Fazzini: «Indossare la 10 è una grande responsabilità. L’impatto a Cagliari bellissimo, Pisacane mi sta aiutando» | OneFootball

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·1 ottobre 2026

Fazzini: «Indossare la 10 è una grande responsabilità. L’impatto a Cagliari bellissimo, Pisacane mi sta aiutando»

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Jacopo Fazzini, centrocampista del Cagliari, si è raccontato in un’intervista a “Il Cagliari in diretta” affrontando diverse tematiche inerenti anche il mondo rossoblù. Le dichiarazioni

Intervenuto ai microfoni di Radiolina durante il programma Il Cagliari in diretta, Jacopo Fazzini ha tracciato un primo bilancio della sua esperienza in Sardegna. Il fantasista ha affrontato diversi temi, dalla scelta del numero di maglia all’impatto con il Cagliari.


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Il significato del numero dieci per Fazzini

L’eredità di una maglia storica come quella lasciata da campioni del calibro di Gigi Riva e Gianfranco Zola non spaventa il giovane talento.

«Indossare la dieci rappresenta una grande responsabilità. Arrivo da un’annata complessa in cui ho trovato meno spazio, per questo desidero prendermi delle rivincite personali e difendere questa maglia. In campo mi sento un centrocampista tecnico: posso agire da otto o da dieci in fase di possesso, ma anche da play. Devo ancora migliorare nella fase difensiva, ma mister Fabio Pisacane mi sta aiutando moltissimo».

La forza del gruppo e l’ambientamento di Fazzini

L’integrazione del classe 2003 nello spogliatoio guidato da mister Fabio Pisacane è avvenuta in tempi record, permettendo alla squadra di affrontare le prime sfide di campionato con grande coesione.

«Mi sono trovato di fronte ragazzi straordinari, sempre gentili ed educati. All’inizio conoscevo solo Matteo Prati, Elia Caprile e Sebastiano Esposito, ma in un paio di giorni ho legato con l’intero spogliatoio. Siamo una squadra sana e compatta, e anche davanti alle difficoltà o ai casi mediatici siamo rimasti sempre uniti, meritarci ogni singolo punto ottenuto sul campo».

Avvio di stagione e caso Esposito

Fazzini si è soffermato a parlare dell’ottimo inizio di stagione:

«Non era scontato iniziare con questo ritmo, viste le difficoltà e l’importanza delle sfide affrontate. Ce la siamo giocata a viso aperto contro ogni avversario, dimostrando sul campo di esserci meritati pienamente ogni singolo punto conquistato. Il nostro vero punto di forza è un gruppo estremamente sano e unito».

Focus anche sul caso Esposito:

«La solidità dello spogliatoio è sempre stata la nostra arma principale. Anche nei momenti più complessi, come quando è emerso il caso Esposito, la squadra non si è disunita ed è rimasta compatta. Allo stesso modo abbiamo gestito con grande maturità le situazioni legate a Yael, Felici e Maldini, rimanendo sempre focalizzati sui nostri obiettivi e più uniti che mai».

Le ambizioni di Fazzini e il rapporto con Pisacane

Sotto la guida tecnica del suo allenatore, il calciatore ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi al meglio, valorizzando anche le prestazioni dei compagni di squadra.

«Il mister è persino migliore di quanto immaginassi: tra noi è nato subito un legame speciale perché sa come prendermi. Faccio un grande tifo per Daniel Maldini e Alessandro Romano, convocati in azzurro: meritano questo traguardo. Maldini lo conoscevo già dai tempi di Empoli ed è una persona splendida».

II retroscena sul legame tra Fazzini e la Sardegna

Nel destino del centrocampista c’era già un filo conduttore che lo legava ai colori rossoblù, risalente alla storia della sua famiglia.

«Il mio bisnonno giocò nella Fiorentina, segnando il primo gol della storia viola, per poi trasferirsi proprio al Cagliari. L’ho scoperto solo a trasferimento fatto grazie a mia mamma. L’impatto con la città è stato bellissimo: finiti gli allenamenti ci godiamo il mare. Inoltre, con il gruppo squadra si è creata un’intesa speciale, come dimostra la recente grigliata offerta dal mister».

I grandi obiettivi di Fazzini tra club e azzurro

L’inizio di stagione promettente spinge la squadra a guardare ai prossimi impegni con rinnovato entusiasmo, senza porsi limiti.

«Contro la Juventus ce la giocheremo a viso aperto per fare risultato. A livello personale spero che il primo gol arrivi presto: la dedica sarà per mia sorella, che è la mia forza. La Nazionale maggiore resta un obiettivo primario che mi stimola ogni giorno; dopo il percorso con le selezioni giovanili, sarebbe un’emozione unica».

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