anche Il Messaggero ha riportato dei virgolettati dell’ex campione giallorosso
Le è capitato ultimamente di vedere partite della Roma? “Ho visto Roma-Milan, la Roma meritava qualcosa di più ma Allegri si è difeso bene. Se non perde da più di 20 partite ci sarà un motivo. L’allenatore bravo è quello che, a seconda del materiale a disposizione, tatticamente, trova il modo di esprimere il meglio. C’è una battuta di Ancelotti, che non aveva iniziato benissimo sulla panchina della Seleção ma non aveva subito gol, e che a domanda ha risposto: non dovete dimenticare che sono italiano”.









































