Farris: «Nuovo stadio? Troppi rischi per il Comune! Meglio puntare su un impianto da 25mila posti» | OneFootball

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·20 giugno 2026

Farris: «Nuovo stadio? Troppi rischi per il Comune! Meglio puntare su un impianto da 25mila posti»

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Giuseppe Farris, l’avvocato-leader di CiviCa 2024, ha rilasciato una lunga intervista che verte sul tema “stadio”. Le dichiarazioni

Giuseppe Farris, avvocato e leader di CiviCa 2024, nonché consigliere comunale di Cagliari, ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini de L’Unione Sarda in cui esprime perplessità sul progetto del nuovo stadio “Gigi Riva”. Secondo Farris, ci sono dubbi significativi sul piano economico e sui rischi che l’operazione potrebbe comportare per il Comune.

L’avvocato contesta, inoltre, la scelta di prevedere una capienza superiore ai 30.000 posti, ritenendola eccessiva rispetto alle necessità della città e dei tifosi rossoblù. Il consigliere solleva interrogativi sulla sostenibilità del progetto, sottolineando la necessità di una maggiore chiarezza e di valutazioni approfondite per tutelare l’interesse pubblico e garantire che l’investimento sia realmente vantaggioso per la comunità di Cagliari. Vi riportiamo le sue dichiarazioni:


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PROGETTO STADIO«L’ho detto in tutti i modi: io voglio lo stadio. E infatti mi sto impegnando perché il progetto possa essere realizzato. Ma salvaguardando l’interesse della collettività».

RISCHI«Intanto i rischi sono a carico del concedente, il Comune, e non del concessionario, il Cagliari calcio. Se sulla costruzione aumenta per esempio il costo delle materie prime, l’amministrazione sarà esposta a maggiori spese. È previsto che rilascerà anche garanzie agli istituti di credito».

PARTE PUBBLICA«In questo progetto la parte pubblica investe molto di più quanto si faccia credere. Lo stesso project bond della Sfirs, la Finanziaria della Regione, assicura al proponente tassi agevolati e non di mercato. La restituzione del credito ottenuto non avviene a scadenze fisse, come in un normale mutuo, ma quando si generano flussi di cassa. Tutto questo sposta il rischio dal privato al pubblico. Il Comune, peraltro, rinuncia a cinquant’anni di Tosap, la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, su 100mila metri quadrati: il mancato introito sarà enorme. Si aggiungano gli accantonamenti che l’amministrazione dovrà fare».

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INVESTIMENTO«Quando si realizza un’opera così importante come il nuovo Sant’Elia, un investimento da oltre 218 milioni, non si può lasciare alle generazioni future l’onere di ammodernarlo o demolirlo. In previsione di questo scenario, un ente pubblico, per legge, ha l’obbligo di stanziare un fondo a copertura di quelle spese. Per lo stadio la somma da conservare annualmente si aggirerà intorno agli 800mila euro annui». 

MODELLO POLIFUNZIONALE«No. Bisognerebbe continuare a puntare su uno stadio da 25mila posti, come nell’idea iniziale di Giulini. Invece si sono superati i 30mila per inseguire la follia dell’Europeo 2032 che, al massimo, porterà a Cagliari due partite. Non condivido nemmeno la scelta di realizzare l’albergo: un cinque stelle, con vista mare, in una zona definita non di pregio. Anche qui: qual è l’imprenditore che apre un hotel di lusso in un’area considerata poco attrattiva? Troppo cose non tornano».

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